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la protesta del Comitato

«Tratto tra la Galleria del Seminario e Ardaceda dimenticato»

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Il Comitato "Per una SS63 più sicura" denuncia la grave situazione di pericolo e i pesanti disagi sul tratto della Strada Statale 63 compreso tra la Galleria del Seminario e la frazione di Ardaceda, aggravati dai recenti cantieri estivi e dalla mancanza di risposte da parte di ANAS. «La situazione del tratto della Strada Statale 63 che va dalla Galleria del Seminario alla frazione di Ardaceda rappresenta ormai uno dei punti più pericolosi e trafficati dell'intera arteria, insieme ad altri tratti critici come la Bettola-Bocco e la Pinetina di Vezzano».

A denunciarlo, ancora una volta, è il Comitato "Per una SS63 più sicura".

In una nota, i rappresentanti del comitato spiegano: «Negli ultimi tempi, a causa della totale mancanza di interesse da parte di ANAS nel confrontarsi con i cittadini e gli enti locali, abbiamo vissuto una situazione pesantissima. I lavori all'interno della Galleria del Seminario si sono infatti sommati alla contemporanea, e per fortuna temporanea, chiusura del vecchio tracciato tra Ca' del Merlo e Casina».

Un cantiere che durante il mese di agosto ha provocato gravi disagi: «Abbiamo assistito a un traffico invivibile nel centro di Marola invaso dai turisti. Le corriere non hanno servito la SS 63 nel tratto Ca' del Merlo-Felina proprio nel momento di maggior afflusso turistico, penalizzando anche i residenti che usano i mezzi pubblici ogni giorno e che all'improvviso si sono trovati impossibilitati a farlo. Inoltre, tutti i pendolari della montagna reggiana hanno subito ritardi di oltre 15 minuti per raggiungere la città attraverso percorsi alternativi tortuosi e delocalizzati».

«La storia di disagi e carenze della Galleria del Seminario parte da molto lontano - proseguono i membri del Comitat -.«Aperta all'inizio del nuovo millennio e sistemata con i fondi delle Colombiadi, la struttura ha mostrato sin da subito evidenti difetti progettuali: impianto di ventilazione quasi sempre fuori uso, assenza di vie di fuga e sistemi antincendio, mancanza di adeguati svincoli in uscita a Ca' del Merlo e l'ingresso a monte rimasto "al rustico", mai completato nel rivestimento dei muri di contenimento

Successivamente, i lavori di ampliamento della Statale 63 sono ripartiti da Ardaceda per arrivare fino a Felina, lasciando però irrisolto il tratto "Cenerentola" tra la galleria e la frazione carpinetana».

«Quel segmento è rimasto stretto, con auto e moto che sfrecciano a folle velocità, fondo sconnesso, curve pericolose e assenza di una banchina transitabile. La protesta dei residenti dura ormai dai primi anni 2000, periodo in cui è nato il Comitato e sono state raccolte migliaia di firme per chiedere la messa in sicurezza di questa strada dimenticata».

Negli anni si sono susseguiti decine di incontri con il Comune di Carpineti, la Provincia di Reggio Emilia, la Regione, l'Unione Montana e il Comune di Castelnovo ne' Monti. «Già durante l'amministrazione Bini c'era stata la volontà dell'Unione e della Regione di inserire la sistemazione di questo tratto all'interno dei lavori attualmente iniziati in galleria, ma ad oggi non si sono visti risultati. Erano stati autorizzati gli autovelox, ma la successiva giunta Borghi a Carpineti non li ha installati. Sono stati quindi chiesti rallentatori e segnalatori luminosi: ANAS ha promesso al sindaco Ruggi la posa dei pannelli entro la fine dei cantieri in galleria, ma ad oggi non c'è ancora nulla».

«Negli ultimi 4 anni si sono registrati 2 morti e decine di incidenti gravi. Anni fa il Comitato ha ottenuto la stesura di un progetto di razionalizzazione del tratto curato dai tecnici della Provincia. L'atto, inviato da Provincia e Unione Montana ad ANAS Bologna, è rimasto finora lettera morta. Chiediamo che la Regione Emilia-Romagna confermi il completamento della modernizzazione della SS 63 tra le priorità infrastrutturali regionali».

«Quasi 20 anni di lotte dei cittadini e degli utenti non hanno portato ad alcun risultato, nel disinteresse o nell'incapacità di vari amministratori e politici. L'ultima beffa è stata la tracciatura di una striscia bianca continua su tutto il tratto, che impedisce ai residenti di svoltare per accedere alle proprie abitazioni e vieta qualsiasi sorpasso agli automobilisti da Cerreto a Reggio Emilia. Quanto tempo serve oggi per raggiungere la città in assenza di corsie di sorpasso o di piazzole di sosta obbligatoria per i mezzi pesanti? Il Comitato e i cittadini non demordono: continueremo a pretendere una viabilità pubblica, fluida e sicura per tutti, sperando di trovare finalmente interlocutori capaci di ascoltare le esigenze della comunità».

1 COMMENT

  1. quindi riassumendo per quel tratto il comitato chiede autovelox e rallentatori per la sicurezza ma anche la striscia discontinua per per superare e rendere più fluido il traffico? e perché mai un camion dovrebbe sostare in quel tratto? forse nella vana speranza che faccia passare le auto che sono più veloci? e volete pure al più presto un nuovo cantiere magari con semafori come non bastasse già quello in galleria? novantadue minuti di applausi

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