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“Ultimo Soldato”: la memoria dei rastrellamenti della Val D’Asta diventa un inno di pace

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Scritto da Davide Borghi e interpretato con l'artista tedesco Mika Wilhelmson, il videoclip ripercorre il dramma dei rastrellamenti del 1944 e la storia di un soldato nemico che salvò un prigioniero. Un messaggio di pace nato tra la Val D’Asta e la Germania.

I paesaggi suggestivi e carichi di memoria della Val D’Asta, tra Cervarolo e Civago, fanno da sfondo al videoclip di "Ultimo Soldato", il nuovo tassello del progetto musicale Brothers Of A Long Forgotten Winter.

Il brano e l'intero progetto portano la firma di Davide Borghi, originario della Val d’Asta, tecnologo alimentare di professione ma musicista per vocazione, da decenni attivo nella scena folk cantautorale (con progetti come Albireon e Falistra) e nella tradizione del Maggio, affiancato dall'artista tedesco Mika Wilhelmson.

L'opera è una profonda riflessione musicale e umana sulla Seconda Guerra Mondiale, sulle ferite ancora aperte degli eccidi nazifascisti nell’Appennino reggiano e sulla possibilità di trasformare il dolore in dialogo e fratellanza.

Il testo affonda le radici in un episodio reale tramandato in famiglia: la storia del bisnonno di Davide, Francesco Gigli, vissuta con ogni probabilità nella primavera del 1944 durante i tragici rastrellamenti tra Cervarolo e Monchio.

«Mio bisnonno fu rastrellato dalle SS nella piazza di Civago insieme ad altri uomini - racconta Borghi durante l'intervista -. Durante il trasferimento verso la Garfagnana, un soldato tedesco continuava a fargli segno di rimanere indietro. Mio bisnonno temeva fosse un pretesto per sparargli alle spalle, ma alla prima curva, non appena la colonna non fu più visibile, il soldato gli fece cenno di scappare. Si buttò tra i rovi nei boschi e riuscì a salvarsi; per gli altri, purtroppo, non ci fu ritorno».

«Composto tra il 2000 e il 2001 per lo spettacolo teatrale “In Tri In T’Na Scrana” della compagnia "Val D’Astriin",  - spiega  - il brano è rimasto per anni in un cassetto a causa della sua natura intima. È stato Mika a riconoscerne la forza universale e a spingere per riarrangiarlo e pubblicarlo».

«Oggi siamo nel 2026 e non siamo le stesse persone di ottant’anni fa - spiega Borghi. Siamo i loro discendenti e, pur condannando fermamente il nazifascismo e gli orrori della guerra, abbiamo il dovere di imparare dagli errori del passato per costruire un percorso di pace e amicizia».

Il nome del progetto, Brothers Of A Long Forgotten Winter ("I fratelli di un antico inverno dimenticato"), richiama il drammatico incontro/scontro avvenuto durante il conflitto mondiale, ma trae ispirazione anche da La regina delle nevi di Andersen: la musica agisce come il calore umano, capace di sciogliere la scheggia di ghiaccio dell'odio e dell'intolleranza. Un messaggio simboleggiato anche dal contrasto e dal dialogo tra le sonorità dark folk, la fisarmonica di Mika e la voce di Davide, che nell'album arriva a recitare i nomi delle vittime di Cervarolo.

Il videoclip di "Ultimo Soldato" offre così uno spaccato visivo e poetico dell'Appennino reggiano. Girato tra la Val D'Asta, il Monte Cusna, Civago, Cervarolo e i monumenti partigiani di Case Costalini, il filmato mostra anche la celebre stele posata a Cervarolo nel 1987 da un gruppo di giovani berlinesi, giunti a chiedere perdono a nome dei propri padri.

Per Borghi, che pur vivendo in provincia di Parma si definisce «un emigrante che porta nel cuore la musica e le tradizioni dell'Appennino», l'opera rappresenta un ringraziamento tardivo ma doveroso a quel soldato sconosciuto.