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Castelnovo, Centro di coordinamento per la qualificazione scolastica al teatro Bismantova

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Il Centro di Coordinamento per la Qualificazione Scolastica, coordinato dal Comune di Castelnovo Monti, è una realtà innovativa, attiva da ormai alcuni anni, che coinvolge gli enti locali del territorio montano ed in pratica tutti gli istituti scolastici del comprensorio. Ne fanno parte la Provincia di Reggio, la Comunità Montana, i comuni di Busana, Carpineti, Casina, Castelnovo, Collagna, Ligonchio, Ramiseto, Toano, Vetto, Villa Minozzo, insieme a tutte le scuole di ogni ordine e grado del territorio. Nato nel 2000, all’interno di una logica di reciproco sostegno e scambio tra scuole e comuni, il CCQS si è posto da subito tra gli obiettivi principali il coordinamento di gruppi di lavoro intorno a tematiche ritenute prioritarie: promozione dell’agio tra i ragazzi, integrazione, progetti sul teatro a scuola, orientamento, valutazione della qualità delle scuole e dell’offerta formativa. Un gruppo di lavoro che ha portato avanti un progetto particolarmente significativo, e dai risultati importanti, è quello dedicato al teatro. Laboratori teatrali sono stati attivati in quasi tutte le scuole montane: gli istituti comprensivi di Busana, Carpineti, Casina, Castelnovo Monti, Toano, Villa Minozzo, la direzione Didattica, le scuole superiori Cattaneo-Dall’Aglio e Motti di Castelnovo. Per avere una visione di insieme dei risultati ottenuti da questa iniziativa, ma ancor più per farla meglio conoscere alla popolazione, si terrà una giornata di incontro e rappresentazioni il prossimo mercoledì, 3 novembre, al teatro Bismantova di Castelnovo. A partire dalle 16 ogni istituto presenterà la propria esperienza nell’ambito del progetto “teatro a scuola”, in una interessante tavola rotonda. Dopo i saluti iniziali, portati dal vice presidente della Comunità Montana Davide Dazzi, interverranno i coordinatori dei laboratori di ogni singola scuola. A moderare gli interventi sarà Silvia Razzoli, coordinatrice del progetto teatro del CCQS. Tra i temi che saranno trattati: la funzione formativa del teatro, l’uso della videoproiezione nella rappresentazione teatrale, le esperienze di lettura espressiva e drammatizzazione, l’integrazione degli studenti stranieri attraverso il teatro. Tra i relatori, agli insegnanti si alterneranno anche alcuni studenti delle scuole superiori, che racconteranno l’esperienza teatrale in prima persona. A concludere il pomeriggio (attorno alle 19.30) sarà l’intervento straordinario di Alessandro Bosi, docente di Sociologia dell’Educazione all’Università di Parma. Ma il momento più coinvolgente dell’iniziativa sarà sicuramente la serata. A partire dalle 20,30 infatti, nello stesso teatro Bismantova, verranno rappresentate delle brevi scene a cura degli studenti protagonisti dei laboratori. Sei sketch, sei brevi atti unici che vedranno impegnate classi delle scuole elementari, medie e superiori, in un susseguirsi incalzante e divertente. Spiega Silvia Razzoli: “Quello portato avanti in questi anni è un progetto su cui abbiamo ottenuto una grande risposta. Non era facile, perché abbiamo dovuto creare una rete tra tutte le scuole, anche molto diverse e distanti tra loro, ma tutti coloro che sono stati coinvolti hanno dimostrato grande impegno. Non va considerata soltanto la semplice esperienza degli spettacoli: il teatro è stato utilizzato come uno strumento trasversale per affrontare insieme ai ragazzi, in modo accattivante, temi importanti quali l’integrazione dei disabili, la valorizzazione delle specificità territoriali, l’applicazione di nuove tecnologie. E’ un grande contenitore in cui i ragazzi stimolano le loro capacità di relazione; è un veicolo di formazione; consente di far crescere l’autostima. In questi anni è stato molto importante anche veder aumentare l’interesse dei ragazzi: per tanti il teatro è diventato una passione anche al di là della scuola. Abbiamo portato ad assistere a rappresentazioni circa 2600 studenti, con cadenza annuale”. Sulla giornata di mercoledì concludono Chiara Torlai, Novella Notari e Jessica Ferrari, dello staff progettuale ed organizzativo del CCQS: “Vorremmo che questa diventasse una occasione per far conoscere meglio alla popolazione il lavoro del CCQS, perché questo non resti soltanto autoreferenziale, apprezzato soltanto da chi vive a contatto con il mondo scolastico”.

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