Let it rock 114: Is Anybody There? FILE ASCOLTABILI

In onda lunedì alle ore 8:00, in replica mercoledì alle 16:00 e venerdì alle 21:00
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Benvenuti alla puntata n.114 di Let it rock

Poche band oggi riescono a rendere sul palco l’energia primigenia del rock come Dan Baird & The Homemade Sin: ne ho avuto la riprova vedendoli per la seconda volta 2 settimane fa. Un concerto acustico del quartetto (Dan Baird voce/chitarra, Warner Hodges chitarra, Mauro Magellan batteria e Micke Nilsson basso) è quindi un evento piuttosto raro.

Ma le rarità sono uno degli ingredienti di Let it rock, così la versione acustica di “Sweet blue midnight” dal repertorio del primo gruppo di Baird, i mitici Georgia Satellites, si presta benissimo come brano di apertura.

Tutta la puntata si snoda in bilico tra country, soul, ballate d’autore con una sola eccezione per la conclusiva “The rain came down” estratta dall’album live “Shut up and die like an aviator” di Steve Earle & The Dukes, uno dei migliori live degli anni 90.

Abbiamo 3 novità importanti, da 3 artisti non più di primo pelo se possiamo dire, visto che il più giovane, Van Morrison, ha superato i settanta. Se per Ian Hunter e Leonard Cohen possiamo parlare di conferme, data l’ottima qualità dei loro ultimi 3 album (per Cohen in effetti si può parlare di ottima qualità in assoluto) l’ultimo disco di Van Morrison, “Keep me singing”, è senz’altro il migliore del cowboy Irlandese dai tempi di “The healing game” del 1997.

“Step inside this house” proviene dall’omonimo doppio album del 1998 di Lyle Lovett, composto esclusivamente da covers di artisti Texani o traditional. L’originale è di Guy Clark, che ci ha lasciato nel Maggio di quest’anno terribile per gli amanti del rock. Si tratta della prima canzone scritta dal cantautore texano, mai incisa però in prima persona.

Completano la playlist John Hiatt con “Is anybody there?”, uno degli highlights del bellissimo “Slow turning”, il duetto tra Joe Ely e Bruce Springsteen in “I’m a thousand miles from home” da “Letter to Laredo”, un estratto dal mio album preferito del 2011, ovvero “Barn doors and concrete floors” di Israel Nash Gripka, un’escursione nel pop/rock di classe con Don Henley e infine un estratto dal primo album ufficiale dal vivo di Neil Young, “Times fade away”, composto da canzoni mai pubblicate nei precedenti dischi in studio del cantautore Canadese. “Journey through the past” proviene da un concerto tenutosi a Cleveland l’11 Febbraio 1973.

Buon ascolto!

Playlist:

Dan Baird & Homemade Sin – Sweet blue midnight (live)

Lyle Lovett – Step inside this house

John Hiatt – Is anybody there

Joe Ely – I’m a thousand miles from home

Israel Nash Gripka – Red dress

Don Henley – Not enough love in the world
Ian Hunter – Fingers crossed
Van Morrison – Holy guardian angel
https://www.youtube.com/watch?v=z7mwXViu5EY
Leonard Cohen – Treaty

Neil Young – Journey through the past (live)

Steve Earle – The rain came down (live)

Prima parte

Seconda parte

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