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Freddo, mille colori, acquisti oculati: la fiera di S. Michele al tempo della crisi

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CASTELNOVO MONTI (27 settembre 2008) - E’ la fiera dei colori. E’ la fiera del guardare, pensare e meditare prima di comprare. E’ la fiera di un anno di crisi. E’ la fiera della gente che sfida la bora che scende da Trieste pure di esserci. Sono le impressioni che si ricavano dal parlare con autorità, esponenti del mondo economico e persone comuni intervenute e intervistate al punto di Radionova-Redacon nella giornata di sabato, dove una decina di registi, redattori e speaker si è data il cambio nel raccontare la 537^ Fiera di San Michele nel giorno della sua inaugurazione.

LE AUTORITA’

“Credo in questa fiera come importante momento per il commercio, l’artigianato e un settore più sofferente degli altri come quello agricolo”, ha detto ai microfoni della Radio il sindaco di Castelnovo, Gianluca Marconi. “E’ per questo che col comitato fiera cerchiamo di concertare le principali scelte di indirizzo con le associazioni di categoria” ha rimarcato Paolo Ruffini, assessore alle attività produttive. “E non c’è da avere paura che, in eventi come questo, Castelnovo Monti possa essere la capitale della montagna, perché la presenza di migliaia di persone in loco è a beneficio di tutto l’Appennino”, rimarca Nilde Montemerli, presidente della Comunità Montana.
“La crisi c’è, la vediamo e durerà anche per i primi mesi del prossimo anno”, spiega Guido Tamelli, direttore della banca di credito cooperativo di Cavola e Sassuolo. “Notiamo un calo generalizzato delle entrate nel commercio, ma le imprese della montagna sono ancora sane e sanno fare il passo proporzionato alle proprie possibilità”.
“Ma per i bilanci sulla fiera è prematuro – spiega il consigliere comunitario Paolo Bolognesi – aspettiamo di vederla a modo e che sia finita”.

LA STAMPA

“Una fiera che è momento di incontro anche per i comuni limitrofi”, spiega Adriano Arati, corrispondente del Giornale di Reggio. “E ben venga questa possibilità con la quale è possibile mettere a confronto tantissime e alternative offerte nei diversi comparti”, dice Luca Tondelli (Gazzetta di Reggio). Per Settimo Baisi (Carlino di Reggio e direttore responsabile della nostra testata) “la fiera si presenta nel suo consueto ruolo che è il segreto per il suo successo”.
E per Paolo Capanni (giornalista, fondatore di Radionova quasi 25 anni fa): “la formula della fiera è la medesima, del nulla di nuovo e del tutto di nuovo. Basta scorgere i banchetti per rendersene conto”. “Un'occasione per socializzare e per rendere felice il coniuge di sesso opposto”, spiega Pietro Ferrari, presidente della Novanta scrl.

LO SHOPPING

E allora parliamone. Ma perché è così interessante per l’universo femminile avere la possibilità di bazzicare tra banchetti, riempire le borse colorate, lasciare i mariti a portare le sporte secondo un format collaudato chissà da quanti anni? E’ una delle domande cui ha provato a rispondere la postazione di Radionova-Redacon.
“In fiera è possibile comprare cose utilissime e, a sapere scegliere, anche a prezzi non esorbitanti”, spiega Cristina nell’aprire la sua borsa, “c’è anche lo spazio per buoni regali per le persone care”.
Il piccolo Simone è felice di essere per mano col babbo: “vorrei che la mamma mi comprasse un giocattolo, ma va bene anche se dovessero arrivare anche i calzetti di lana”.
Intanto, da lontano è possibile scorgere anche l’assessore Nuccia Mola assieme alla presidente Nilde Montemerli scegliere tra mille borse in pelle.
E per Dani Boraschi, di Palanzano di Parma, a spasso con la fidanzata, non ci sono dubbi: “Portare le borse per la fiera è il mestiere più faticoso che ci sia”.

IL VOLONTARIATO

Alla fiera di San Michele è anche l’occasione per parlare di volontariato. Ci sono le associazioni più intraprendenti pronte a presentare i propri progetti, c’è l’esperienza del progetto “Comunicare la Montagna” che, presente la coordinatrice Maddalena Cagnolati, prova a creare una rete attraverso la quale le associazioni sincronizzano il loro calendario di appuntamenti. C’è l’iniziativa dei panificatori della montagna che sostiene il progetto “Il cuore della montagna” e di “Fa.Ce”.

LE CURIOSITA’

Un gruppo di caseifici si mette assieme e invita le persone ad assaggiare il proprio prodotto: Latterie di Montagna invita il pubblico in via Roma ad assaggiare il prodotto. C’è il mortadellone record, “Si può pure trovare un questionario - spiega Aronne Ruffini, dirigente dell’area montana del Consorzio di Bonifica Bentivoglio Enza - per valutare l’operato della nostra attività”.
Nel mercatino di antiquariato è possibile comprare di tutto un po’: da un bellissimo campanaccio per mucche, a soli… 25 euro, a un insegna con su scritto “Affida a noi il tuo ultimo ed eterno riposo. Onoranze funebri XXX: nessuno è mai tornato indietro a lamentarsi”, Renzino ha pure trovato un’antica trappola per mosche, provare per credere.

I VOLTI

I volti che ti restano impressi sono quelli di chi colora la fiera, di chi ci lavora, di chi sogna. Quelli che magari presto potrai riconoscere negli splendidi scatti di Benito Vanicelli. C’è l’omino dei palloncini colorati, c’è l’anziano che ti si siede accanto magari sperando di incrociare il tuo sguardo e la tua attenzione per poterti raccontare la propria storia, oppure quello con il vestito dalla festa, proprio come usava un tempo e alla fiera ci si andava solo in cravatta. Il volto è anche quello che spunta dalla divisa più elegante della polizia municipale o degli stradini, per uno di quei giorni dove tutto (o quasi tutto) deve girare alla perfezione. E che dire poi dei visi di ragazzi e ragazzine: c’è qui sogna, ritrova gli amici, insegue un dj della radio dai capelli lunghi che fa strage di cuori.

GLI APPELLI

Alcuni tra i tanti. Quello del comandante provinciale della Polizia Stradale Daniele Barberi: “Massima attenzione anche in questi giorni sia sul fronte della sicurezza stradale, in particolare con la prevenzione e il controllo a guida in stato di ebbrezza, ma anche all’uso di sostanze stupefacenti. L’attività messa in campo dalla Polizia Stradale dall’inizio dell’anno ha consentito di vedere calare sensibilmente gli incidenti. Un invito: venite in fiera, in montagna, con le moto e per vie splendide. Io stesso sono motociclista. Ma… con prudenza e senza alzare il gomito”.
“Il nostro appello è per potere continuare a lavorare tra la gente e per la gente – spiega Claudio Chierici, il signore che sta portando l’internet veloce dal cielo -. Il legame con questa terra, per me che ero emigrato per lavoro a Milano, è fortissimo e trovo giusto contribuire a portare questo servizio anche nei posti più difficili o che ‘non fanno cassetta’”.
“C’è bisogno di riscoprire la fiera proprio per il suo valore di incontro tra culture differenti – dirà Mauro Cervi, presidente Avis e appassionato di storia locale -, ma anche per questo potrebbe divenire il momento di riaprire un dibattito per il quale nessuno si attiva: la rivalutazione dell’antica via Romana che passava di qui, verso la Toscana, dove era possibile scambiare prodotti utili a genti diverse”.
“Dateci più parcheggi”, lamenta qualcuno di passaggio.
Ma intanto… “Vestitevi a strati e godetevi questa fiera dove il freddo è più fastidioso del previsto a causa della bora”, spiega il metereologo Devis Bedini, incuriosito dal vedere passare gente con i guanti alle mani. “Buona fiera a tutti”, taglia corto don Evangelista Margini ai microfoni della radio.

(Gabriele Arlotti)

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