Riceviamo e pubblichiamo
Nell'aprile del 2025, in occasione dell'80mo anniversario del prelevamento in quel di Cogruzzo di Castelnovo Sotto e della successiva scomparsa di Don Dante Mattioli, del nipote ventiduenne Mario e del Dott. Giuseppe Cavalca (11 aprile 1945), accertato che nessun intervento in memoria era stato organizzato dalle Istituzioni locali, sia civili che religiose, il nostro gruppo di lavoro, che si interessa da anni dei sacerdoti uccisi nel dopoguerra, ha deciso di muoversi in questa direzione.
Abbiamo così contattato, tramite email , la Segreteria Vescovile in data 10 aprile 2025 e l'8 maggio rispondeva, ringraziando e incaricandoci di contattare direttamente il parroco di Cogruzzo, don Paolo Tondelli, per "concordare insieme una celebrazione domenicale nella Chiesa di Cogruzzo nella quale ricordare il defunto Don Dante Mattioli", funzione svoltasi domenica 15 giugno 2025. Nello stesso mese di aprile 2025 un pronipote di don Mattioli, residente negli Stati Uniti, JEROME SHERMAN, avendo letto su "Reggio Report" e sul "Carlino Reggio"del 17 aprile 2025 l'articolo: "Diteci dov'è sepolto don Dante", che ricordava il prozio, così scriveva in un post a commento dell'appello: "Don Dante Mattioli era il mio prozio ... - Mia nonna paterna visse con Don Mattioli fino ai primi anni '30, prima di sposarsi ed emigrare negli Stati Uniti. Ricordiamo la sua vita e il suo sacrificio e speriamo un giorno di conoscere la sua ultima dimora, così da poterlo onorare come merita".
Dopo la Santa Messa del 15 giugno, sul sagrato, siamo stati avvicinati da alcune persone del luogo, le quali si congratularono con noi per il ricordo, confermando le testimonianze riportate sul libro "La Guerra dentro la Guerra" di Rossana Maseroli.
In seguito ad un nostro sopralluogo presso la casa colonica ora disabitata, dotata di stalla e porcilaia con pozzo nero dove giungevano in sotterraneo i liquami, il testimone E. C. confermava che la sera in cui fu prelevato Don Dante, avevano sentito strani movimenti in quel luogo, confortato in questa testimonianza dal Rag. Albino Garimberti, presente al nostro sopralluogo. Gli suoceri di quest'ultimo abitavano di fronte al casa, davanti alla concimaia-pozzo nero, ove presumibilmente sono state gettate le tre vittime, trovando così orrenda e indegna "sepoltura" a Fodico di Poviglio.
Altre persone della zona intervennero spontaneamente nello stesso giorno del sopralluogo (20 febbraio 2026) convalidando quanto si andava evincendo.
La nostra attenzione a questo macabro misfatto continua, sperando di poter approfondire la nostra ricerca e di poter far riaffiorare le verità finora tenute nascoste.
Ivaldo Casali - Rossana Maseroli - Albino Garimberti - Maria Alberti Ferrari -Franco Sartini








