Incendio a Vedriano: in azione 3 Canadair, 1 elicottero e squadre dei Vigili del Fuoco da quattro province. Il vento alimenta l'incendio, evacuato a scopo cautelativo un gruppo di scout. La testimonianza del titolare dell'agriturismo: «Il fuoco è ad appena 150 metri da noi, staccata la corrente». La Protezione Civile attiva la Colonna Mobile per il ristoro dei soccorritori.

Proseguono senza sosta le operazioni di spegnimento e bonifica dell'incendio a Vedriano, la cui estensione è attualmente stimata in circa 100 ettari.
Sul posto sono impegnati a terra oltre 30 Vigili del Fuoco provenienti dai comandi di Reggio Emilia, Modena, Parma e Piacenza. Fondamentale l'intervento dei mezzi aerei (Canadair ed elicotteri), che nel corso della giornata hanno effettuato numerosi lanci d'acqua.
Insieme al personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, prendono parte alle operazioni anche i volontari della Protezione Civile e i Carabinieri.
L'incendio risulta ancora attivo; pertanto, le attività di contenimento e bonifica proseguiranno durante la notte e nella giornata di domani.
Dopo una notte di costante presidio, la ripresa del vento e le alte temperature hanno fomentato le fiamme, spingendole verso l’agriturismo ‘La Collina dei Cavalli’.

Drammatica la testimonianza di Carlo Fornili, il titolare dell'agriturismo, situato in località Le Colonne: «Sembrava spento stanotte, invece ha ripreso con forza. Ora il fuoco si è sparso per tutta la valle e si trova ad appena 150 metri da noi, nei campi dove di solito pascolano gli animali. Ieri era distante mezzo chilometro, oggi le fiamme si vedono chiaramente dalla struttura. Ci hanno già staccato la corrente elettrica».
A titolo precauzionale si è deciso anche di allontanare un gruppo di scout che campeggiava poco distante: «Nella parte bassa della proprietà pernottavano degli scout – racconta Fornili –. Erano a circa un chilometro dal fronte d'attacco, ma insieme ai capigruppo abbiamo preferito non correre rischi. Sono stati avvisati i genitori e i giovani stanno rientrando tutti a casa».
Sul posto si è attivata subito la rete dei soccorsi e del sostegno locale: «Mi ha contattato il Servizio Veterinario dell'Azienda USL per offrire mezzi nel caso servisse evacuare gli animali, tra cui asini e mucche. Fortunatamente si trovano in pascoli molto grandi e si allontanano da soli dal pericolo, ma la preoccupazione resta molta. Diverse persone si stanno fermando per chiederci se abbiamo bisogno di una mano: la solidarietà della nostra gente non manca mai».
Protezione civile: imponente dispiegamento di forze. In arrivo la Colonna Mobile
La situazione resta estremamente complessa. Per contenere l'avanzata del fuoco dall'alto sono impegnati 3 Canadair e 1 elicottero. A terra lavorano ininterrottamente le squadre dei Vigili del Fuoco giunte, oltre che da Reggio Emilia, anche dai comandi di Parma, Modena e Ferrara, affiancate dai volontari della Protezione Civile con moduli antincendio e cisterne idriche. Per garantire il necessario supporto agli operatori al lavoro con temperature torride, la Protezione Civile sta attivando la Colonna Mobile con il Modulo Cucina.
L'appello dell'Amministrazione Comunale di Canossa
Evacuate alcune famiglie, 135 utenze senza corrente
Il fronte dell'incendio sta attualmente avanzando in direzione sud. Per motivi di sicurezza, le autorità hanno disposto l'evacuazione cautelativa di alcune famiglie residenti nella zona.
Inoltre, per consentire le manovre di lancio in sicurezza ed evitare cortocircuiti, è stata disalimentata la rete elettrica per 135 utenze: il ripristino dell'energia avverrà soltanto dopo la conclusione delle attività aeree.
I Canadair e l'elicottero continueranno i lanci d'acqua dall'alto fino alle ore 21:00. Sul campo, insieme ai Vigili del Fuoco, sono operative le squadre AIB giunte da Reggio e Parma; per garantire la continuità del contenimento si sta valutando di prolungare il turno dei volontari di Protezione Civile anche oltre il consueto orario delle 20:00. Su richiesta dei Vigili del Fuoco, il Coordinamento ha confermato il supporto logistico della cucina mobile per assicurare il ristoro a tutti gli operatori impegnati.









Chissà se qualcuno penserà ai vantaggi che la Diga di Vetto darebbe anche in queste occasioni, non solo per i Comuni limitrofi all’Enza ma per le Province di Reggio Emilia e Parma e non solo; mi sembra che per spegnere gli incendi serve acqua e per qualcuno l’ideale è andarla a prenderla nel Tirreno .
Purtroppo la realtà di questi territori è in mano ai NO a tutto e a chi vuole che lo spreco delle acque pulite dell’Enza continui; troppi sono gli interessi contro la Diga di Vetto, a partire da chi produce energia da gas o il petrolio; a chi ha interessi al pompaggio delle acque da falda e da Po per l’agricoltura, l’acqua per gli agricoltori è vita; da chi ha interessi a vendere acqua da bere in bottiglia, dai rubinetti dei Comuni a Valle di Vetto e nelle città esce acqua “potabile”, ci mancherebbe, ma il contenuto dei nitrati è di 20/30 mg/lt, quella di Vetto ne avrebbe 1/2 di nitrati, l’Italia è il primo paese in Europa a bere acque in bottiglia (di plastica); le esondazione a valle sono considerate eventi della natura, evitare che Montecchio, Sant’Ilario, Sorbolo o altri siano alluvionati sembra non interessi a nessuno.
Ogni giorno mi chiedo in che mondo viviamo, da chi siamo Amministrati?, qualcuno vede gli effetti dei cambiamenti climatici?, qualcuno si rende conto del valore delle acque pulite?; a Reggio Emilia e a Parma non sembra proprio.
A Vetto Madre Natura ci ha donato una località che consente di impostare uno sbarramento per evitare tutto questo, ma quest’opera interessa solo a chi non ha interessi di parte o di partito e pensa solo al bene comune, al bene della montagna, dell’agricoltura e della sicurezza dei paesi a Valle; ma il loro numero è molto limitato; dire di SI a un’opera come la Diga di Vetto non porta Voti mentre dire di NO a quest’opera porta voti e sedie, anche se si tratta di un’opera utile come l’aria che respiriamo.
Vetto in pochi decenni diventerebbe la Capitale dei paesi montani di Reggio Emilia e Parma; ma questo per qualcuno penso che non deve succedere, in Val Lonza si deve passare ancora sui guadi per andare a Reggio Emilia.