Daniele Valentini a Massimiliano Genitoni: “Non dobbiamo vergognarci di nulla”

Riceviamo e pubblichiamo un altro contributo del consigliere comunale castelnovese Daniele Valentini, capogruppo di “Progetto per Castelnovo ne’ Monti”, che si rivolge al collega Massimiliano Genitoni.

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Gentilissimo consigliere (mi permetto di rivolgermi a lei in questo modo in quanto è ancora consigliere a tutti gli effetti) Genitoni, nonostante per formazione personale e modo di pensare sia sempre piuttosto restio nel controbattere ad attacchi provocatori  e polemici come quello che lei mi ha indirizzato (in quanto ritengo sia maggiormente coscienzioso spendere le energie per  fare proposte e non polemiche che lasciano il tempo che trovano),  questa volta non posso e non voglio esimermi dal risponderle.

Leggendo, tanto online quanto sulla carta stampata, la sua risposta al mio commento in merito all’ultimo consiglio comunale, noto da parte sua pochi giri di parole ma anche alcune inesattezze.

Il nostro gruppo consiliare pur non condividendo il vostro sciopero istituzionale ha affermato di rispettarlo, nel pieno rispetto dei valori contenuti nella Costituzione all’articolo 21 (“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”), mentre lei si rivolge a me (e conseguentemente al gruppo e agli elettori che ci hanno sostenuto) affermando che dovrei vergognarmi di quanto scritto e dunque di quanto penso poiché denota un mio comportamento intellettualmente disonesto.

Credo che il gruppo consiliare che ho l’onore e l’onere di rappresentare non debba vergognarsi proprio di nulla, in quanto in questi quattro anni ha sempre svolto il proprio ruolo di opposizione in modo responsabile, facendo proposte, analizzando e cercando sempre il modo per migliorare quanto era proposto dall’amministrazione comunale, evitando di comportarci in maniera demagogica e ostruzionistica ma mirando ad ottenere risultati utili alla comunità. Ci siamo riusciti? A volte si a volte no, ma sicuramente ci abbiamo sempre provato con tutta la buona volontà.

E nemmeno io personalmente credo di dovermi vergognare di nulla, in quanto ho sempre cercato di svolgere il mio ruolo di consigliere al massimo delle mie capacità e delle mie possibilità, in modo silenzioso e senza troppi chiassosi titoli sui giornali; questo non significa non esserci, non fare, non proporre: se non si vede il fumo non vuol dire che non ci sia l’arrosto, molte volte significa che l’arrosto c’è e non si è bruciato…

Sulla questione della disonestà intellettuale rimango sinceramente perplesso. Nel mio intervento non mi pare di sostenere tesi diverse da quanto è stato esposto durante l’ultimo consiglio comunale e da quanto prima come lista civica e poi come gruppo consiliare abbiamo sempre sostenuto, che reputiamo corrette e in cui crediamo. Fin dai primi momenti in cui si iniziò a paventare l’ipotesi di chiusura del punto nascite abbiamo sempre sostenuto che il problema dovesse essere affrontato non limitandosi al solo reparto, ma con ottica più ampia e lungimirante, poiché la montagna rappresenta un territorio ampio ma demograficamente debole (se non sbaglio appena 33.000 abitanti),. Questo significa minor peso politico rispetto ad altre zone con più alta densità di popolazione e di conseguenza sempre maggior pericolo per la tenuta dei servizi pubblici. Immaginiamo il sistema dei servizi pubblici in montagna come una grande diga piena di acqua; la chiusura del punto nascite all’interno di questa realtà può rappresentarsi come una crepa nella parete di contenimento dell’invaso che rischia di provocare la fuoriuscita di tutta l’acqua contenuta all’interno, il complesso dei servizi, per poi finire col ritrovarci con una diga vuota e non più utilizzabile, ovvero il collasso dell’intero sistema montano e la graduale perdita di tutti i servizi. Dinnanzi a questo fatto, dinnanzi a questa prospettiva, quale è l’atteggiamento più responsabile che si può assumere? Urlare, scappare dal proprio ruolo, protestare, incolpare gli altri di quanto accaduto oppure cercare di lavorare con pazienza, responsabilità e costanza cercando di mettere in sicurezza la crepa in modo tale da evitare che in futuro la diga si svuoti completamente? Per noi non ci sono dubbi! Questa è la nostra posizione e lo è sempre stata e crediamo in ciò, per cui non vedo disonestà intellettuale da parte nostra ma semplicemente vedo da parte del suo gruppo un demagogico inizio di campagna elettorale che mira ad ottenere consensi facendo leva su sentimenti irrazionali e alimentando l’odio, la paura e la rabbia della società nei confronti dell’avversario politico.

Ci siamo presentati e siamo stati eletti tanto in alternativa al M5S quanto alla lista civica rappresentata dal sindaco Bini, abbiamo fatto e facciamo una opposizione responsabile e coerente nel interesse dei cittadini della montagna e in particolare del nostro comune. Coerenza dimostrata anche nell’ultimo consiglio perché tra il folklore e la responsabilità noi abbiamo scelto e sempre sceglieremo la parte della responsabilità.

In merito al suo interrogativo dove io sia stato durante questi quattro anni, le rispondo che in parte ha ragione, materialmente non sono potuto essere sempre presente ad ogni incontro, ad ogni evento, ad ogni iniziativa riguardante la questione dell’Ospedale S. Anna. Questa assenza fisica è stata causata non dal disinteressamento nei confronti del problema ma da questioni personali che mi trattengono fuori da Castelnovo durante alcuni giorni della settimana (sono certo che lei comprenderà pienamente questa mia posizione in quanto la sua non mi pare sia molto diversa, visto che pure lei per lavoro si trova a dover soggiornare fuori casa molto spesso). Fisicamente il consigliere Valentini sarà stato anche assente ma il gruppo consiliare “Progetto per Castelnovo ne’ Monti”, all’epoca e fino alla scorsa settimana rappresentato dal capogruppo Ugolotti, è sempre stato presente non solo nei primi momenti o negli eventi ad alta risonanza mediatica ma durante tutto il lungo svolgersi di questa vicenda.

Le posso fornire un elenco dove a grandi linee le mostro alcune delle nostre iniziative: siamo stati sempre presenti dal primo incontro all’Unione fino all’ultimo con i ragazzi per organizzare l’incontro con Venturi, eravamo a Bologna a discutere con Bonaccini e Venturi, ai consigli regionali ad ascoltare le mozioni di Del Monte e Torri. Siamo intervenuti sulla stampa locale e online con almeno una quindicina di articoli e abbiamo presentato svariate mozioni sul problema punto nascite, in occasione di consigli comunali, dove spesso sia la maggioranza che il vostro gruppo M5S non ci avete appoggiato.

Prima di concludere mi permetto un breve commento in merito all’intervento sulla questione compiuto dal vostro consigliere regionale Gianluca Sassi, ove compie grande elogio per la vostra azione di sciopero istituzionale: caro consigliere regionale, giustamente lei si sente orgoglioso di come stanno lavorando i suoi ragazzi e condivide pienamente la loro scelta di proclamare uno sciopero istituzionale, ma allora perché anche lei assieme agli altri quattro  consiglieri regionali del M5S non vi unite a loro in questa battaglia? Non vi domando il perché non rassegnate le dimissioni dal vostro incarico, mi parrebbe esagerato, ma perché anche voi non vi unite a questo sciopero istituzionale fintanto che la Regione non cambia idea sul punto nascite di Castelnovo ne’ Monti?

Detto questo, termino qui il mio intervento nonostante potrei proseguire ancora a lungo, ma credo ci farebbe allontanare, ancora più di quanto non sia già avvenuto, dal vero nocciolo della questione: salvaguardare e rafforzare con impegno e responsabilità  il sistema dei servizi pubblici a Castelnovo e in tutta la montagna, affinché la crepa causata dalla scellerata chiusura del punto nascite non contagi altri settori diventando così sempre più ampia e provocando così un vero e proprio collasso.

 

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5 Commenti

  1. Spero mi permetterete di fare un breve appunto: “Progetto per Castelnovo”, candidato sindaco Robertino Ugolotti, 506 voti; lista sostenuta da Pdl, Lega Nord e Udc. Nel 2009, “Castelnovo libera”, sostenuta “quasi” dagli stessi partiti, (meno l’Udc), candidato sindaco Alessandro Davoli, 1866 voti. Mancano all’appello 1360 voti… ovvero 1360 elettori in meno. A nessuno (magari a Valentini, che tanto l’amico Ugolotti non lo ammetterà mai, neanche sotto tortura 😉) che venga in mente il perché? Al Pdl, alla “nuova” Lega nord, o a Federico Tamburini, al dott. Mario Attolini, e alcuni altri notabili di Castelnovo… o va tutto bene così? No, tanto per chiedere… Saluti dalla Grecia.

    (Alessandro Raniero Davoli)

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  2. E’ senz’altro legittimo che l’autore del primo commento esibisca orgogliosamente i 1.866 voti della lista “Castelnovo libera”, così com’è comprensibile l’invito ad interrogarsi rivolto ad altri esponenti delle minoranze consiliari di questi anni che non hanno ottenuto eguale risultato, ma non è detto che le domande finiscano qui perché può esservi chi si è chiesto, o si chiede, altrettanto legittimamente, come mai chi ha ottenuto quei 1.866 voti non sia rimasto in campo per cercare di far crescere l’indice di consenso, se pensava per l’appunto di essere su posizioni giuste, nell’ottica di divenire maggioranza e amministrare il Comune, dal momento che lo scopo principale di chi si presenta ad un confronto elettorale, specie a livello locale, dovrebbe essere quello di arrivare a “governare” (divenire una minoranza numericamente forte è sicuramente importante, ma non può essere il traguardo definitivo ed esauriente, almeno secondo il mio punto di vista).

    (P.B., 3.12.2017)

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  3. Caro P.B., bella domanda. Perché non sono rimasto ma anzi ho dato le dimissioni dopo due anni e sette mesi, circa, dalla mia elezione? Forse perché tutte le mie denunce circostanziate, in forma scritta con allegati documenti, presentate ai CC e alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia, per reati di corruzione, tangenti e truffa (una da circa tre milioni di euro all’Ausl), sono state cestinate senza “apparentemente” essere nemmeno lette dal pm di turno? O forse perché la mia segnalazione al mio partito di riferimento delle gravissime accuse, supportate da testimoni appartenenti alle forze dell’ordine, riguardo un deputato con rilevanti incarichi istituzionali, segnalato come forte consumatore abituale di cocaina, e per questo, oltre che la poca lucidità nell’espletare i delicati compiti a lui demandati, significava la quasi certa ricattabilità da elementi politici e/o criminali?… La segnalazione fatta davanti a testimoni, a un senatore Lega Nord, ha comportato la mia immediata espulsione senza possibilità di ricorso, dal movimento. Oppure perché tutte le numerose battaglie contro una maggioranza inetta ancorché non dedita al bene comune ma a interessi di partito se non personali vedevano costantemente la solitudine e l’isolamento sociale (oltre a querele contro di me e a mie conseguenti ingenti spese legali)? Ovvero se la politica è una “porcheria” la colpa è anche dei cittadini che sopportano i soprusi e non chiedono il rispetto dei loro diritti, ma solo implorano di ottenere favori e raccomandazioni? Vede, Davoli è uno (solo e isolato nelle battaglie), caso anomalo, lei dirà, ma quando è chiaro che l’orizzonte politico nazionale è tutto così, una lotta di predoni organizzati in bande… beh, si ponga lei domande sulla situazione sociale italiana e non dottoreggi su quello che dovrebbe fare una minoranza che aspira a divenire maggioranza. Qui i giochi sono pesantemente truccati a tutti i livelli, politici e istituzionali… la nostra società è ammalata gravemente e non può guarire sino a quando il paziente (il cittadino) è passivo e si accontenta di pillole “placebo” (mettere una crocetta sulla scheda e via…) o al massimo impreca sottovoce, con gli amici fidati, al bar. Un saluto dalla Grecia.

    (Alessandro Raniero Davoli)

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  4. Di fronte al quadro che ci consegna Davoli – doppiamente sconsolante se effettivamente fosse che i cittadini “solo implorano di ottenere favori e raccomandazioni” – egli ha deciso di dimettersi, e tale sua scelta merita senz’altro rispetto, ma egualmente rispettabile è quella di quanti, oggi come ieri, hanno invece ritenuto di non demordere, vuoi per non lasciare senza rappresentanza chi, col proprio voto, ha dato loro fiducia, vuoi forsanche perché hanno una visione abbastanza diversa e più speranzosa delle cose.

    Del resto, e allargando il discorso, davanti alle “storture” del nostro tempo – ma è avvenuto altrettanto nel passato, stando a quanto si legge – c’è chi nutre un sentimento di irrimediabile e rinunciatario pessimismo, tanto da chiamarsi fuori, mentre altri, in assoluta buonafede, ragionano in modo differente, se non opposto, col credere che vi sia lo spazio per migliorare la realtà del presente, e valga dunque la pena di impegnarsi e di darsi quanto più possibile da fare (sono due concezioni piuttosto distanti, ma entrambe legittime).

    Da ultimo, suppongo che siano in molti a porsi delle domande, ciascuno secondo la propria sensibilità, la rispettiva esperienza, o le proprie aspettative, o la personale interpretazione degli accadimenti, e dunque senza bisogno di suggeritori visto che ciascuno si interroga di norma sugli aspetti che gli sono più consueti e congeniali, e riguardo a “quello che dovrebbe fare una minoranza che aspira a divenire maggioranza” me ne vengono alla mente talune che hanno insistito nel tempo, senza scoraggiarsi, fino a riuscirvi (perché le loro proposte ed azioni sono risultate alla fine convincenti)..

    P.B. 04.12.017

    (P.B.)

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  5. Buona la prosa e ottimi i concetti esposti, signor PB. Ho apprezzato, e condivido il suo intervento. Ma è anche del tutto evidente, e mi dispiace, che i molti attori chiamati in causa con il primo e in parte anche con il secondo commento, hanno preferito non rispondere. Alla battuta finale: … “tanto per chiedere” è arrivato il “niente da rispondere…”
    Saluti.
    Alessandro Raniero Davoli

    (Alessandro Raniero Davoli)

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