16 agosto di un anno immaginario, il paese è in festa! Si sta vivendo il giorno più bello dell’anno, quello che inaugura il Palio del Golfo di Ligonchio, dire che a Ligonchio c’è il mare è un’eresia, tuttavia navigando con la fantasia si arriva dovunque.
Il mare è tranquillo, il cielo sereno, in contrasto con gli animi eccitati ed accalorati dei rematori dei borghi marinari di Caprile, Casalino, Cinquecerri, Ligonchio, Montecagno, Ospitaletto, Piolo e Vaglie che non vedono l’ora “d’imbarcarsi” nell’avventura.
Il Lido del Cantiere di Ligonchio è allestito perfettamente per la buona riuscita dell’evento, con i gonfaloni dei borghi che sfilano sul lungomare allo squillo di tromba e al rullo dei tamburi davanti a centinaia di persone gioiose e conviviali, mentre la passeggiata degli innamorati si veste di fiore in fiore in onore di San Rocco protettore.
Rosa, viola, verde, giallo, azzurro, bianco, arancione e rosso, i colori gagliardi degli alfieri portabandiera dei borghi antichi dei canottieri del golfo. Il vociare d'incitamento inizia al colpo di pistola “capobanda”, con il colore giallo di Ligonchio che scatta in prima fila e rema veloce verso il faro di Tarlanda. Seguono il colore rosso di Vaglie, a due remi di distanza; il verde di Cinquecerri, l'azzurro di Montecagno e il viola di Casalino, mentre il bianco d’Ospitaletto rimane a letto, il rosa di Caprile resta fermo all'arenile e lo sconsolato arancione di Piolo indugia troppo tempo al molo. La gara si snoda lungo un percorso di 500 metri con un
giro di boa a 250. Ligonchio emerge in testa dopo poche remate con i vogatori di Vaglie, in seconda posizione, che remano forti e lesti seminando alle spalle Cinquecerri, Montecagno e Casalino. Per le altre barche non vi è gara e la loro competizione si fa amara. I canottieri algonchini remano di foga, come furfanti in fuga dai Carabinieri e al giro di boa sono sempre davanti alla barca di Vaglie che però non molla e non crolla, anzi accelera l’inseguimento.
La barca di Ligonchio rema imperterrita, furiosa, vincente, ma i
canottieri vagliesi reagiscono con orgoglio, fieri, arditi come non mai, catapultati in avanti dalla forza indomita dei vent'anni, così che la prua della loro barca avvicina sempre di più la poppa avversaria di Ligonchio fino ad affiancarla. Le due prue sono incollate tra loro, l’acqua tutt’intorno si agita rabbiosamente ad ogni colpo di remo, facendo presagire una svolta improvvisa della gara, mentre Ligonchio avverte il pericolo incombente del sorpasso. La cedevolezza non dà tregua agli algonchini che annaspano al ritmo della regata, con le ossa doloranti e un bagno di sudore che offusca gli occhi. I muscoli delle braccia e delle
gambe tremano stremati e la prua della barca di Vaglie avanza di un remo... due... tre remi avanti su quella di Ligonchio, mentre le onde sprizzano contentezza e al traguardo si piazza prima assoluta assaporando il podio più alto tra le urla di gioia dei vagliesi e l’applauso caloroso dei canottieri tutti, perché in fondo è una gara tra piccole comunità amiche e non una competizione all’ultimo sangue.
Il Palio del Golfo di Ligonchio finisce qui, nel trionfo del colore rosso del borgo di Vaglie, rosso passionale come il nostro amore per il paese, facendo risorgere, per chi non lo sapesse ancora, la sua medievale fierezza e questa non è fantasia è storia.
Alberto Bottazzi



