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Cervarezza, mostra di genealogie delle famiglie del luogo

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Famiglie e persone che hanno fatto la storia nel comune di Busana dal 1600 al 2000.
Da domenica 23 luglio, e fino al 31 agosto, nelle sale dell'ex asilo di Cervarezza, nella ex scuola elementare di Talada, nella chiesa di Frassinedolo, nel salone parrocchiale di Busana, nella casa parrocchiale di Nismozza, si terrà la mostra esposizione delle genealogie delle famiglie dei relativi paesi.

Si tratta dei risultati di una lunga ricerca storica del parroco di Cervarezza, don Pier Luigi Ghirelli. Gli alberi genealogici, esposti su pannelli, con a fianco una breve storia della famiglia, sono stati costruiti attraverso i libri degli archivi parrocchiali in prospettiva della pubblicazione di un volume (per il quale sarebbe opportuno il finanziamento di sponsor privati o pubblici). A chi visiterà la mostra si chiede gentilmente di fornire date e nomi che mancassero nelle genealogie e, se possibile, di fornire foto antiche di gruppi familiari, che verranno subito digitalizzate e restituite.

Per informazioni: parrocchia di Cervarezza 0522 890112.

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2 Commenti

  1. Una grande ricerca
    Questa è l’introduzione delle bozze del volume (anzi, dei volumi) che contengono l’immane ricerca di don Pier Luigi Ghirelli. Un lavoro che meriterebbe una pubblicazione, come già è stato per la ricerca sulle genealogie delle famiglie di Leguigno.

    LE FONTI

    La ricerca per la costruzione delle genealogie delle famiglie, contenuta in questo volume, è basata sui libri degli archivi parrocchiali di Busana, Nismozza, Cervarezza, Talada e Frassinedolo: sono i libri degli atti di battesimo, matrimonio e defunti.

    Tali libri hanno cominciato ad esistere nelle nostre parrocchie dopo la disposizione voluta dal Concilio di Trento: in genere l’applicazione delle normative del Concilio avviene nelle nostre parrocchie poco prima del 1600.

    Qui però si intrecciano tante vicende legate a parrocchie e persone. La nostra ricerca ha dovuto confrontarsi con due fondamentali difficoltà oggettive:
    1. molte e profonde lacune nei documenti. Parte dei libri sono andati persi e distrutti nel corso del tempo. E’ stato possibile colmare, almeno in parte, tali lacune ricorrendo alla seconda copia degli atti, conservata nell’archivio diocesano. Fin verso il 1750 i parroci avevano l’obbligo di mandare in curia la trascrizione degli atti di battesimo, matrimonio e defunti. In questi fascicoli abbiamo anche trovato gli “Stati dell’Anime’, cioè l’elenco preciso delle persone delle parrocchie nello spazio che va dal 1680 al 1822. Anche questi sono stati preziosi nella costruzione della catena genealogica.
    Operando un confronto di tutti i documenti rimasti è stato possibile colmare in parte le lacune esistenti. In alcuni casi non è stato però possibile completare il vuoto lasciato dalla mancanza di documentazione, per cui le genealogie risultano spezzate.
    2. le migrazioni mettono in movimento le persone e le famiglie: nate in un luogo, le persone facilmente si sposano in un altro luogo e arrivano a morire in un altro ancora. I paesi del nostro territorio hanno sempre conosciuto l’emigrazione, se non altro stagionale. Gli ultimi duecento anni hanno visto un aumento considerevole di popolazione nel paesi del comune di Busana, ma sono anche gli anni delle grandi e documentate emigrazioni verso diverse regioni d’Italia, d’Europa e verso paesi diversi di America e Australia. Questo fenomeno lascia necessariamente dei vuoti nella catena delle famiglie e nelle date. Si può dire che le famiglie del comune di Busana hanno seminato la loro presenza in tutte le parti del mondo.

    (Normanna Albertini)

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