Home Cronaca Statale 63, Malvolti: “Il vecchio tracciato va sistemato”
Dopo la chiusura della galleria

Statale 63, Malvolti: “Il vecchio tracciato va sistemato”

2951
3

Roberto Malvolti solleva il problema delle condizioni del vecchio percorso. Dal Comune arriva la disponibilità a verificare insieme gli interventi più urgenti.

Il ponte è finito. O meglio: è stato gettato. E adesso bisogna aspettare che il calcestruzzo maturi, poi arrivare al collaudo. È questa la spiegazione arrivata a Roberto Malvolti da parte del sindaco Giuseppe Ruggi dopo il suo post sulla vecchia Statale 63. Una risposta che chiarisce perché, nonostante sul cartello sia indicata come data di ultimazione lavori il 3 maggio 2026, il tratto non sia ancora stato riaperto.

Malvolti, del Comitato Strada Statale 63, aveva raccontato di essersi trovato nei pressi del ponte durante una passeggiata nei boschi di Marola. Da lì aveva osservato il vecchio tracciato e sollevato un'altra questione: in quali condizioni si trova la strada che dovrà tornare a essere utilizzata durante la chiusura della galleria del Seminario? La precisazione non cambia, nella sostanza, la preoccupazione di Malvolti. Anzi, sposta la discussione su un altro punto: cosa succederà al vecchio tracciato quando sarà finalmente riaperto? “Io sono andato a vedere e quella strada è distrutta. Non ci sono neanche i requisiti minimi di sicurezza. Non sto dicendo che non bisogna fare i lavori sulla Statale, anzi: i lavori li vogliamo. Ma se si sapeva che la galleria sarebbe stata chiusa, perché non utilizzare il tempo che c'era per sistemare anche la strada vecchia?”

È questo il nodo della sua contestazione. La galleria del Seminario è già chiusa e lo resterà per mesi. Il vecchio tracciato dovrebbe diventare uno dei percorsi utilizzati durante i lavori. Secondo Malvolti, però, la strada è rimasta sostanzialmente inutilizzata per decenni. “Sono 25 anni che non viene usata. È stata abbandonata. E allora io mi chiedo: possiamo prendere una strada che è stata lasciata così per tutto questo tempo e farci passare per nove mesi autobus, studenti, pendolari e cittadini?”

Poi c'è il problema dei tempi di percorrenza. Il tracciato è tortuoso e, secondo Malvolti, l'aumento dei chilometri si tradurrà anche in un costo concreto per chi ogni giorno deve spostarsi. “Noi abbiamo valutato che un pendolare potrebbe trovarsi a spendere 100-120 euro in più al mese. È una nostra stima ma se ogni giorno fai più chilometri, consumi di più e magari perdi un'ora di viaggio, alla fine non è una cosa da poco. E non c'è solo il carburante: c'è il tempo delle persone, c'è l'inquinamento”.

Ma dopo la risposta arrivata al suo post, qualcosa si è mosso. Malvolti racconta infatti che gli è stato proposto di percorrere insieme il vecchio tracciato per individuare le problematiche più urgenti. “Il sindaco ha detto che andremo a fare un giro insieme per vedere quali sono le problematiche più urgenti da sistemare e io questo lo trovo positivo”.

La discussione, dunque, non si ferma alla data di riapertura del ponte. Il ponte dovrà maturare, essere collaudato e poi la strada potrà tornare disponibile. Ma per Malvolti la questione successiva è già sul tavolo: capire se quel vecchio percorso sia davvero pronto per sostenere il traffico che la chiusura della galleria porterà sulla viabilità alternativa. E questa volta, almeno, la risposta potrebbe arrivare guardando la strada insieme.

3 COMMENTS

  1. Già che ci siamo andiamo anche a vedere le altre due strade alternative ( Cigarello Pantano) e (Casina Marola) la seconda ha delle buche dove se ci passi in moto
    rischi di cadere e non ha guardrail con tornanti impossibili. Io credo che ANAS avrebbe dovuto fare i lavori nella galleria lasciando la possibilità di circolare alternati, e ‘ vero ci sarebbero tempi lunghi ma almeno si potrebbe circolare. Altra cosa la vecchia statale va bene che ci vuole il tempo per far asciugare bene il cemento
    ma ditelo se no la gente vede la strada fatta e nessuno che ci lavora e si sente presa in giro.

    • Firma - Max Carpineti
  2. Qualche considerazione condivisibile ma non ritengo che il fulcro sia il maggior costo mensile che è importante ma legato a un periodo di tempo limitato (anch’io vado 3 gg alla settimana a re) . I veri problemi sono 2: 1- sicurezza e fondi per la manutenzione; – 2 – rispetto dei tempi x la realizzazione opere pubbliche. Punto 1:Le strade devono, tutte, essere mantenute e tenute in sicurezza in particolare quelle con maggior traffico…Ma ci vogliono i soldi! Punto 2 se è vero che i lavori sulla vecchia ss63 dovevano essere consegnati nel 5/26 perché i tempi non sono stati rispettati? Analogo problema c’è per la ristrutturazione s. Anna a Castelnuovo, che sta generando moltissimi disagi ancora oggi, dovo ci sono ritardi significativi. Chi controlla? Se ci sono ritardi sono previste penali e vengono incassate!?… A margine il problema di quando cantierizzare le opere pubbliche: avviare cantieri “al chiuso” a ridosso o durante il periodo estivo in appennino è un suicidio e questo non vale solo per la galleria ma anche per un’altra importante struttura in zona…

    • Firma - Massimo
  3. Proprio un bel pasticcio avere chiuso la galleria del Seminario senza avere predisposto l’alternativa più ovvia e semplice della vecchia SS 63.
    Speriamo di non dover passare l’inverno in queste condizioni viste le attuali alternative di Marola e del Cigarello che con nebbia e neve sarebbero davvero pericolose per cerci mezzi e snervanti per chi le deve fare tutti i gioni
    Una gestione scandalosa tutta merito di amministratori e tecnici

    • Firma - AD