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Il Culatello di Canossa mangiato da Vladimir Putin!

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CANOSSA (17 maggio 2008) – Da Canossa al Cremlino, sul piatto di Vladimir Putin, ex presidente e ora capo del governo russo. Dopo il Parmigiano Reggiano che vola nello spazio con le navicelle dei cosmonauti statunitensi, abbattuti i muri della guerra fredda ora è la volta del Culatello di Canossa, riuscito nell’impresa di conquistare la tavola imbandita del Cremlino, quella presidenziale.

“E’ la storia di un prodotto tipico che promuoviamo da anni – spiega Gabriele Arlotti, direttore del Consorzio Consorzio per la valorizzazione dei prodotti dell’Appennino (Conva). Attualmente, tra i nostri associati, il Cultatello di Canossa è prodotto dal Salumificio Gianferrari. Questo tipico prodotto, famoso ormai nel mondo, è ottenuto partendo dai muscoli migliori del prosciutto e preservati nella loro dolcezza dalla cotenna, è sempre più ricercato dagli appassionati gastronomi e l’apprezzamento di un capo di stato dimostra l’eccezionalità delle produzioni agroalimentari italiane”.

“Sapere del nostro Culatello di Canossa su un piatto da portata al Cremlino – spiega Mirco Gianferrari, titolare dell’omonimo salumificio familiare condotto assieme al fratello Ivan e ai figli Nico e Lara – ci ha fatto sobbalzare per primi. Forse non è stato casuale che alla rassegna fieristica Cibus di Parma, appena conclusasi, tanti sono stati i visitatori russi che sono giunti al nostro stand dei ‘Salumi di Canossa’ proprio per prendere accordi per il nostro famoso culatello in cotenna, prodotto artigianalmente in terra reggiana”.

“La prima cosa che abbiamo mostrato loro”, rimarca Gianferrari“, sono stati i filmati che negli anni sono stati girati e trasmessi dalle reti nazionali quali Linea Verde, Italia Agricoltura e via dicendo. Vogliamo continuare a ribadire l’unicità di questo prodotto, come uniche sono le terre dove questi prelibatezze vengono create. Sarà nostra cura esaudire il loro desiderio di avere questi filmati tradotti in lingua russa”.

“Quanto accaduto – rimarca Enrico Bini, vicepresidente della Camera di Commercio di Reggio Emilia – dimostra come le piccole e medie imprese reggiana viaggino da anni a livelli molto alti per quel che riguarda l’export, anche nell’agro alimentare. La chiave di questo apprezzamento sta nell’abbinare la specificità e la qualità dei prodotti al fare marketing. Questo si traduce in competitività sui mercati internazionali. Un bell’esempio che premia una provincia al vertice nazionale per il valore pro capite delle esportazioni”.

Quali sviluppi col mercato russo?
“Trasmettere il valore di un prodotto – risponde Gabriele Arlotti, direttore del Conva – in Emilia significa abbinarlo al territorio: è quanto farà il Salumificio Gianferrari, nelle prossime forniture di prodotto in Russia, sempre tramite importatore”.

“Un meraviglioso esempio – conclude Arlotti – di promozione integrata. Questa famiglia, giunta alla terza generazione, ha compreso che i prodotti hanno un valore aggiunto considerevole se abbinati alla storia e al nostro ambiente. Una lezione non teorica, ma pratica del valore delle terre canossane”.