Venerdì sera 20/10 sarà presentato il documento programmatico per l’area interna Appennino emiliano. Giovedì 19/10 incontro con l’assessore Sergio Venturi

Venerdì, 20 ottobre sarà una giornata importante per l'Appennino.

Sarà infatti presentato, alle ore 20,30 al Teatro Bismantova di Castelnovo ne' Monti,il documento programmatico per la "strategia aree interne", l'iniziativa nazionale rivolta a sostenere quella parte ampia dell'Italia, circa tre quinti del territorio e poco meno di un quarto della popolazione, diversificata e distante da grandi centri di agglomerazione e di servizio, con traiettorie di sviluppo instabili, ma dotata di risorse che mancano alle aree centrali, dal punto di vista ambientale, sociale, produttivo.

Spiega il sindaco di Castelnovo ne' Monti e presidente dell'Unione dei comuni dell'Appennino (ente titolare del progetto), Enrico Bini: “Per la montagna questa iniziativa rappresenta un'occasione inedita: sono previsti investimenti, in gran parte già finanziati, per 30 milioni di euro. Venerdì sera al Teatro Bismantova verrà illustrato il documento programmatico, ovvero tutte le azioni previste, realizzato in collaborazione con il Consorzio Caire. Gli investimenti sono sostenuti con fondi europei e della Regione Emilia-Romagna e il 20 ottobre saranno illustrati dall'on. Enrico Borghi, consigliere del governo per la strategia aree interne, il presidente della Provincia Giammaria Manghi e il presidente della Regione Stefano Bonaccini”.

Aggiunge Bini: “Siamo consapevoli che sia un momento delicato in Appennino, dopo l'annuncio della mancata deroga per il punto nascite dell'Ospedale Sant'Anna, e visto che la strategia aree interne ha tra i propri settori di azione anche la sanità e i servizi, abbiamo chiesto che prima della presentazione al Teatro Bismantova l'assessore regionale alla sanità Sergio Venturi sia presente a Castelnovo per avere quel confronto, auspicato e richiesto da tempo, con i comitati sulla chiusura del punto nascite e sulle prospettive dell'Ospedale. Venturi sarà a Castelnovo giovedì pomeriggio per un incontro con i rappresentanti del comitato 'Insieme per il Sant'Anna' e gli amministratori del territorio. Abbiamo avuto modo di concordare questa iniziativa stamattina a Bologna: c'erano i sindaci dell'Appennino e al termine dell'assemblea insieme ad alcuni rappresentanti dei comitati presenti ho avuto modo di incontrare Bonaccini e Venturi. Quest'ultimo tornerà poi a Castelnovo in novembre per un altro incontro in cui illustrerà nel dettaglio gli investimenti da 3 milioni e 800mila euro programmati sull'Ospedale Sant'Anna”.

Tornando alla serata sulla strategia aree interne, Bini conclude: “Illustreremo il progetto complessivo, le diverse azioni previste e i risultati attesi. Il documento prevede una serie di percorsi lungo i quali secondo noi è possibile reinterpretare l'eredità culturale e materiale che la montagna ha ricevuto dal passato ad oggi, e trasformarla in nuove prospettive di sviluppo che siano in grado di creare lavoro, reddito, salvaguardare e rafforzare il territorio”.

La strategia nazionale per le aree interne articola la sua azione su due direttrici: la garanzia dei servizi di cittadinanza che accomuna tutti i territori italiani compresi dal progetto, e la promozione dello sviluppo locale che invece analizza le eccellenze di ciascun territorio e le pone alla base di progetti di valorizzazione e messa a sistema.

 

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6 Commenti

  1. Mi fa un po’ ridere la venuta di un assessore per spiegare decisioni già prese, a buoi allegramente scappati, anzi galoppanti, con un pubblico, quello che interverrà, a farsi prendere per i fondelli. In genere i politici (non tutti, ma parecchi) sono soprattutto sensibili ad un paio di cose: i voti e l’ambizione, il ritorno economico. Voler far credere che la chiusura delle nascite non sia stata una mera questione di risparmio è umiliante. “Tra qualche anno ce lo riconoscerete”, dice Venturi. Tra qualche anno Castelnovo non avrà più, in sequenza, la pediatria, la rianimazione… (e Venturi, allora ex assessore, fatto il suo lavoro, sarà a godersela da qualche parte). L’ospedale “S. Anna” coinciderà sostanzialmente col pronto soccorso. I pensionandi andranno in pensione e gli altri magari si faranno anche loro qualche turno in altri nosocomi (tanto le strade sono ottime e abbondanti). Esser presi in giro dovrebbe avere un limite anche per gli amministratori “ligi” ai diktat dei loro “superiori” politici. E’ per questo che Bini e tutta la sua giunta farebbero ancora in tempo a fare un gesto onorevole: dimettersi in blocco. Non vi rendete conto di essere parte di un infernale gioco al ribasso e che la vostra presenza, il restare lì, è una parte nella commedia imbastita ai piani “nobili”? I piani glieli guastereste, almeno un po’, riconsegnando le chiavi del municipio. Ti danno un calcio e tu stai lì, sereno (Enricostaisereno…), ad ospitare con riguardo chi te l’ha dato pensando di esser stato fortunato a non aver (ancora) preso una coltellata alla schiena? Personalmente ritengo che la promessa di soldi non valga la dignità. Venga pure un commissario ad amministrare questo comune (e anche gli altri della montagna). Quel che sta succedendo fa venire il voltastomaco. Ma forse, visto dalla parte “delle sedie” (anche quando sono più o meno innocue “seggioline”), si ha un’altra prospettiva. Ma per fortuna che c’è il Pd a sostenere e prendersi cura del nostro Appennino…

    (Gino)

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  2. Punti di vista: “Io rispetto molto la stupidità umana. È la sola cosa che mi da un’idea dell’eternità” (Voltaire).
    “Io non rispetto per nulla la stupidità umana. E’ la cosa più costosa che pago di tasca mia” (Massimo Venturi).

    (mv)

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  3. Sono più che d’accordo del commento del signor Gino. Però voglio aggiungere qualche cosa anch’io. Perché dobbiamo prendercela solo con Bini? Mi sembra che ce ne siano altri di sindaci, soprattutto del crinale che già si erano dimostrati favorevoli durante qualche riunione alla chiusura del reparto. Non dobbiamo avercela solo con il sindaco di Castelnovo, ma con tutti i sindaci e tutti gli amministratori della montagna. Correggetemi se sbaglio, grazie.

    (Alessandro N.)

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  4. I signori della politica amano i consensi, le larghe intese, le folle. Per far sapere se la montagna veramente non condivide le scelte di questi giorni, occorre non partecipare all’incontro. Partecipando si legittima la scelta già presa. Volutamente hanno mescolato il problema “punto nascite” con le “aree interne”. Quando il partito chiama, purtroppo il popolo risponde e rientra nei ranghi. Chissà? Un teatro vuoto sarebbe un bella immagine ed una forte e chiara risposta all’arroganza.

    (Fabio)

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  5. Siamo numeri solo numeri, ci vogliono 500 nascite per garantire l’esistenza del reparto neonatale al S. Anna, siamo un costo! Non persone. Forse prima dello ius soli sarebbe opportuno approvare il diritto di nascere con una adeguata assistenza. Ma evidentemente noi della montagna siamo figli di un dio minore: strade modeste, mezzi pubblici scarsissimi, niente viadotti di Calatrava! Non vogliamo noccioline e promesse: il reparto esiste e deve continuare ad esistere anche per un solo nascituro!! Questi amministratori inadeguati e incompetenti non hanno capito che devono eliminare sprechi, non creare difficoltà a chi paga tasse esorbitanti in cambio di meno di niente! Di questo passo temo che in futuro i medici a norma di legge non faranno più il giuramento di Ippocrate, basterà quello di ipocriti, a pagamento naturalmente!

    (Zelda Zimbul)

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  6. La miglior risposta a questi amministratori indecenti sarebbe piazza Martiri piena per fischiare il loro ingresso e teatro vuoto in segno di disprezzo per quanto hanno fatto.
    Io farò così.

    (F.D.)

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