Emergenza abitativa per famiglie e lavoratori, inclusione professionale, equità retributiva, tenuta del welfare e sviluppo del comparto agricolo: sono questi i temi al centro dell’ assemblea annuale di Confcooperative Terre d’Emilia, in programma oggi, lunedì 21 settembre, alle ore 15, al Centro Internazionale Loris Malaguzzi di Reggio Emilia. L'appuntamento vedrà i saluti d'apertura del sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari.
La riflessione verterà in particolare sulle sfide del settore primario — spina dorsale dell'economia locale con il 39% del fatturato totale e il 10,6% degli occupati — che sconta ancora ostacoli all'ingresso di giovani e nuovi imprenditori.
Confcooperative Terre d’Emilia rappresenta una realtà imponente del territorio, aggregando oltre 600 imprese, 135.000 soci, 47.000 occupati e un volume d’affari che supera i 9 miliardi di euro.
«Sono fronti di lavoro – sottolinea il presidente dell’organizzazione, Matteo Caramaschi – che riteniamo particolarmente importanti in una fase in cui si moltiplicano i conflitti tra capitale e lavoro, tra le forze politiche, tra Paesi nemici ma anche tra Paesi teoricamente alleati e aumenta sia la concentrazione della ricchezza che il numero dei nuovi poveri».
«E’ in questo contesto – prosegue Caramaschi – che la cooperazione vuole e deve contribuire, con i suoi principi e i suoi progetti, a rimuovere anche quei sensi di smarrimento che riducono la coesione nelle comunità, generando solitudini e paure che si sostituiscono alle speranze».
I dati che saranno presentati nell’Assemblea di Confcooperative Terre evidenziano, a questo proposito, una presenza di indicatori di sostenibilità all’interno delle cooperative associate che assegna il primato assoluto a “lavoro dignitoso e crescita economica” e vede nelle parti alte della classifica “energia pulita e accessibile”.

Molte anche le certificazioni sui sistemi di gestione della qualità (il 68% delle cooperative ne è in possesso) e sulla parità di genere (acquisita dal 42% delle cooperative).
«L’attenzione che negli ultimi anni e in questi ultimi mesi, a partire dall’Europa per arrivare all’Italia e alla Regione Emilia Romagna, è stata riservata all’economia sociale e ai suoi diversi soggetti – spiega Caramaschi – consegna alla cooperazione un riconoscimento di cui attendiamo lo sviluppo concreto, ma evidenzia bene anche una prospettiva: quella di svolgere un ruolo trainante per uno sviluppo davvero sostenibile (per l’ambiente, la qualità del lavoro, l’equità e la giustizia sociale) delle comunità, estendendo il principio dell’economia sociale come valore guida per tutti i soggetti economici».
«Il sistema cooperativo – conclude il presidente – è robusto, ma restano preoccupazioni su alcune questioni che riguardano complessivamente l’economia e la società: la burocrazia spesso farraginosa, la tenuta del welfare a fronte delle minori risorse pubbliche, la scarsa valorizzazione delle imprese locali nel sistema degli appalti pubblici e, non solo nell’immediato, un aumento dei costi dell’energia che ha impatti alti o molto alti per il 23% delle imprese e addirittura critici per il 3% delle cooperative».



