La chiusura della Galleria del Seminario, scattata ieri mattina e destinata a protrarsi fino ad aprile, segna l’avvio di uno dei cantieri più impattanti degli ultimi anni per la mobilità tra Reggio Emilia e l’Appennino. Cgil Reggio Emilia e Cisl Emilia Centrale chiedono risposte rapide e un coordinamento stabile.

“Bene che la Provincia al summit di oggi abbia assunto l’onere di coordinare un tavolo permanente, ma ora servono risposte rapide a favore di chi lavora, dei pendolari, delle imprese. Risposte che si sarebbero potute avere per tempo se fosse stata risparmiata alla Montagna l’incredibile vicenda di una grande opera pubblica, attesa da 15 anni, presentata e organizzata all’ultimo secondo con superficialità e con un coinvolgimento nullo delle parti sociali e delle imprese”.
Così Cisl Emilia Centrale e Cgil Reggio Emilia commentano e promuovono l’incontro convocato dal Presidente Giorgio Zanni, già sollecitato ad inizio settimana, per fare il punto sul maxi cantiere che da ieri mattina e fino al prossimo aprile bloccherà il transito attraverso la Galleria del Seminario, tranciando la via più rapida di collegamento da e per la Montagna reggiana.
Per Cgil e Cisl questa non è una questione esclusivamente tecnica. L’importanza dei lavori non è in discussione, ma il loro impatto tocca mobilità, lavoro, sicurezza, economia e tenuta sociale dell’Appennino “e per questo il nostro sarà un lavoro di protezione e di stimolo. Non faremo passi indietro”.
“È emerso che la comunicazione dell'avvio del cantiere è arrivata al territorio con un ritardo riconducibile ad Anas. La stessa Presidenza della Provincia ha ricordato di averne avuto contezza solo poco tempo fa. Una gestione che non ha consentito a istituzioni, imprese, servizi pubblici e parti sociali di prepararsi. Il nostro compito, però, non è la caccia alle responsabilità, ma alle soluzioni. Punto primo: è passata la nostra richiesta di attivare un tavolo permanente di confronto con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, delle associazioni economiche e degli altri soggetti interessati, affinché l’andamento dei lavori, della viabilità e delle ricadute sul territorio venga verificato costantemente”.
Cgil e Cisl giudicano importante anche la garanzia fornita sul transito dei mezzi di soccorso. Ambulanze, Vigili del Fuoco e altri veicoli di emergenza potranno attraversare la galleria durante i lavori, grazie a un sistema che ne consentirà l’apertura in caso di necessità.
A questa notizia operativa, molto attesa, la Cisl e la Cgil reggiane affiancano il pressing per ottenere risposte a due domande inevase. “Occorre mappare chi dalla Montagna si sposta verso valle lavorando nel pubblico impiego, per capire a quanti dipendenti di Provincia, Ausl, Comuni e articolazioni dello Stato, e altri, possa essere introdotto o ampliato lo smart working. Lo stesso vale per Iren e le altre multiutility e aziende private, dove sono numerosi i lavoratori provenienti dall’Appennino. Va verificata la possibilità di applicare orari diversificati nelle imprese che impiegano pendolari con mansioni compatibili. Su questo ci aspettiamo d’ora in poi un atteggiamento proattivo dalle associazioni di categoria”.
Attenzione particolare dovrà essere riservata alla viabilità alternativa, destinata a sostenere un forte aumento dei flussi, con effetti sui tempi di percorrenza e sulla sicurezza. Il tavolo dovrà monitorare anche il trasporto pubblico locale, chiamato ad allungare percorsi e tempi di viaggio su tratti più complessi. “Non escludiamo richieste di ristoro per i pendolari, in particolare per gli studenti le cui famiglie pagano abbonamenti salati, se i disagi superassero la soglia del tollerabile”.
Cgil e Cisl chiedono infine ad Anas il rispetto ferreo del cronoprogramma, una comunicazione trasparente e costante e piena disponibilità al confronto. “Alle istituzioni chiediamo di credere e utilizzare fino in fondo il tavolo permanente. Lì porteremo la richiesta di misure di sostegno se l’impatto della chiusura fosse più pesante del previsto o emergessero ritardi nei lavori”, concludono i sindacati.





