Poiatica: ecco le tre “coincidenze” che hanno causato odori

Sindaco Tiziano Borghi a Poiatica

Il sindaco Borghi nel sopralluogo a Poiatica

Poiatica il fronte della discarica

Il fronte dei rifiuti in questi giorni particolarmente alto

 

CARPINETI – 14 agosto 2014 – Come segnalato dall'ultim'ora di Redacon, stamane a Poiatica si è assistito a una forte dispersione di gas in atmosfera che, a seconda del vento, ha raggiunto sino il Carpinetano e il Toanese. Un rapido intervento di controllo alla discarica è quello che, nella mattinata, ha così deciso di svolgere l’amministrazione comunale di Carpineti, assieme ad ARPA, alle guardie forestali e ai comitati sulla discarica.  L'obiettivo quello di verificare che non vi fossero problemi e potenziali pericoli.

Al sindaco Tiziano Borghi nel corso della mattinata sono pervenute diverse segnalazioni da abitanti della vallata di Valestra su un forte odore che si diffondeva della zona, provenendo dal Secchia e dall’area di Poiatica. Sia il primo cittadino Borghi e il consigliere comunale Marco Ruggi hanno così avvertito Iren e organizzato un sopralluogo nella discarica, a cui hanno preso parte i tecnici di ARPA e il comandante della stazione carpinetana del corpo forestale dello stato. Anche tre esponenti dei comitati contro Poiatica, che si trovavano all’ingresso della struttura, sono fatti entrare alla visita, compiuta con uno dei referenti IREN. Un’ispezione all'interno del complesso di deposito rifiuti ha permesso di comprendere le cause del forte odore, che comunque verso le 10 del mattino era già calato parecchio, non provocando più fastidi e disagi.

I motivi sono principalmente tre. L’inattività di quattro torrette di aspirazione all'interno della discarica, per primo. Non si tratta di un malfunzionamento, ma di un’inattività programmata, perché nei giorni scorsi è stato effettuato un grande deposito di materiale e in questi casi le torrette vengono spente momentaneamente per evitare problemi. Da lunedì 18 agosto torneranno a funzionare regolarmente. Il secondo motivo è l’accumulo di molti rifiuti, appunto, una quantità piuttosto elevata. La terza causa è la formazione di una piccola depressione termica nell’area circostante, con un calo delle temperatura che ha mantenuto “basso” l’odore, impedendo di disperdersi nell’atmosfera.  L’unione di queste tre coincidenze ha generato il forte odore sentito dalla prima mattinata dagli abitanti, ma successivamente scemato.

 

Sopralluogo a Poiatica

 

* * *

Ci giunge anche la nota dei Comitati.

 

Stamattina 13 Agosto un fortissimo odore acre di rifiuti e biogas raggiungeva il versante carpinetano della discarica e le case limitrofe. L’aria si faceva davvero pesante e nauseabonda, più del solito da qualche giorno. A seguito di alcune segnalazioni telefoniche ad Arpa fatte da noi e da privati cittadini non del comitato decidiamo di capirne le ragioni andando a chiedere direttamente ai gestori in discarica.

Iren risponde che da circa 7 giorni dai 3 ai 5 tubi di captazione del biogas sono ‘sifonati’, in gergo si sono schiacciati a causa del peso dei mezzi e dei rifiuti sopra, problema insorto circa una settimana fa, provocando la mancata captazione delle corrispettive torrette ed infine andando il gas non trattenuto a disperdersi in ambiente.

Nel frattempo arriva anche, tramite nostra segnalazione, il Sindaco di Carpineti, anticipato da un suo consigliere, che ci consente di entrare in discarica. Alla nostra vista si presentava inoltre mezzi in azione che stavano convogliando e coprendo i rifiuti ammassati in un fronte insolitamente considerevole, alcuni in attesa di copertura e alcuni già coperti.

Nel frattempo chiamiamo anche il Corpo Forestale. Al termine della visita uno dei responsabili Iren, come già capitato per l’evento del manufatto dello scorso anno, ribadisce che l’intervento di manutenzione era programmato e che si sarebbe provveduto a risolverlo entro qualche giorno. Un copione che per noi si ripete spesso, riconducibile a un sempre sommario ‘ tutto sotto controllo’. Lo stesso responsabile ribadisce più volte che i tubi non sono ‘rotti’ ma ‘sifonati’ (?).

A domanda nostra rispondono di non avere come gestore registri di manutenzione ordinaria o straordinaria su interventi in subappalto, come appunto la manutenzione ai tubi di captazione.  Ma almeno per i lavori previsionali la legge Dlgs 36/2003 non dice che 'e' indispensabile un piano di mantenimento del sistema di estrazione del biogas? Se era intervento previsto allora non andava per legge inserito nel piano ? E se invece era una manutenzione di tamponamento imprevisto non andava segnalato alle autorità competenti giorni fa' quando si è presentato il problema?

Oggi per puro caso, perché siamo andati davanti alla discarica abbiamo scoperto questo episodio e siamo qui a porci queste nuove domande inaspettate.

Ordinario o straordinario che sia l’episodio Iren ci conferma che l’odore percepito ultimamente è imputabile a questa anomalia, all’inversione termica di questi giorni e alla gestione di un fronte di rifiuti enorme in fase di smaltimento e relativa copertura.

Non ultimo nel perimetro fuori discarica, sul versante carpinetano, una delle frane solite in periodo di piogge abbondanti.

Le istituzioni adibite al controllo stanno provvedendo a verbalizzare, ne chiederemo copia.

Questa vicenda preoccupa più per gli effetti causati che per le note, sfumature tecniche fornite. La domanda veramente importante è: cosa stiamo respirando? Ancora nel 2014 si vuole far credere che se gli elementi inquinanti dispersi in aria sono sotto i livelli di guardia giornaliera nessuno ci racconta per filo e per segno che effetti hanno i cocktails di decine di sostanze genotossiche inalate negli anni. Si vuole ancora far credere che sono innocue sotto una soglia definitiva e nocive sopra quella soglia, così viviamo sempre al limite delle statistiche accettando la scienza come una mannaia per sapere se meritiamo o meno questa discarica. E le stesse statistiche ci dicono che siamo troppo pochi in questa valle per meritare uno studio epidemiologico ben fatto.

Altra domanda: come possiamo sapere quanti episodi analoghi si sono verificati se non vi è uno storico scritto negli anni?

Ricordiamo, infine, che a novembre, dopo le elezioni regionali riprenderanno i lavori di approvazione del Piano Rifiuti. Se Poiatica chiuderà come ci auspichiamo al quinto lotto è evidente che questi episodi ci interrogano anche sulla precarietà futura del sito. Altra preoccupazione è quello delle acque stagnanti a monte, nell'invaso. Noi chiediamo che la messa in sicurezza sia a carico del gestore e che nessun rifiuto, di nessuna natura venga conferito con il pretesto della sicurezza in futuro. La terra alla terra e le nostre vite al centro del dibattito politico.

Alleghiamo foto a testimonianza della giornata.

Comitato Fermare la Discarica

 

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3 Commenti

  1. L’impianto di captazione della discarica, rotto o “sifonato” che sia, non funziona correttamente. E questo è evidente da diversi mesi. Già a fine 2013 e a gennaio-marzo 2014 sono stati fatti importanti lavori di manutenzione “straordinaria” con l’intervento di autobetoniere della Ceag. Era incrinato lo scatolato, che drena le acque profonde, ovvero il percolato. Una discarica molto tribolata, una gestione approssimativa, della quale Iren sarà obbligata a dare conto all’autorità giudiziaria, e allo stesso prefetto Antonella De Miro che, a mio avviso, dovrebbe intervenire con urgenza. L’emissione di biogas in atmosfera è pericolosa per la salute degli abitanti nelle aree vicine, per l’ambiente, oltre ad essere un reale pericolo per la possibilità di esplosione (innescata dai motori dei mezzi movimento terra operativi in discarica, o anche per una scintilla da elettricità statica). Nel caso, le case vicine, la strada provinciale sp76 in prossimità del deposito rifiuti e, ovviamente, tutti coloro che vi circolano, possono essere coinvolti in un’esplosione. I soliti “tecnici” Iren o Arpa, chi vogliono prendere in giro? Un saluto da un cittadino perplesso.

    (Alessandro Raniero Davoli)

  2. Una ipotesi che gli organi preposti dovrebbero valutare è quella che i tubi microforati di captazione biogas siano stati “scollegati” in conseguenza di movimentazioni del terreno, dovute a varie cause, che non sarebbe male accertare.

    (Rossella Ognibene)

  3. Come avevo detto, anche se questo non mi dà molta soddisfazione, a seguito della mia visita del mese scorso alla discarica di Poiatica, la situazione di captazione del biogas appariva problematica, a mio avviso non certo per il sifonaggio dovuto al passaggio degli automezzi sui rifiuti (gli automezzi di norma non circolano sui rifiuti già abbancati che producono il biogas), ma soltanto sul fronte di scarico! Il problema, a costo di apparire presuntuoso con una diagnosi fatta dopo una sola visita esterna, è molto semplice: il biogas non viene aspirato. Pensiamo infatti alla discarica come ad una grossa spugna nella quale i microorganismi anaerobici (quelli che vivono senza ossigeno, gli stessi che lavorano nel nostro intestino e producono il biogas fai da te) espellono come metabolita il biogas. Per aspirarlo serve un pozzo captato in superficie, ma il più permeabile possibile all’interno della discarica, al limite un tubo tutto traforato pieno di ghiaia grossolana. Il biogas per depressione seguirà il percorso a minor resistenza, appunto il tubo, per salire in superficie. Certo la melma e lo sporco o la stessa massa batterica alla fine ottureranno il tubo, non c’è problema, se ne scava un altro a fianco al costo di poche centinaia di euro. Il biogas è una risorsa per un gestore accorto di discarica perchè è quasi metano al 60% con il quale si può fare calore o energia elettrica. Soltanto un gestore poco accorto lo brucia in torcia o peggio lo lascia disperdere nell’ambiente. Cosa dire della forte puzza dei giorni scorsi, forse insieme a una cattiva captazione del biogas sono stati abbancati rifiuti non stabilizzati provenienti dalla raccolta quotidiana o magari rifiuti urbani lasciati in strada qualche giorno di troppo che la timida estate di quest’anno ha mandato in putrefazione. Senz’altro non aiuta avere un ampio fronte di scarico che invece dovrebbe essere il più limitato possibile, anche qui nell’interesse di un gestore accorto, che minore è il fronte più risparmia in termini di produzione di percolato e di movimentazione dei mezzi. Ma che dire, a mio avviso alla discarica di Poiatica manca l’elemento più importante di tutte per la gestione di una discarica: le discariche vanno gestite da ditte locali, da persone del posto che la conoscono che ci vivono intorno che ci tengono perchè le discariche purtroppo necessarie come smaltimento residuale sono un piccolo (se ben gestito) male ma necessario, a patto che siano al servizio di un bacino limitato e ricevano un rifiuto selezionato e pretrattato. Col senno di poi sono tutti bravi, potrebbe dire qualcuno; per non dire che di latte versato son piene le discariche… Ma qualcosa si può fare da subito senza il solito gioco estenuante e sterile a guardie e ladri e scaricabarile tra i vari enti di controllo. Controllo di gestione ad un comitato di controllo comunale o intercomunale, manager e dipendenti per la gestione del posto e fuori le ditte ecofarfaraway…

    (Achille Cester)

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