Dopo il freddo? Freddo e possibile neve

In arrivo una seconda lunga fase di gelo artico

Concluso un dicembre caratterizzato dalla presenza di una robusta area anticiclonica, con temperature miti in Appennino e frequenti nebbie sulla pianura, da circa una settimana stiamo vivendo un inverno decisamente differente. Aria artica continentale ha infatti raggiunto la nostra penisola portando abbondanti nevicate nel centro-sud e temperature ben al di sotto della media sulla nostra regione.

Tra la notte e il primo mattino di sabato 7 gennaio in tutta la provincia si registrano temperature minime raramente raggiunte negli ultimi anni (vedi Fig.1), con valori compresi tra i -14.1°C del  Monte Cusna (ma con minima assoluta di -16°C registrata il 6 gennaio) e i circa -7°C di Reggio Emilia. Temperature inferiori ai -10/-11°C si sono registrate in aperta campagna e lungo i fondovalle appenninici.

Figura 1 – sezione verticale della rete di monitoraggio di ReggioEmiliaMeteo: temperature minime di sabato 7 gennaio

Ma cosa ci attende nel prossimo futuro?

Tutti i modelli matematici convergono sulla medesima proiezione: nel corso di venerdì 13 aria artica marittima in scorrimento lungo il bordo orientale di un vasto anticiclone esteso dalle Azzorre all’Islanda raggiungerà il Mediterraneo (vedi Fig. 2) dando il via ad una seconda lunga fase fredda, che questa volta potrebbe essere associata anche a precipitazioni.

Figura 2 – altezza geopotenziale a 500hpa e pressione a livello del mare per venerdì 13, ore 13,00: l’azione combinata di un vasto anticiclone sull’Atlantico settentrionale (A) e di una saccatura estesa dalla Scandinavia all’Italia (B) favorisce l’ingresso di aria artica marittima sul Mediterraneo

A partire da domenica 15 e per tutta la successiva settimana l’Italia sarà infatti interessata da un’area di bassa pressione che continuerà a richiamare aria fredda di origine sempre più continentale (vedi Fig.3).  Gelide correnti nord-orientali interesseranno anche la nostra regione mantenendo le temperature ben al di sotto della media del periodo (vedi Fig. 4) e favorendo il manifestarsi di possibili nevicate anche sulla nostra provincia (da confermare, seguite i prossimi aggiornamenti previsionali quotidiani!).

Figura 3 – altezza geopotenziale a 500hpa e pressione a livello del mare (media ensemble ECMWF) per il periodo 15-20 gennaio: un’area depressionaria insiste sull’Italia richiamando gelide correnti nord-orientali

Figura 4 – spaghetti ensemble ECMWF, temperatura a 850hPa (circa 1450 m slm) per i prossimi 15 giorni: in rosso la media (associata alle mappe riportate in Fig. 5)

Considerando le temperature registrate nei primi 10 giorni di gennaio, e sulla base delle proiezioni ensemble per i prossimi 15 giorni, vi è la concreta possibilità che il mese in corso rientri tra i quattro mesi di gennaio più freddi degli ultimi 30 anni in compagnia del 1995, 2006 e 2010.

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