Legge di iniziativa popolare su “riduzione e riciclo totale dei rifiuti”

Il fine è quello di favorire la raccolta differenziata e la minor produzione di rifiuti pro capite, a scapito dello smaltimenti in discarica ed incenerimento. Nel Decreto Ambiente votato ieri a larga maggioranza dal Senato è stata approvata la modifica alla legge del 1995 che aveva istituito l’ecotassa per lo smaltimento dei rifiuti in discarica

Nel Decreto Ambiente votato ieri a larga maggioranza dal Senato è stata approvata la modifica alla legge del 1995 che aveva istituito l’ecotassa per lo smaltimento dei rifiuti in discarica. La nuova legge sopprime il tetto massimo di 25 euro per tonnellata, troppo basso e ormai anacronistico a 17 anni dalla sua definizione, che veniva stabilito dalle regioni e che si aggiungeva al costo di conferimento dei rifiuti in discarica stabilito dal gestore dell’impianto. Ora le regioni potranno incidere molto di più sul costo dello smaltimento in discarica (ancora troppo basso in diverse regioni d’Italia e non solo nel Meridione), con la possibilità di utilizzare il 50% dei proventi dell’ecotassa (prima la percentuale era fissata al 20%) per diffondere sul territorio politiche di prevenzione e riciclaggio dei rifiuti.

In questa stessa direzione si muove anche la legge di iniziativa popolare “Riduzione e riciclo totale dei rifiuti” presentata in Emilia-Romagna da Legambiente, Wwf ed Ecoistituto di Faenza, che prevede una redefinizione dell’ecotassa al fine di favorire la raccolta differenziata e la minor produzione di rifiuti pro capite, a scapito dello smaltimenti in discarica ed incenerimento. La modifica legislativa nazionale, quindi, non può che aprire la strada ad una rapida discussione della proposta di legge, e favorirne l’approvazione: la dittatura delle discariche potrà così essere combattuta anche grazie all’aiuto della leva fiscale.

La legge di iniziativa popolare, presentata a settembre 2011 e a cui hanno aderito oltre 15 comuni della regione, si pone infatti l’obiettivo di massimizzare la riduzione dei rifiuti urbani, il riuso dei beni a fine vita ed il loro riciclo, minimizzando lo smaltimento in discarica e l’incenerimento. Tutto questo estendendo il tributo allo smaltimento e il ristoro ambientale anche agli inceneritori oltre che alle discariche; premiando i comuni virtuosi che, attraverso progetti di riduzione e di riuso e attraverso la raccolta domiciliare e la tariffa puntuale, inviano quantitativi minimi a smaltimento; applicando la tariffa puntuale basata sulla quantità e qualità dei rifiuti prodotta da ciascun utente; sovvenzionando l’impiantistica legata al riuso e al riciclaggio particolarmente carenti nella nostra regione

Legambiente auspica che la Regione Emilia-Romagna voglia trarre il massimo vantaggio dalle modifiche alla legge nazionale sull’istituzione dell’ecotassa, e avviare con tempestività la discussione in Assemblea di questa importante proposta di legge di iniziativa popolare, voluta dalle associazioni, dai comuni, dai cittadini e dalla società civile.

 

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