Aristide colora l’altopiano della Bolivia “ma vedo un’Italia più sola” / Missioni

 Tornato per pochi giorni, il volontario toanese racconta la sua missione a Cochabamba. 100 famiglie ospitate, 68 case costruite. Lotta ogni giorno contro le sacche di povertà e favore dei bambini

 

“Noi rimaniamo sempre sulla soglia”

“Da quella soglia che ci separa dai lettini delle bimbe in condizioni critiche cerchiamo di capire lo svolgersi di situazioni in cui ci siamo coinvolti, con tutte le complicazioni collegate. Ne’ protagonisti ne’ salvatori, ma coinvolti…” Una nuova cronaca da Cochabamba

Casa de Los Ninos: ecco come sostenerla

Sabato 23 luglio a Sassuolo una cena per la missione boliviana di Gazzotti

“Le rondini mi ricordano il mio paese”

Artistide Gazzotti racconta delle due ultime arrivate. Sol y Luna, le salverà… il biberon dell’affetto. E il parallelo con la Toano dove lui è nato quando si cresceva col biberon di pane, salame e silenzio

Renè non abbraccerà mai più i genitori: ma ha molti biberon…

“Forse qualcuno ha fatto male i calcoli” scrive Aristide Gazzotti dalla Casa de Los Ninos in Bolivia. E ci racconta la commovente vicenda del bimbo traumatizzato dall’incidente dove ha pure perso i genitori. E aveva bisogno di un biberon…

Quando un bimbo muore senza i genitori. E quando, invece, nasce non voluto…

Una straordinaria testimonianza di Aristide Gazzotti dalla Casa de Los Ninos in Bolivia. Tra bimbi operati in ospedali lontani e due casi commoventi. Storie, insomma, di angeli…

“Mica sempre abbiamo bisogno di sicurezze economiche”

Dall’Immacolata al Natale: il saluto di Ariste Gazzotti dalla Casa de los ninos in Bolivia. “Là dove il dolore si veste di assurdo nel segreto misterioso di tante storie fallite”

Per quelle madri sotto i ponti

Abbiamo offerto loro alternative di vita, ma le vie di uscita a storie radicate da tempo nella tristezza della miseria umana sono lunghe da percorrere e difficili da risalire. La nuova cronaca da Cochabamba dove anche l’arcobaleno è un ponte nel cielo…

Ben arrivato, Juansito Junior!

E’ un bimbo molto carino che porta in sè il segno di una malattia difficile. Ma intanto, scopriamo che è un bimbo molto buono, che dorme e che prende il suo biberon ogni due ore. Un nuovo ospite a Cochabamba in Bolivia alla Casa de Los Ninos

La vita ordinariamente bella che ci circonda!

Aristide Gazzotti è malato. E quando il cielo si stira a lucido di azzurro terso c’è allora spazio per qualche riflessione in una insolite veste. “Se ogni specie è protagonista in questa sinfonia della vita che si rinnova…” I regali di una natura silenziosa e umida

Quando la vita è un miracolo

Abbiamo tanti bambini in casa e tutti vivono situazioni difficili, ma forse la situazione di Juansito del Cielo è la più complicata. Il più piccolino, il più indifeso… Non riesce neppure ad alzare le manine… E neppure ad aprirle… Difficile è interpretare i suoi pensieri e intuire i suoi sogni. Allora non resta che fare cerchio e fare in modo che il calore dell’amore asciughi le sue lacrime

“Restituire la generosità”

Aristide Gazzotti, dalla Bolivia, ci racconta un’altra storia di solidarietà. “Sono passati quasi tre mesi dal giorno in cui abbiamo avuto l’incidente in Cile (…) Siamo stati fortunati, molto fortunati. Fortunati anche nei giorni successivi per la solidarietà che ci ha coinvolti a tutti i livelli, così che i nostri bimbi hanno potuto dimenticare in fretta quei brutti e terribili istanti”. Poi un nuovo incidente accade a due piccoli cileni…

Il mio primo sorriso: è Juansito del Cielo!

Se alla Casa de Los Ninos arriva un piccolo cileno: “Sono disteso e guardo il soffitto, ma so che più sopra c’è il cielo. Devo confessare che mi piacerebbe che mi chiamassero: Juansito del cielo perché mi sento come un regalo del cielo, come del resto lo sono tutti i bimbi. Non so perché, ma le mie manine non rispondono a stimoli e sono sempre rigide, lo stesso vale per le mie gambine. ‘Sono sintomi di chi è spastico’, dice la mia fisioterapista”

In Cile incidente per Aristide Gazzotti e il furgone dei bambini

Il fondatore della Casa de Los Ninos in Cochabamba (Bolivia) stava conducendo una comitiva di 20 bimbi e 12 adulti in Cile. Tania ferita. Intervenute le autorità locali. I bimbi ora sono tranquilli. Questo il suo racconto

Quando il cuore ha bisogno di un supplemento

“L’altro giorno mi trovavo negli uffici dei Servizi Sociali per sbrigare delle pratiche e in quel momento è arrivata una bimba appena nata in braccio ad un’assistente dell’ospedale. Un poliziotto l’aveva poco prima trovata dentro un borsone grigio da viaggio all’angolo di una strada…”

Il bambino dai due volti e l’impotenza di Gesù

Le beatitudini del vangelo di Luca: c’è qualcosa che non quadra. E il pensiero dei bimbi ultimi, degli ospedali, dell’altipiano, delle malattie. Allora la beatitudine è per noi che incontriamo loro… e che, quindi, possiamo uscire da noi stessi

“Ora Sandra è coccolata dalle mani di Dio”

A un anno dalla scomparsa a la Casa de Los Ninos. “Non sappiamo come reagirà Evita a questo distacco, lei che, nella sua breve esistenza, di distacchi duri ne ha già dovuti soffrire tanti…”. Le parole di Aristide anche quando… “sembra che non ci sia posto per un dolore così profondo”. E allora anche nelle ricorrenza si è fatto festa con cornici di fiori. “Sandra è ancor più mamma dal cielo”

Una scossa sul corpo. E sulle coscienze

Ancora sul piccolo Juan. Sperimentare l’abbandono dei genitori, ed essere raccolto da una poliziotta vicino ad un cestino di rifiuti… E’ duro essere spettatori della sofferenza di innocenti e di deboli. Ma si può imparare…

Una sorpresa bella, il piccolo Juan

Quando sulle montagne più alte arriva un trovatello. Idrocefalo, come gli altri. Speriamo di trovare i genitori. Tenere tra le braccia un bebè, ammalato senza colpa, è un’emozione che chiarisce e rafforza le scelte profonde di chi vive qui o è venuto qui per condividere un cammino

“Gracias a Dios!”

DALLA BOLIVIA / “L’altro giorno mi sono trovato per strada, vicino a un capitello, con una mamma che mi chiamava: ‘Hola! Ven, por favor!’. Mi giro e mi rendo conto che mi sta chiamando una giovane che da tempo conosco, mamma di un bimbo che da poco ha compiuto 10 anni e che lei da 10 anni non vede…”

La squadra più bella è quella della vita

Scopriamo La casa de los niños, dove un pizzico d’Appennino ha favorito l’incontro tra due formazioni. O forse di più… I bambini David e Mateo non parlano ma hanno la voce dell’espressione. La paresi di Jacky le dà il movimento di una damigella. Denis ha il capriccio dei genitori che non ha più. Manuelito ha la gracilità di un cuore dolce. Mariano e Aristo non sono orfani d’affetto

Ai Karpani, a 4mila metri

La suora e la dinamite alle origini di un viaggio lassù. Dove vivono 26 famiglie, in un villaggio, con 300 euro all’anno, e Aristide accompagna gli italiani che arrivano sin qui… “Le persone di montagna, tanto in Bolivia come da tutte le parti, sono per natura riservate e timide”

Al tramonto

“Dal 1982 con una telefonata, per la prima volta, non ho ricevuto gli auguri di mia madre per il mio compleanno…” “Allora, dietro il sole dell’orizzonte verde lucente dell’oceano, la ho salutata”. Storie toanesi boliviane nel segno della nostalgia. La lettera di Aristide Gazzotti esprime una certezza “Non esiste la morte, ma un tramonto di cui siamo spettatori… che si tramuterà in alba”

Chi non conosciamo ci ha regalato la porta del Cielo

Come gli uccellini nel nido dopo la pioggia notturna si può ancora cantare insieme. Lì, nella Casa de los Niños in Bolivia dove suona una campanella portata da Toano per richiamare le persone 15 minuti assieme, la sera, per ascoltarsi

“In che cosa posso aiutarti?”

La lettera di Aristide dalla Bolivia. Un particolare prima di andare a letto. Quando il bene fa capolino nei cuori puri e muove la nostra storia. Una nuova collaborazione periodica per la nostra testata

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