Una chiamata di soccorso ogni 70 minuti, per un totale di oltre 20 uscite al giorno. È la fotografia di una macchina del soccorso sottoposta a una pressione straordinaria: dal 1° gennaio al 9 agosto i Vigili del Fuoco di Reggio Emilia hanno effettuato 4.539 interventi, registrando un incremento del 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (quando furono circa 3.800).
Un dato persino sottostimato per complessità, considerando che eventi imponenti come il devastante incendio di Vedriano vengono registrati a sistema come un'unica scheda, pur avendo richiesto il lavoro sul campo di decine di squadre per diversi giorni.
I numeri sono stati presentati da Paolo Ghinelli, referente della Fns Cisl Emilia Centrale, veterano con 41 anni di servizio e membro del nucleo investigativo. Ghinelli ha voluto sottolineare come dietro il suono continuo delle sirene vi siano la disciplina, il mestiere e la dedizione di operatori che garantiscono la sicurezza di tutto il territorio provinciale.

Gli incendi ed esplosioni in totale sono stati 1.037, di cui 55 relativi a vegetazione: prima di Vedriano gli ettari bruciati in provincia erano circa 41, ma il rogo di Canossa ha devastato da solo 120 ettari, portando il totale a 161 ettari andati in fumo, l'equivalente di 213 campi da calcio.
Contrariamente a quanto si pensa, il fuoco riguarda soprattutto le aree di pianura e il restante territorio provinciale con il 65,5% degli episodi (36 roghi), mentre l'Appennino registra l'20% (11 casi) e la collina il 14,5% (8 casi); tra i comuni più colpi spiccano Reggio Emilia con 8 episodi, Castellarano con 4 e a quota 3 Castelnovo ne' Monti, Brescello, Luzzara, Guastalla e Bibbiano.
L'emergenza di Canossa ha visto impegnate dal 6 agosto circa 44 squadre reggiane sostenute dai rinforzi giunti da Modena, Parma, Bologna, Piacenza e Ferrara, oltre ai Canadair, all'elicottero Drago e al personale boschivo.
La mappa dell'attività generale del Comando rivela 2.633 interventi gestiti dalla sede centrale, 685 dal distaccamento di Guastalla, 652 da Sant’Ilario d’Enza, 326 da Castelnovo ne’ Monti, 154 dai volontari di Luzzara e il contributo del nuovo presidio rurale estivo di Villa Minozzo; a questi si sommano 733 incidenti stradali, 762 soccorsi a persona e circa 1.900 interventi vari tra allagamenti, aperture porte e bonifiche. Una mole di lavoro enorme garantita da circa 220 unità tra professionisti, tecnici e amministrativi che, ribadisce Ghinelli, non chiedono patenti da eroi ma risorse concrete: organici, mezzi, formazione e tutele sanitarie contro gli Ipa cancerogeni e i Pfas.
La reattività del personale è stata messa a dura prova anche dal forte maltempo del 15 luglio, che da solo ha generato circa 700 chiamate per alberi caduti, tetti sradicati e allagamenti, richiedendo otto giorni di lavoro ininterrotto anche con l'ausilio di colonne mobili giunte da Toscana, Veneto e Marche.
Un impegno straordinario evidenziato da Rosamaria Papaleo, segretaria generale della Cisl Emilia Centrale, che nell'esprimere la gratitudine di tutto il sindacato alle donne, agli uomini del Corpo e alle loro famiglie, ha ricordato come al personale venga chiesto di entrare dove tutti cercano una via d'uscita, chiedendo che il territorio pretenda per loro dotazioni adeguate e massime condizioni di sicurezza.





