Nuove fermate del bus per raggiungere più agevolmente l'ospedale, la Casa della Comunità e la zona del Centro Fiera. Il Consiglio comunale di Castelnovo ne’ Monti ha approvato all'unanimità la mozione presentata dal gruppo di minoranza "Castelnovo al Centro", che impegna la Giunta a sollecitare Agenzia per la Mobilità e SETA per potenziare i collegamenti nel capoluogo.

La mozione approvata, presentata dai consiglieri Sabina Nardini, Mattia Casotti, Gabriele Tacconi, Ermanno Briglia e Claudia Beretti, impegna la Giunta comunale ad attivarsi presso l’Agenzia per la Mobilità di Reggio Emilia, SETA e gli altri enti competenti per valutare e successivamente realizzare due nuove fermate del trasporto pubblico locale: una in Piazzale Dorando Pietri, in prossimità del punto vendita Conad, e una in Via dei Partigiani, in corrispondenza della nuova Casa della Comunità e dell’Ospedale di Comunità (OSCO).
“Abbiamo ritenuto importante portare questa proposta in Consiglio perché crediamo che un servizio pubblico debba essere pensato a partire dalle esigenze concrete delle persone – spiega Sabina Nardini, capogruppo di minoranza –. In questi mesi il territorio è cambiato: sono nati nuovi importanti poli di attrazione e, in particolare, la Casa della Comunità e l’OSCO stanno assumendo un ruolo sempre più centrale per la sanità territoriale del nostro Appennino, considerando che, da pochi giorni, i medici di famiglia del capoluogo si sono trasferiti presso la nuova struttura”.
La nuova fermata di Via dei Partigiani consentirebbe di avvicinare il trasporto pubblico alla nuova struttura sanitaria e a tutti i servizi della zona.
“Non parliamo soltanto di sanità o di commercio – prosegue Nardini –. Parliamo anche di sport, socialità e servizi. Le nuove fermate potrebbero essere utili a chi si reca agli impianti sportivi, al Centro Sociale Insieme o alla CRA Villa delle Ginestre. Oggi chi utilizza il trasporto pubblico deve fare riferimento alle fermate di Viale Enzo Bagnoli e affrontare poi un tratto a piedi che, soprattutto per una persona anziana o con difficoltà motorie, può diventare tutt’altro che agevole”.
La proposta interviene anche sul servizio Aladino Bus, già presente sul territorio e pensato proprio per rispondere alle esigenze di mobilità delle aree montane. Castelnovo al Centro chiede che ne venga valutato il potenziamento e, in particolare, che venga introdotta la possibilità di prenotare il servizio attraverso un numero telefonico dedicato, oltre alla modalità digitale, e di acquistare o pagare il titolo di viaggio direttamente a bordo, con contanti e, ove possibile, strumenti elettronici.
“L’obiettivo – sottolinea Nardini – è fare in modo che la tecnologia sia uno strumento in più e non diventi una barriera. Se una persona anziana non possiede uno smartphone o non ha dimestichezza con le applicazioni, non può essere esclusa dalla possibilità di utilizzare un servizio pubblico. Un semplice numero di telefono e la possibilità di pagare a bordo possono fare una grande differenza”.
“Ringraziamo il Consiglio comunale per aver condiviso questa proposta – conclude la capogruppo –. Ora è importante passare rapidamente dalle parole ai fatti. Come gruppo consiliare continueremo a seguire l’iter, perché crediamo che migliorare il trasporto pubblico significhi rendere Castelnovo più accessibile, più inclusivo e più vicino alle esigenze quotidiane delle persone”.






“Nuove fermate bus a Castelnovo: una scelta demagogica che ignora viabilità ed economia”
Leggo con forte perplessità il dibattito nato intorno all’approvazione della mozione del gruppo di minoranza “Castelnovo al Centro” circa l’istituzione di due nuove fermate del bus in Piazzale Dorando Pietri (Conad) e in Via dei Partigiani (Casa della Comunità). Se a prima vista l’iniziativa può sembrare mossa da buone intenzioni assistenziali, un’analisi più approfondita e pragmatica rivela come questa decisione sia in realtà un’operazione demagogica, destinata a creare più problemi di quanti pretenda di risolverne.Ci sono almeno tre macro-criticità che sono state colpevolmente ignorate:1. Il collasso della viabilità in aree già criticheInserire una fermata del bus in Via dei Partigiani, proprio davanti alla Casa della Comunità e all’Ospedale, significa congestionare un’arteria stradale che è già costantemente sotto pressione. Parliamo di una zona ad altissima densità di traffico sanitario (ambulanze, mezzi di soccorso, auto di pazienti e utenti dei medici di famiglia) dove gli spazi di manovra sono ridotti e i parcheggi scarseggiano. Bloccare il flusso veicolare, anche solo per il tempo di salita e discesa dei passeggeri di un autobus ordinario, creerà inevitabili code e intralcerà i mezzi di soccorso in emergenza. Lo stesso vale per il Centro Fiera (Piazzale Dorando Pietri), un’area di parcheggio e transito commerciale che verrebbe ulteriormente penalizzata e ingolfata.2. Svantaggi economici e costi insostenibili per la collettivitàModificare le linee del trasporto pubblico locale e potenziare il servizio “Aladino” non è un’operazione a costo zero. L’allungamento dei percorsi e l’aggiunta di fermate richiedono una rimodulazione dei contratti di servizio con SETA e Agenzia per la Mobilità, che si traduce in un aumento dei chilometri percorsi e, di conseguenza, dei costi di gestione. In un momento storico in cui le risorse degli enti locali sono limitate e andrebbero concentrate sul mantenimento dei servizi essenziali esistenti, spendere fondi pubblici per deviazioni inefficienti è un azzardo economico. Inoltre, la richiesta di permettere l’acquisto di biglietti in contanti a bordo contrasta con la digitalizzazione e la sicurezza dei conducenti, introducendo costi amministrativi e gestionali anacronistici.3. Mancanza di visione strategica e rallentamento del servizioUn trasporto pubblico efficiente deve essere rapido e lineare. Continuare a frammentare i percorsi con continue deviazioni e micro-fermate “sotto casa” non fa altro che allungare i tempi di percorrenza generali, rendendo l’autobus una scelta sempre meno appetibile per i cittadini e i pendolari che devono raggiungere Reggio Emilia o gli altri Comuni. Non si può pensare di risolvere i problemi di mobilità con interventi “spot” dettati dal consenso politico immediato, penalizzando l’efficienza complessiva del sistema.In conclusione, la mozione della minoranza rischia di bloccare o deviare risorse strutturali importanti verso soluzioni impraticabili. Castelnovo ha bisogno di una pianificazione della mobilità seria, basata su dati tecnici e flussi reali, e non di bandierine politiche che ignorano i bilanci e la realtà stradale
Buongiorno,
La sua analisi mi sembra alquanto esagerata e priva di fondamento e cerco di rispondere nel merito:
1. Non risponde al vero che l’area dell’Osco e Casa della Comunità è “congestionata” . Il passaggio e arrivo è limitato alle persone che usufruiscono dei servizi della CDC i quali usufruiscono dei diversi parcheggi auto già previsti, ed un eventuale fermata del servizio Aladino Bus comporterebbe l’arrivo del pulmino nei pressi delle strutture sanitarie per pochi secondi per poi ripartire. Non parliamo di una strada ad altro traffico, anzi ..
2. Per quanto riguarda la fermata nei pressi del Conad è chiaro che l’ultima parola spetta all’Agenzia della Mobilità ma non ci vedrei nulla di male in una piccola fermata posta al di sotto del Conad oppure nei pressi dell’accesso agli impianti sportivi. I mezzi di soccorso sono sempre passati con le dovute modalità e sicuramente una fermata momentanea di pochi secondi nell’arco di una giornata non creerà questo disagio paventato. Ricordo che comunque il servizio non sarebbe mai effettuato da una corriera bensì da un pulmino da 9-13 posti.
3. Ultimo tema, ma non per importanza. Dobbiamo considerare che non tutti hanno le nostre stesse possibilità di fruizione di sistemi digitali e accesso con automobile ai servizi essenziali: ci sono anziani sul nostro territorio che vivono soli e spesso non hanno nemmeno familiari a cui affidarsi né per spostarsi agilmente né per capire come scaricare un’applicazione (e capire come usarla!) diventando una barriera mentale invalicabile .
È vero che il mondo va avanti e ne siamo pienamente coscienti, ma è anche vero che dobbiamo anche pensare a chi è venuto prima di noi e a coloro che usufruiscono più spesso dei servizi sanitari e sociali (osco, cdc, Centro Insieme , Villa delle Ginestre , Conad .. ).
Le lascio comunque la mia mail se avesse piacere a scambiare un parere o approfondire il tema in quanto mi risulta difficile confrontarmi con chi si firma con un nome fittizio.
Grazie.
[email protected]
Vorrei precisare che, prima ancora della discussione in Consiglio comunale della mozione presentata dal gruppo Castelnovo al Centro, l’Amministrazione aveva già provveduto a inoltrare una comunicazione all’Agenzia della Mobilità per richiedere l’inserimento di una fermata del servizio Aladino Bus nella zona del Centro Fiera. Si tratta di un’area che concentra servizi di particolare rilevanza per la comunità, a partire dalla Casa della Comunità, dall’Osco e dalla Rsa Villa delle Ginestre.
La richiesta non nasce quindi oggi, ma è il risultato di un’attenzione che stiamo portando avanti da tempo sul tema dell’accessibilità a questa parte del paese. In particolare, già in occasione dell’incontro del 29 luglio al Centro Sociale Insieme, avevamo sottoposto ai tecnici dell’Agenzia della Mobilità l’esigenza di migliorare i collegamenti con il Centro Fiera, non soltanto attraverso il servizio di trasporto a chiamata, ma anche valutando l’inserimento di alcune fermate o corse del servizio di trasporto tradizionale.
Quell’incontro era stato organizzato proprio per illustrare ai cittadini il funzionamento di Aladino Bus, ma abbiamo ritenuto importante trasformarlo anche in un momento di ascolto, raccogliendo osservazioni e richieste direttamente dalle persone che utilizzano o potrebbero utilizzare il servizio. Tra le questioni emerse c’è stata anche quella del collegamento con il Centro Fiera, tanto più rilevante considerando che il servizio Aladino Bus è destinato a cessare la propria attività nel prossimo autunno.
Credo quindi sia importante sottolineare che su questo tema l’Amministrazione si è già attivata e sta lavorando con l’Agenzia della Mobilità per individuare le soluzioni più adeguate. La nostra priorità è fare in modo che servizi sanitari e sociosanitari così importanti siano facilmente raggiungibili anche attraverso il trasporto pubblico, soprattutto per le persone anziane e per chi ha maggiori difficoltà negli spostamenti. Continueremo a seguire la questione con l’obiettivo di arrivare a una soluzione concreta e funzionale per i cittadini.
Ha ben da dire “Castelnovo da vivere” che il Capoluogo montano “ha bisogno di una pianificazione della mobilità seria, basata su dati tecnici e flussi reali”, ma nel frattempo, ossia in attesa che tale pianificazione abbia semmai a realizzarsi, non credo sia oggettivamente trascurabile il fatto che debbano recarsi presso la Casa di Comunità anche persone che non dispongono di automezzo proprio, o che per ragioni varie hanno desistito dal mettersene alla guida, e di riflesso può quindi tornare loro utile un’alternativa di questo tipo.
Può anche darsi che abbiano a verificarsi tutte le criticità segnalate da “Castelnovo da vivere”, una volta che il servizio venisse attivato, e non è pertanto da escludere che intervengano motivi per arrivare eventualmente a sospenderlo, ma intanto mi sembra essere una soluzione che dà risposta ad problema reale, e il classificarla fin da subito come “una scelta demagogica che ignora viabilità ed economia” darebbe l’idea di una contrarietà preconcetta e pregiudiziale, se non ideologica o quasi, verso chi ha avanzato la proposta.
P.B. 26.08.2026