Erano diversi anni che, per vari motivi, non viaggiavo all'estero. La "ripartenza" con il tour delle principali città storiche dell'Uzbekistan (Khiva, Bukhara e Samarcanda) non poteva essere migliore.
In un momento storico così complesso per il nostro mondo europeo, vedere con i propri occhi le testimonianze dell'indubbia grandezza di queste antiche civiltà dell'Asia Centrale aiuta a capire molte cose. Si comprendono meglio le enormi dimensioni della Via della Seta e l'importanza strategica che ha rivestito per millenni, così come la convivenza secolare tra genti e religioni diverse in questo angolo di Oriente.
Colpisce l'immensità dell'impero di Tamerlano, esteso dalla Turchia all'India fino alla Cina, insieme alle incredibili testimonianze del livello artistico e architettonico raggiunto nella costruzione e nella decorazione di palazzi, madrase, moschee e minareti. È straordinaria la fantasia grafica e cromatica che si ritrova in ogni forma d'arte e artigianato, dalle facciate alle ceramiche, fino ai tappeti: un intreccio misterioso di lettere, simboli e geometrie che parlano alla mente senza mai ricorrere alla figura umana, esaltato dalla forza e dalla purezza dei colori delle superfici smaltate.
Per chi come me aveva ancora in mente le indimenticabili pagine del Deserto dei Tartari di Buzzati, non poteva esserci occasione migliore per conoscere di persona questi luoghi millenari e affascinanti.
È stato un viaggio che ha permesso di immaginare le antiche carovane di commercianti e cammelli nel deserto o nei caravanserragli — oggi trasformati in comodi alberghi —, di riconoscere le tante contaminazioni giunte da qui fino a Venezia, alle Repubbliche Marinare e al Sud Italia, e di scoprire il pane e la cucina locale, apprezzandone i profumi e i sapori delicatamente speziati tra i bazar pieni di vita e di colori.
Tutto questo aiuta anche a comprendere come qui la religione sia ancora una fondamentale regola di vita che travalica la dimensione spirituale per entrare in modo determinante nella sfera civile, sia privata che pubblica. Impressiona quanto i valori fondamentali siano capillari e radicati; la presenza dei versetti del Corano sui display degli aerei in volo ne rappresenta, in fondo, una plastica testimonianza.
È stata, in sostanza, una settimana di immersione totale in un mondo lontano e diverso, ma ricco di storia, tradizioni e valori. Un forte stimolo alla curiosità e alla conoscenza che genera consapevolezza, spirito di tolleranza e, per molti aspetti, ammirazione: quello stesso spirito di rispetto che vorremmo veder applicato anche verso la nostra civiltà da parte dei tanti "nuovi" cittadini che popolano le strade e le città italiane.
Ennio Ferrarini




