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LA SEGNALAZIONE

Statale 63, il nuovo assetto divide l’Appennino: l’allarme lanciato dal comitato di cittadini carpinetani

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Una striscia bianca continua destinata a unire il Passo del Cerreto con Reggio Emilia, ma che rischia di dividere il territorio e mettere in ginocchio la quotidianità di residenti, commercianti e imprese dell’Appennino.

IMMAGINE GENERATA CON AI

È l'allarme lanciato dal Comitato di cittadini carpinetani “Per una SS63 più sicura”, presieduto dal portavoce Irmo Bertani, attraverso una dettagliata segnalazione inviata alla nostra redazione.

L'intervento avviato da ANAS in queste settimane, già completato tra il monte di Castelnovo ne' Monti e la valle di Casina, sta introducendo il divieto di sorpasso e l'obbligo di svolta a destra su quasi tutti gli accessi privati diretti alla statale, una decisione calata dall'alto senza alcuna informazione preventiva verso i cittadini e le istituzioni locali.

L'impatto della nuova segnaletica sulla viabilità quotidiana è drastico. Per chi risiede o lavora lungo la Statale 63, l'obbligo di imboccare esclusivamente la corsia di marcia a destra trasforma ogni spostamento in un percorso a ostacoli. Il Comitato sottolinea come chi vive in montagna non abbia la possibilità di fare semplicemente il giro dell'isolato come in città, trovandosi costretto a percorrere tratti di strada spesso consistenti fino alla prima rotonda o al primo incrocio utile soltanto per poter cambiare senso di marcia. Un esempio concreto riguarda il distributore di benzina sulla circonvallazione di Felina: chi fa carburante e deve procedere verso Castelnovo ne' Monti è oggi costretto a spingersi fino al Fariolo per poter invertire la marcia in sicurezza ed evitare sanzioni. A spaventare residenti e attività economiche è anche l'ipotesi che ANAS stia procedendo al riesame delle autorizzazioni per gli accessi diretti dei privati, sollevando il timore che alcuni incroci vengano messi in discussione o sottoposti a nuovi canoni di concessione.

Di fronte alle crescenti preoccupazioni, il Comitato ha sollecitato l'intervento del sindaco di Carpineti, Giuseppe Ruggi, il quale ha già effettuato un primo sopralluogo e un censimento dei punti di innesto e dei nuclei familiari coinvolti. L'impegno assunto dall'amministrazione comunale è quello di fare rete con i sindaci dell'Unione dei Comuni dell'Appennino Reggiano e promuovere un tavolo formale di confronto con ANAS e Polizia Locale.

I quesiti aperti riguardano la possibilità di richiedere deroghe per consentire l'accesso in entrambe le direzioni sugli innesti delle strade comunali, le procedure di tutela per le attività produttive che rischiano l'isolamento e i chiarimenti definitivi sulla permanenza o sull'eventuale onerosità delle concessioni dei singoli passi carrabili privati.

Il Comitato ribadisce la piena consapevolezza in merito alle criticità di sicurezza della SS63, in particolare nel tratto critico tra Ardaceda e la Galleria del Seminario, ma contesta l'efficacia di interventi basati esclusivamente su divieti. Il limite dei 50 km/h esteso a quasi tutto il tracciato viene infatti troppo spesso eluso in assenza di controlli sistematici e autovelox. Inoltre, resta ferma l'amarezza per il mancato recepimento da parte di ANAS del progetto predisposto dalla Provincia di Reggio Emilia per la messa in sicurezza dei 700 metri fra Ardaceda e la galleria, dove la carreggiata si stringe da 12 a 6 metri.

In sostanza, i cittadini lamentano l'assenza delle opere infrastrutturali di cui il territorio avrebbe realmente bisogno, come la realizzazione della corsia di accelerazione per l'imbocco da Marola, la messa in sicurezza delle fermate dei pullman e delle piazzole ecologiche, oppure l'introduzione di piazzole di fermata obbligatoria per i mezzi pesanti per far defluire le code, sul modello di quanto già avviene in ambito alpino. Il portavoce Irmo Bertani conclude sottolineando che, senza interventi strutturali, tutti i disagi rimarranno a carico di pendolari, turisti e imprese.

L'auspicio è che la tematica sia presa in carico in modo solidale da tutti i sindaci dell'Unione, affinché i disagi della chiusura della galleria del Seminario non facciano dimenticare quest'ennesima criticità per chi vive e lavora in Appennino.

2 COMMENTS

  1. Condivido pienamente le preoccupazioni espresse dal Comitato. Vorrei però richiamare l’attenzione su una situazione particolarmente penalizzante che riguarda la località Croce.

    L’obbligo di svolta esclusivamente a destra crea un grave disagio per tutte le attività commerciali della zona. I clienti che arrivano da Castelnovo ne’ Monti e intendono raggiungere negozi, aziende o servizi situati sul lato opposto della SS63 non possono più accedere direttamente, ma sono costretti a proseguire fino alla rotatoria sul ponte di Gatta per invertire il senso di marcia e poi tornare indietro.
    Questa soluzione comporta un notevole allungamento del percorso, un aumento dei tempi di percorrenza, maggior consumo di carburante, un incremento del traffico e, non da ultimo, un aumento dell’inquinamento atmosferico e acustico, con il concreto rischio che molti automobilisti rinuncino a fermarsi, causando un danno economico alle attività del territorio.
    La sicurezza stradale è una priorità e nessuno la mette in discussione. Tuttavia, è necessario trovare un equilibrio tra la tutela della circolazione e le esigenze di chi vive e lavora lungo la SS63. Decisioni di questo tipo dovrebbero essere accompagnate da interventi infrastrutturali adeguati e da un confronto con cittadini, imprese e amministrazioni locali, affinché la sicurezza non si traduca in un ulteriore isolamento del territorio e delle sue attività economiche.

    • Firma - Luca Fiocchi
  2. Abitando io in zona confermo che nel rettilineo della SS63 Adiacente alla Stazione di servizio carburanti di Felina, dove a causa dell alta velocità tenuta da molti si sono verificati gravi incidenti ,il sostituire il tratteggio, che permetteva l entrata e uscita dalla stazione di servizio ,oltre a creare un pesante disservizio per gli utenti ( se arrivi da Reggio esci a Felina ,rientri in Statale e poi dopo il rifornimento ritorni indietro per più di 1 km?)rende il tratto ancor più pericoloso. Sono stato alcuni minuti in osservazione: l afflusso di utenti che vanno e vengono dalla Stazione è notevole ,vista la presenza di tutti i tipi dicarburante e del bar, e pressoché tutti non tengono in considerazione la nuova presenza della linea continua e quindi del divieto di superarla secondo il codice della strada x cui si immettono o escono come ci fosse il tratteggio,quindi in caso di sinistro si è in torto e in contravvenzione. A rendere più pericolosa la situazione è che non c è nessun limite di velocità in un rettilineo così pericoloso ,direi che almeno 70 Km/h dovrebbe essere opportuno.Mi auguro si possa provvedere al più presto
    Grazie e Cordiali saluti
    CP