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Presentato il progetto promosso dall’Associazione Centro Storico

Castelnovo, “Una volta c’era una volta” una nuova idea per tornare a raccontare il cuore del paese

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Una volta c’era una volta. E potrebbe esserci ancora. È con questo gioco di parole, ma soprattutto con la volontà di guardare al futuro partendo dalla memoria, che giovedì sera nel Centro Storico di Castelnovo ne’ Monti è stato presentato “Una volta c’era una volta… Sotto la Torre, nel cuore del paese”, il progetto promosso dall’Associazione Centro Storico Commercianti e Cittadini per recuperare e valorizzare uno dei luoghi più caratteristici dell’antico borgo.

All’incontro hanno partecipato numerosi cittadini e rappresentanti delle attività commerciali, insieme al sindaco Emanuele Ferrari. A condurre la serata è stata la consigliera delegata al Commercio Patrizia Agnesini, che ha portato al confronto anche la propria esperienza di ristoratrice del centro storico, unendo così il ruolo istituzionale a quello di chi vive quotidianamente il cuore commerciale del paese.

Presenti inoltre Cinzia Rubertelli, vicepresidente di Emil Banca, realtà che ha supportato la campagna di crowdfunding collegata al progetto, Mariola Piazzi, impegnata con l’associazione Vogliamo la Luna, con la quale l’Associazione Centro Storico collabora da anni per individuare le realtà e le cause cui destinare parte del ricavato delle proprie feste e iniziative, e Cristian Martinelli, in rappresentanza del Centro Commerciale Naturale.

Una partecipazione che ha sottolineato anche la volontà di costruire attorno al progetto una rete ampia, capace di coinvolgere istituzioni, attività economiche, associazioni e cittadini.

Al centro della serata c’è stata in particolare la storica Volta tra via I Maggio e via Franceschini, uno degli accessi al borgo medievale, che l’associazione vuole recuperare e trasformare nel punto di partenza di un più ampio percorso di valorizzazione del Centro Storico.

Il progetto parte dalla consapevolezza che il centro storico di Castelnovo Monti rappresenta uno dei luoghi nei quali è ancora possibile leggere l’identità della comunità. Un tempo era il cuore dell’antico Castrum Novum: qui si incontravano persone, si svolgevano i commerci, passavano mercanti, pellegrini e viaggiatori e prendevano forma relazioni e vicende che hanno contribuito alla storia del paese.

Oggi quel patrimonio può tornare a essere una risorsa, non soltanto dal punto di vista storico e culturale, ma anche per la vitalità commerciale, sociale e turistica di Castelnovo.

Da qui nasce “Una volta c’era una volta”, un progetto che va oltre il semplice recupero di un manufatto. Il primo obiettivo concreto è infatti il recupero strutturale della Volta, per il quale l’associazione ha avviato una campagna di crowdfunding con un obiettivo di 8.500 euro. Le risorse saranno destinate integralmente ai lavori necessari per risanare e recuperare il manufatto, intervenendo non solo sull’aspetto estetico ma anche sulle cause del degrado, così da garantire una maggiore durata dell’intervento.

La campagna è rivolta a cittadini, imprese, associazioni e a tutti coloro che vorranno contribuire alla tutela e alla valorizzazione di questo luogo. L’intento dell’associazione è completare i lavori entro la metà di marzo 2027, per arrivare all’inaugurazione della nuova Volta prima delle festività pasquali.

Ma il recupero della Volta rappresenta soltanto il primo passo. L’idea è infatti quella di trasformarla nella porta simbolica del Centro Storico, da cui partire per un itinerario capace di accompagnare residenti e visitatori lungo le antiche vie del borgo, attraverso la Pineta, fino ai ruderi della Torre Matildica.

Il percorso potrà essere arricchito da piccole porticine in legno e QR Code, attraverso i quali scoprire racconti, fotografie d’epoca, curiosità e testimonianze legate a luoghi, personaggi, tradizioni ed episodi della storia di Castelnovo Monti. Un modo per trasformare una semplice passeggiata in un’esperienza culturale ed emozionale, capace di far parlare le pietre, i vicoli e gli angoli del borgo.

L’obiettivo è coinvolgere progressivamente scuole, associazioni, artisti, attività commerciali e l’intera cittadinanza, facendo del Centro Storico un luogo sempre più vissuto, accogliente e capace di raccontare la propria identità.

La serata di giovedì ha rappresentato quindi un primo momento pubblico di condivisione di un progetto che nasce dal basso e che chiede alla comunità di diventare parte attiva. La presenza numerosa e la partecipazione di realtà diverse hanno evidenziato proprio l’importanza di una collaborazione ampia per dare nuova vita al borgo.

“Il Centro Storico è un luogo che appartiene a tutti noi – è stato sottolineato nel corso dell’incontro – e crediamo che per valorizzarlo sia necessario partire dalla comunità, dalla memoria e dalle persone che oggi lo vivono. La Volta può diventare il simbolo di questa ripartenza”.

L’iniziativa dell’Associazione Centro Storico Commercianti e Cittadini si inserisce del resto in un percorso che da oltre quindici anni vede volontari, residenti e commercianti impegnati per mantenere vivo il borgo attraverso eventi, iniziative e occasioni di aggregazione. Ora l’obiettivo è fare un passo ulteriore: lasciare un segno concreto e duraturo.

Per conoscere la raccolta fondi e partecipare è disponibile il link https://www.ideaginger.it/ e nella sezione progetti selezionale “C’era una volta”.

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  1. Trovo molto riuscito il titolo, ossia “Una volta c’era una volta”, e vedo altresì come benvenuta e benemerita ogni iniziativa tesa a valorizzare il nostro passato, che è composto dalla “fisicità” dei luoghi, a cominciare per l’appunto dagli edifici di “una volta”, e dal patrimonio di tradizioni ed usanze, nonché valori, tramandatosi nel corso dei secoli, quale modo di darci identità e, giusto a proposito dei luoghi, ritengo meritevole di venir conservata anche l’edilizia appartenente ad epoche semmai poco gradite a qualcuno, sul piano politico, giacché la stessa fa comunque parte della nostra storia.

    Mi sembra nondimeno di scorgere una certa qual contraddizione nel fatto che, mentre da un lato paiono moltiplicarsi le circostanze volte a ricordare “i tempi che furono”, anche tramite la raccolta ed esposizione di materiali ed attrezzi impiegati dalle generazioni trascorse, nonché delle fotografie in bianco-nero che le ritraggono, per solito molto apprezzate anche da parte di chi viene a visitare il Belpaese, sembriamo per contro diventare molto “timidi”, quasi riluttanti, allorché si tratta di affermare e trasmettere l’importanza dei valori che abbiamo ereditato da genitori, nonni, ecc ….

    P.B. 30.08.2026

    • Firma - P.B.