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LA NOTA STAMPA

Pizzino (FdI), psa: «Quando la pratica è lontana dal mondo dei teorici»

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Riceviamo e pubblichiamo da Mirco Pizzino, coordinatore FdI Castelnovo né Monti e Carpineti

Tra la teoria da salotto e la pratica del lavoro reale corre ormai una distanza siderale. Nel mio precedente intervento mi sono limitato a elencare i fatti del campo; il PD locale, sorpreso in palese affanno sul territorio su molte problematiche, si è rifugiato nella solita mezza verità: quella che, s'intende, fa comodo alla propria narrazione politica.

«I risarcimenti del Commissario e le "manciate di riso" della Regione»

Torniamo dunque alla realtà. Da un lato il Commissario Straordinario per la PSA parla di risarcimento danni reale; dall'altro la Regione Emilia-Romagna elargisce manciate di riso che si ostina a chiamare "ristori", oppure bandi per la biosicurezza non utilizzabili, in quanto usciti dopo che gli allevamenti si sono già adeguati a proprie spese.

«Il dispotismo burocratico dell'ASL e le manie di grandezza»

C'è poi il capitolo ASL, struttura di stretta osservanza regionale. Tutti gli allevatori conoscono da vicino questo dispotismo burocratico: il produttore deve solo lavorare e tacere, possibilmente a testa bassa e senza osare il dissenso. Per fortuna non tutti i veterinari agiscono con manie di grandezza, ma l'esercizio del titolo di studio come clava per sottomettere il prossimo è un vizio triste e fin troppo diffuso da noi; le ultime vergognose dichiarazioni di Bonaccini ne sono la prova.

«Eradicazione cinghiali: il distacco di Bologna e i rischi per la Pianura Padana»

Sulla gestione del territorio, il braccio operativo che deve eradicare i cinghiali è la Regione. Chiedo quindi al PD: è giusto che da Bologna si continui a osservare la scena con olimpico distacco? Se l'inverno spingerà i branchi a valle verso la pianura — come già accaduto in passato — cosa ne sarà degli allevamenti della Pianura Padana? Vogliamo fare qualcosa o ci si aspetta che i privati affrontino il problema a proprie spese?

«L'inerzia dei palazzi e il peso sociale sulla filiera»

Una stalla che chiude non riapre mai più, complice la nota assenza di ricambio generazionale. Ci si rende conto nei palazzi del peso sociale di questa inerzia? Si misura il destino di migliaia di famiglie che mandano avanti la filiera delle nostre eccellenze, dall'allevamento alla macellazione, fino alla stagionatura e alla logistica?

«Un'economia al limite: la burocrazia soffocante dell'Appennino»

Nella tragedia della peste suina dobbiamo paradossalmente ritenerci "fortunati": in montagna gli allevamenti erano già pochissimi, decimati negli anni da una burocrazia regionale che è la più soffocante d'Italia. Se al posto della PSA fosse giunto un virus alle vacche da latte, l'economia del nostro Appennino sarebbe già al funerale.

«L'ipocrisia del politicamente corretto e la concorrenza sleale»

Questo andrebbe ricordato ai cultori del politicamente corretto che si adombrano per i nostri comunicati. I medesimi che a parole esigono chilometro zero, sostenibilità e benessere animale, ma poi al supermercato sdegnano il prodotto italiano per rincorrere il sottocosto straniero, spensieratamente importato da Paesi extra-UE dove la produzione poggia sullo sfruttamento di donne e bambini ("occhio non vede, cuore non duole"). Insomma: di teorie ne abbiamo ascoltate fin troppe, sarebbe ora che la politica restituisse la parola ai fatti.

«Il silenzio del PD locale sui casi di Castelnovo ne' Monti»

In conclusione, mi complimento con il PD della montagna: velocissimi a rispondere su tematiche di competenza regionale, ma mutissimi sulla gestione da parte del loro partito — tramite Emanuele Ferrari, sindaco di Castelnovo ne' Monti e presidente dell'Unione dei Comuni Montani — di problematiche delicate. Tra queste: i bilanci dell'Azienda Speciale Consortile Appennino Reggiano, la nomina del Consiglio d'Amministrazione o il caso del vicesindaco Valentini e dell'affidamento diretto di incarichi remunerati alla compagna, oggi moglie.

4 COMMENTS

  1. Nell’articolo di Redacon del 26 agosto, dal titolo “Peste suina, il Pd Appennino: La gestione è competenza del Governo”, detto partito sembra non lesinare critiche all’azione fin qui condotta dalle forze politiche di destra, in tema di Peste Suina Africana (PSA), dopo aver affermato che la materia è “di competenza del Governo”, una tesi cui ho replicato con riferimenti normativi secondo i quali (a mio parere almeno, ma credo di non sbagliarmi) la Regione ha “porte aperte” per avanzare proposte alternative, sul piano operativo, in base alle caratteristiche del rispettivo territorio (il che ha la sua intuibile logica).

    Proposte che ovviamente devono essere concrete e realistiche, ossia cantierabili per usare un termine oggi molto impiegato, e il PD Appennino Reggiano potrebbe fornire indicazioni e suggerimenti in proposito, se ritiene che le tecniche fin qui impiegate siano errate, o comunque insoddisfacenti, come parrebbe visto che a suo dire “la struttura commissariale ha, nel corso degli anni, reso sempre più difficili le azioni di prelievo limitando …”, ma si ha l’impressione che sia molto più facile criticare rispetto al fornire proprie soluzioni (spiegando il perché siano da considerare migliorative).

    P.B. 01.09.2026

    • Firma - P.B.
  2. Succede molto spesso, caro P.B., che si avanzino critiche senza fornire proprie soluzioni. Un po’ come quando si ripete fino allo sfinimento che la regione Emilia Romagna dovrebbe prevedere significativi sgravi fiscali per chi vive e lavora in montagna, guardandosi bene dal suggerire come questa manovra dovrebbe o potrebbe essere finanziata.
    Ogni riferimento, è puramente casuale.
    Saluti.

    • Firma - Andrea
  3. Caro P.B. anch’ io auspico da molto tempo sgravi fiscali per chi abita, vive e lavora nel ns appennino.
    Se ci volessi ” illuminare ” suggerendo a Regione ER come trovare le coperture economiche per realizzare questa che sarebbe ” la soluzione ” sacrosanta che davvero cambierebbe radicalmente le sorti del ns appennino, te ne saremmo davvero tutti molto grati !
    Attendiamo fiduciosi le tue indicazioni per Regione ER.

    • Anche per me è puramente casuale chiedere ad Andrea cosa c’entri la Peste Suina Africana con gli sgravi fiscali, dal momento che nel caso della prima non si tratta di indicare alcuna fonte di risorse economiche ma di fornire piuttosto suggerimenti tecnici, da parte regionale, per ridurre la popolazione di cinghiali, in alternativa alle metodologie finora seguite, suggerimenti alla cui formulazione potrebbe partecipare anche il PD Appennino Reggiano, visto che a suo dire “ le strategie intentate dai Commissari a partire dal 2022 non hanno avuto sinora esiti apprezzabili” (il che mi pare ravvisabile come una critica).

      Riguardo al tema della “defiscalizzazione”, in questi anni ho innanzitutto sostenuto la tesi di considerarla uno strumento su cui puntare, in quanto potenzialmente usufruibile da ogni operatore economico, a cominciare dalle attività esistenti, senza dover ricorrere a bandi, graduatorie e selezioni, nella logica che la politica dovrebbe innanzitutto lasciar campo all’imprenditorialità privata, e sostenerla quanto più possibile, prima di incamminarsi od “avventurarsi” in iniziative proprie, e riguardo alle risorse impiegabili in tal senso mi permetto di citare due miei precedenti commenti, di diversa epoca (distanziati fra loro di sei anni).

      Il primo risale all’aprile 2018, circa l’articolo “Appennino tra calo dei servizi e mancanza di lavoro”, e vi dicevo che il meccanismo fiscale dipendeva da scelte nazionali, mentre il secondo è più recente, gennaio 2024, riferito all’articolo “L’Appennino muore? Lamentiamoci di meno e facciamo finalmente rete”, dove, parlando di fiscalità quale sostanziale detassazione, la condizionavo al “non appena le casse pubbliche lo permettessero”, e ciò vale pure per chi attende le mie “indicazioni per Regione ER”, cui consiglio di rileggere “Un appello per il contenimento della desertificazione commerciale”, del 7.4.2023.

      P.B. 03.09.2026

      • Firma - P.B.