Tirelli: “Bargiacchi ha visto un altro film, non onora i patti”

Che la decisione di Bargiacchi (uomo Pd) di rinunciare all'accordo con Manari (Pd) per candidarsi a sindaco del neonato Comune del Ventasso a guida di una lista civica destasse polemiche era inevitabile. Per altro la seconda volta dal Duemila. Ma che dal Pd montano giungesse una nota così forte è sicuramente un fatto singolare. Anche perché giunge per firma del nuovo coordinatore Guido Tirelli che, nel documento trasmessoci, esordisce con un titolo emblematico "Bargiacchi… sindaco per sempre", con evidente riferimento alle poltrone da primo cittadino ricoperte dal Paolo montanaro nei diversi comuni della montagna. Un documento nel quale il nome dell'ex alleato Bargiacchi è citata 16 volte, contro le 12 del nuovo candidato sindaco Pd, Manari.

Guido Tirelli

Guido Tirelli

"Ho letto le dichiarazioni di Paolo Bargiacchi sulla stampa e sono veramente esterrefatto - esordisce Tirelli -. Nel mio ruolo di Coordinatore di Zona - maiuscolo sic!, ndr - ho seguito da vicino gli avvenimenti politico amministrativi di Ventasso e  penso veramente di avere visto un altro film. Quanto racconta Bargiacchi mi ricorda la favola del Lupo e dell’Agnello che bevono al ruscello, in cui il lupo per giustificarsi di voler mangiare l'agnello si lamentava che gli stesse intorbidando l’acqua , anche se l'agnello stava bevendo dallo stesso ruscello ma più a valle. Quello di Bargiacchi è un film in cui il Partito Democratico lo costringe a fare un patto con Manari; un Partito Democratico che lavora nell'ombra piegando le coscienze ed infine Bargiacchi che trova il coraggio di ribellarsi e spezzare il patto con il demonio".

Quindi la ricostruzione dei fatti secondo Tirelli, che è assai diversa da una recente ricostruzione di Bargiacchi rilasciata in alcune interviste: "Io ho visto un altro film: il Partito Democratico accoglie le due proposte alternative di autocandidatura a sindaco di Ventasso di Manari e Bargiacchi, indice le primarie e presenta i candidati in assemblea a Cervarezza. I due candidati in piena autonomia si accordano per costruire una  squadra in cui Manari è candidato sindaco e Bargiacchi vicesindaco, con un accordo fra due galantuomini. Manari e Bargiacchi informano il Pd, che conseguentemente annulla le Primaria e da il via alle consultazioni locali con iscritti e simpatizzanti su programma e squadra. Un gruppo di elettori contrario all’accordo fra i due candidati da inizio ad una raccolta di firme, con obbiettivo di rimettere in lizza il confronto scontro fra Manari e Bargiacchi. Il Partito si confronta con rappresentanti del comitato, in assemblea a Ramiseto ed in una riunione del Direttivo di Circolo a Cinquecerri.  In tutte e due le sedi il Direttivo del Circolo concorda sugli effetti positivi dell’accordo fra Manari e Bargiacchi ed evidenzia che le primarie sono di fatto annullate dalla mancanza di candidati, a meno che uno dei due non rompa l’accordo fra galantuomini che aveva fatto. In quelle due sedi nessuno, né Manari né Bargiachi dichiara di voler rompere l’accordo".

Poi che è successo? Ecco la riposta del coordinatore: "Venerdì scorso arriva la notizia  che Bargiacchi rovescia il tavolo e si presenta con una propria Lista civica. La assoluta verità è che Bargiacchi non è stato costretto dal PD all’accordo con Manari. Bargiacchi e Manari hanno promosso autonomamente un accordo fra galantuomini. Bargiacchi e Manari hanno presentato il loro accordo al PD che ha accettato il cambio di prospettiva. Ora Bargiacchi, per ambizioni personali,  rinnega l’accordo senza presentare nessuna motivazione politica o di programma. Bargiacchi ha fatto un danno al Partito Democratico, ha mancato di lealtà alla squadra  di cui faceva parte, ha mancato di lealtà verso Manari e tutti gli iscritti e simpatizzanti del Pd. Ha dimostrato di  essere un politico non affidabile, che non onora i patti. Ora vuole apparire come la vittima di oscure trame di partito, quando le trame le ha tessute solo lui".

E non è finita, perchè se lo stesso Tirelli rileva come "Il Pd sta perdendo dei pezzi"... è "meglio cosi, questo porterà rinnovamento, darà spazio a facce nuove,  con una identità chiara di servizio alla comunità e non ispirate da personalismi. Il Partito Democratico di Ventasso prosegue la sua corsa elettorale con Antonio Manari candidato sindaco e va  ad iniziare le consultazioni con l’elettorato".

Quindi si guarda al futuro: "Il Pd  proporrà  una squadra di  giovani e di esperti  che rappresenterà l’idea di Ventasso , capace di dar voce a tutti e quattro i municipi con uguale peso, e presenterà un programma per affrontare la sfida di unificare quattro municipalità in una unica identità e di contrastare la situazione critica, demografica ed economica, che vive oggi  la nostra montagna. Un progetto di sviluppo sociale culturale ed economico che avrà il respiro dei prossimi vent’anni", così il Pd dixit.

"Gli elettori traggano le loro conclusioni", conclude il coordinatore.

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12 Commenti

  1. Vi chiedo perchè la redazione debba inserire commenti in un testo, come “– maiuscolo sic!, ndr –” che nulla hanno a che vedere con quanto espresso. Siete liberi di pubblicare ciò che ritenete congruo o di non pubblicare ciò che a vostro insindacabile giudizio non lo è. Ritengo queste sottolineature inutili e faziose. Peccato.

    (mc)

    NOTA DELLA REDAZIONE: A differenza di altri errorini corretti nel testo (come in ogni testo, i nostri in primis), questo ci sembrava un “lapsus” degno di nota e, quindi, volutamente lasciato. Nessun intento fazioso e la nota che ha letto è pubblicata per intero, compresi gli altri maiuscoli. Nella vita mica sempre occorre prendersi così sul serio (cfr al commento di mc).

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  2. Credo sia sintomatico; Bargiacchi è imbarazzante anche per il Pd… il suo partito. A buon intenditor poche parole.

    (Fredo)

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  3. Nella nota lasciata dal coordinatore di zona si è dimenticato di dire il perchè vero che ha portato alla rottura che le assicuro non ci sarebbe stata se solo il direttivo avesse ripristinato le primarie chieste a gran voce da oltre 700 firmatari i quali sono stati ignorati anche se hanno messo nero su bianco con la loro firma il disagio provato dopo l’annullamento delle primarie. Come ho detto anche alle riunioni del Pd, in un momento cosi delicato come l’avvio della fusione di Ventasso si doveva ascoltare la gente, questo era un atto dovuto e veramente democratico caduto nel nulla. Non voglio entrare nel merito del migliore o del peggiore, questo ce lo dirà il tempo, ma se la politica non si rimette ad ascoltare la gente i politici si voteranno da soli!

    (Loredana Giudici)

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  4. Dott. Tirelli, il rinnovamento va bene solo quando non tocca se stessi. Lei, neonominato responsabile Pd della montagna, e Manari, candidato sindaco, rappresentereste il nuovo che avanza? Differenza tra voi e Bargiacchi non ne vedo se la mettiamo su questo piano. In tempi non sospetti un sostenitore di Manari girava a chiedere disponibilità per aprire la campagna elettorale del candidato sindaco del Ventasso a nome del Pd, quindi qualcuno da tempo aveva già deciso chi sarebbe stato il candidato sperando di farlo uscire all’ultimo momento e farlo passare. Da cittadino del Ventasso ed elettore del Pd speravo che la procedura per la scelta del candidato fosse più condivisa e le spiego come. Innanzitutto andava elaborato un programma cercando di coinvolgere tutte le forze di centrosinistra, le associazioni di categoria, i sindacati; successivamente cercare disponibilità di 3-4 persone a portare avanti questo programma e fare delle vere primarie aperte. Il percorso è stato un po’ diverso e devo dire poco condivisibile. Le cose però hanno preso un’altra piega e mi piacerebbe che da entrambe le parti cominciasse un confronto serio sul programma per questo nuovo comune e si lasciassero stare veleni e battibecchi che non giovano a nessuno, i cittadini del Ventasso avranno l’ultima parola e la possibilità di scegliere tra più liste.

    (Emiliano Pedrini)

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  5. Spett.le segretario, non le volevo rispondere, naturalmente, non parlo della prima parte del suo articolo, non è mio compito rispondere, le scrivo un piccolo appunto, visto che sono un pezzo che se ne va, lo faccio a testa alta, consono di aver sempre dato e poco ricevuto. Altro che personalismi. Cordiali saluti.

    (Luca Marco Cagnoli)

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  6. Credo che ciò che ha scritto il Sig. Tirelli dia alla vicenza un contorno molto chiaro. Concordo con lui che è necessario e salutare dare spazio ai giovani!

    (Alessandro)

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  7. Il Pd ha una grossa paura di perdere…

    (Nicola)

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  8. Questo caso, stando almeno a quanto possiamo leggere o ascoltare in proposito, continua ad offrire spunti per una qualche riflessione di carattere politico, ovviamente per chi è interessato a valutare gli eventi anche sotto questo profilo. C’è chi si stupisce perché un politico di “lungo corso” sembra voler “rimanere in sella” nonostante una “carriera” piuttosto longeva di pubblico amministrare, ma non par di assistere ad analoga sorpresa per il fatto che una forza politica stia “governando” la nostra montagna, nella quasi sua totalità, per un periodo di tempo altrettanto lungo. Circa questo secondo aspetto, potrebbe obiettarsi che così hanno voluto gli elettori montani, discorso che sta senz’altro in piedi, ma lo stesso criterio doveva allora andar bene anche per le primarie se, come si legge, le hanno chieste oltre 700 persone, tra iscritti e simpatizzanti di quella forza politica, numero che rappresenterebbe ben un quinto di quanti saranno chiamati al voto per eleggere sindaco e Consiglio del nuovo Comune.
    Nel senso che se conta e decide la “volontà popolare”, ciò dovrebbe valere per tutte le circostanze, e logica avrebbe dunque voluto, pena il cadere in contraddizione, che si dovessero svolgere le suddette primarie (tenendo conto che le chiedevano oltre 700 residenti-elettori). Dal come appaiono essersi svolte le cose si ha invece l’impressione, per chi appunto le osserva da fuori, che i principi – i quali dovrebbero valere indistintamente per ogni situazione, proprio per la loro natura di “principio” – possano essere derogati, o applicati con una qualche elasticità, in base cioè ad ogni singola circostanza e contingenza. Un po’ come il garantismo a senso unico, o a fasi alterne per chiamarlo in altro modo, ossia quello che viene sistematicamente invocato ogniqualvolta sono coinvolti esponenti della propria parte politica salvo poi diventare “giustizialisti” verso i rappresentanti dei partiti avversari.

    (P.B., 21.4.2016)

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    • Governare un nuovo ente significa amministrare anche un grosso problema, almeno all’inizio. Io ho potuto toccare con mano cosa vuol dire utilizzare i principi, così come sono, senza l’armonizzazione con le singole criticità. Se i due contendenti alla sfida prima si sono uniti e poi divisi c’è più di un motivo. Se poi questo è successo con due contendenti molto stimati e capaci come questi vuol dire che la fratture fra persone e le visioni politiche e di interessi sono molto più ampie di quello che ci racconta la telenovela delle primarie. Speriamo che il bene generale prevalga anche in una nuova realtà come Ventasso.

      (Il fumoso)

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  9. D’accordo con tutti voi sulla retorica progressista che dovrebbe avere un partito politico come il Pd, ma il concetto, giocoforza, esula dai presunti fondamenti del “Se finora è andata così, deve continuare così!”. Una forza rinnovatrice deve avere il coraggio di promuovere una scelta potentemente nuova; staccarsi da quei brandelli di vecchio malcostume politico che ha pervaso il sistema Italia e accettare un nuovo corso. Anzi, mi chiedo come mai questo infastidisca certe persone…

    (Fredo)

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  10. A tutti i renziani dell’ultima ora vorrei ricordare che le primarie sono un’opportunità, non certamente un obbligo… Nel caso ci sia un accordo tra candidati esse possono essere tranquillamente evitate. Qui si dimentica sempre di ricordare che l’accordo tra i due candidati c’è stato… preso davanti al direttivo Pd, alla presenza del segretario provinciale Pd. Se poi uno se n’è dimenticato… beh… questa è un’altra storia!!! E non si venga a parlare di costrizione… un uomo di 70 anni e con la personalità di questo politico di lungo corso…! Facciamo ridere i sassi!!

    (C.A.)

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  11. Risulta molto come una manovra studiata a tavolino per profittare della buona fede di Manari e della sua “verginità” politica, detta come incapacità di comprendere a fondo i giochi politici, che non stanno dietro alla buona amministrazione, anzi, quanto piuttosto al mero tornaconto politico. Chi scegliereste voi se doveste condividere un tratto importante della vostra esistenza? A chi mettereste in mano la vostra vita?

    (Fredo)

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