“E’ un servizio primario”. E il Tar dell’Umbria sconfessa l’Asl

Nei giorni scorsi il Comitato Salviamo Le Cicogne di Montagna ha scritto al Comune di Castelnovo ne’ Monti affinchè valuti una istanza di riesame del parere consultivo pronunciato dal Comitato percorso nascita del Ministero, parere che la Regione ha ritenuto vincolante per la chiusura del punto nascita del Sant’Anna.

Anche il Comitato Dinamo Ciao, ha fatto richiesta  esplicita di ricorso protocollato sempre in Comune.

Ora fa molto discutere la notizia che giunge dall’Umbria. Qui, infatti, il Tar ha accolto il ricorso presentato dal Comune di Montegabbione e ha disposto la riapertura del Pronto Soccorso di Città della Pieve.

La volontà della Regione, anche qui, invece era di tutt’altro avviso. E anche qui si erano opposti il Comune e il Comitato Art.32 di Città della Pieve.

La delibera dell’Azienda Usl Umbria 1 prevedeva la chiusura del pronto soccorso e delle attività ospedaliere di un presidio al quale fa riferimento l’Alto Orvietano e la bassa Toscana. Per quanto la parte del ricorso contro la chiusura vera e propria dell’Ospedale è in parte rigettata e, quindi, non scongiura completamente il rischio serrata per la struttura pievese, dove attualmente è attiva una postazione 118 con due mezzi e medici di emergenza h24, frutto delle continue richieste da parte del Comune alle autorità competenti.

Così hanno commentato il Comune di Monteggibbone e il locale Comitato: “In primo luogo la sentenza di una autorità giudiziaria si rispetta e si esegue , oppure si impugna. Tertium non datur. In proposito quindi si precisa che il Tar dell’Umbria ha ordinato all’autorità amministrativa (nella specie la Regione dell’Umbria) di eseguire la sentenza (si legge testualmente “ordina che la presente sentenza sia eseguita  dall’autorità amministrativa”) , ovvero ordina inequivocabilmente di riaprire il pronto soccorso di Città della Pieve. Pertanto, la Regione Umbria (autorità competente) avrà l’obbligo di nominare un Commissario ad Acta affinché provveda alla riapertura del pronto soccorso di Città della Pieve, così come era in precedenza. Altresì, si ritiene doveroso sgombrare il campo da possibili equivoci in merito a ciò che dispone il D.M. 70/2015, avendo il Tar semplicemente applicato la normativa di relativa ai ‘Presidi ospedalieri in zone particolarmente disagiate’, normativa perfettamente calzante alla specie sottoposta al vaglio degli Ill.mi Giudici, essendo notoriamente Montegabbione e Città della Pieve ricompresi nei c.d. Comuni montani ai sensi della L. 991/1952 che necessitano per loro caratteristica di particolari attenzioni riferibili alla aree particolarmente disagiate. Nel decreto Balduzzi infatti si legge testualmente che “può essere prevista la funzione di pronto soccorso in presidi ospedalieri di aree disagiate (zone montane, isole)”. Peraltro, sul punto la sentenza sottolinea come il presidio di pronto soccorso di Città della Pieve avesse già tutte le caratteristiche necessarie previste dal Decreto Balzuzzi per la sua operatività, definendo, in particolare sotto tale profilo, “l’irragionevolezza di una applicazione della normativa nel senso di legittimare soppressioni e/o trasferimento definitivi di presidi di pronto soccorso che costringano l’utenza a rivolgersi a servizi il cui espletamento richieda un aumento dei tempi di percorrenza…””.

Chiaramente si parla di pronto soccorso. Ma quello che fa di questa decisione qualcosa di unico per gli abitati della montagna e che potrebbe aprire la strada ad una dura opposizione alla chiusura dei reparti, è la motivazione data dal Giudice, nell’ordinare la riapertura dello stesso Pronto Soccorso:i – “Per la natura di primaria importanza del servizio, per la natura di tempestività, da questo dipende con certezza il diritto primario dell’uomo alla vita ed il diritto alla salute affermato dalla Costituzione, che non può essere sopprimibile o compromesso, solo per una questione politico-amministrativa-finanziaria. Non si può imporre ai cittadini di aumentare i tempi di percorrenza per raggiungere un altro Pronto soccorso, che vadano oltre i 60 minuti (andata e ritorno) come da normativa – come noto l’Ospedale di Castelnovo Monti è a servizio anche di territori del crinale che distano oltre 100 minuti dalla città ndr – . La soppressione del Pronto Soccorso da parte della Asl è ancora più grave, dal momento che Città della Pieve è riconosciuta come area disagiata, per le condizioni oro-geografiche”. Il giudice ha dunque detto a chiare lettere che la politica non può e non deve decidere sulla testa dei cittadini, che non può negare il Diritto alla Salute, riconosciuto dalla Costituzione. (G.A.)

 

 

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12 Commenti

  1. 60 minuti !!! In Emilia Romagna non conoscono le norme e vogliono governarci? E’ colpa anche nostra, che non sappiamo mai abbastanza… diamoci da fare.

    (Dilva Attolini)

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  2. Speriamo di riuscire in questa impresa, insistiamo e non dobbiamo demordere contro politiche alle quali non importa nulla del benessere dei cittadini, lo stato è paragonabile a una multinazionale spietata, mi dispiace affermare ciò ma è il mio modo di vedere le cose, giusto o sbagliato che sia.

    (C219T)

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  3. Abitare in montagna non e’ facile. Non chiediamo “assistenzialismo”, vorremmo semplicemente non sentirci cittadini di serie B. Paghiamo tasse, spesso non riceviamo in cambio servizi adeguati, e, soprattutto, non vorremmo sentirci presi in giro. Signori politici, il 4 di marzo si vota e, visto e considerato che la gente, per buona che sia, non e’ fessa, avrete sorprese o almeno, me lo auguro.

    (Davide Negri)

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  4. Attenzione a prese di posizione e false promesse elettorali….questa classe politica ha fallito, le elezioni lo sanciranno, dopo avremmo più potere per trattare

    (Cg)

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  5. Mai demordere. Il 4 marzo tra l’altro ci saranno le elezioni politiche. Forse un governo lungimirante e una ventata di innovazione e buon senso riporterà qualche concreta speranza di ritorno di questo presidio essenziale. Questi ultimi quattro anni: tra parziale distruzione di enti importanti come le Province, tagli indiscriminati a servizi sotto il finto nome di spending review rappresentano una pagina nera.
    Speriamo.

    (massimo romei)

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  6. Il Tar si può esprimere solo se i Comuni fanno ricorso contro la regione. La domanda a questo punto è semplice: Il Comune di Castelnovo ne’ Monti ha la volontà di intentare un ricorso contro la regione Emilia Romagna?
    Le belle parole stanno in poco posto, servono azioni concrete.

    (Genitoni Massimiliano)

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  7. Ormai ci si potrebbe anche divertire. Più di vent’ anni fa la Democrazia Cristiana, devastata giustamente da “mani pulite” trovò il modo di continuare ad essere eletta con i voti dei compagni inventandosi l’ Ulivo. Oggi, con Casini a Bologna e Ugolotti in montagna, candidati di un partito in “joint-venture”, il partito democratico vota democristiano sperando di poter continuare a governare a dispetto dei compagni di un tempo. Speriamo davvero che il 4 marzo parta la frana, preavviso di sfratto a chi pensa di potersi ancora candidare.

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  8. Tutti noi di Castelnovo sappiamo che fine farà l’Ospedale..in lista di attesa da luglio 2017 per un banale intervento, non mi hanno ancora chiamato e alle mie telefonate, se non trovavo la segreteria, mi hanno detto che non si sa..
    Ricordatevelo il 4 marzo.

    (a.s.)

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  9. “Il giudice ha dunque detto a chiare lettere che la politica non può e non deve decidere sulla testa dei cittadini, che non può negare il Diritto alla Salute, riconosciuto dalla Costituzione.” Ma c’è poco da stare allegri. Da quando, in Costituzione, è stato aggiunto l’art. 81 (pareggio di bilancio), qualunque diritto, garantito dalla Costituzione, si scontra con questo articolo, che ha pari valore, essendo, appunto, in Costituzione. Il collaudo dell’impatto di questo articolo l’abbiamo avuto quando la Consulta ha riconosciuto l’incostituzionalità del blocco degli adeguamenti delle pensioni all’inflazione; il governo avrebbe dovuto restituire le somme trattenute, ma non l’ha fatto, proprio perché l’art 81 prevede il pareggio di bilancio. D’ora in poi, ogni diritto costituzionale (salute, sicurezza, istruzione, etc) dipenderà dalle somme messe a bilancio, e il bilancio dipende dai vincoli europei. Fate voi.

    (commento firmato)

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    • Tutto vero ma, un ricorso al Tar, ci aiuterebbe forse a capire perché l’art. 81 in Costituzione non valga, almeno per il momento, per Montecchio e Scandiano, ma sia stato prontamente applicato per i tre punti nascita dell’Appennino,

      (mv)

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