In Palazzo Ducale a Castelnovo ne’ Monti “Il presepe e la neve”: 22 scene di presepe e i dipinti di Attilio Bizzarri

Il tema del presepe è un argomento sul quale l’Amministrazione comunale di Castelnovo ne’ Monti si è impegnata molto negli ultimi anni, dapprima con le mostre dedicate ai presepi di Antonio Pigozzi e di altri presepisti, poi con la riflessione collettiva sui diversi Punti di vista sul Natale e con la presentazione dei presepi napoletani del Settecento.

E’ del 2007 la prima edizione de Il presepe e la neve, che vedeva l’accostamento tra alcune scene di presepe e le fotografie dei paesaggi invernali di tre autori reggiani (Farri, Menozzi e Vanicelli) che interpretavano con la propria cifra stilistica i luoghi innevati del nostro appennino. E il collegamento tra la neve e il presepio viene ripreso ancora in una nuova differente versione nella mostra natalizia allestita dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Castelnovo ne’ Monti che si inaugura sabato 20 dicembre nella sala di Palazzo ducale a Castelnovo ne’ Monti per proseguire poi fino a domenica 1° febbraio 2009.

La mostra presenta ben ventidue scene di presepio, che vedono accostate le produzioni di tredici autori provenienti da diverse parti d’Italia (tra i quali figura ovviamente Antonio Pigozzi, autore di grandi diorami di forte impatto visivo e da tempo riconosciuto come uno tra i più apprezzati presepisti a livello nazionale).
Si tratta di quattordici scene aperte e di otto diorami (sei dei quali provengono dal Museo del presepio di Dalmine - Bergamo), che presentano un panorama vario e ampio sulle tipologie di ambientazioni e sulle tecniche di realizzazione adottate dai diversi autori, tutti comunque accomunati da una grande abilità artigianale in cui il confine con la produzione artistica è sempre più sottile.

Si passa dal presepe di ispirazione tirolese, sullo sfondo di frastagliate creste alpine, alla corte matildica e alle case di pietra dei borghi rurali dell’appennino, dall’ocra delle terracotte siciliane che mostrano villaggi di case arroccate su aspre e scoscese rupi (uno dei quali, il più grande, incastonato in un contorto e scenografico tronco d’albero) alla profondità e all’articolazione dei piani prospettici che caratterizzano le vedute e le scene di vita dei piccoli diorami.

La seconda mostra allestita in parallelo accanto ai presepi nella sala di Palazzo ducale è costituita dai dipinti di Attilio Bizzarri, un autore reggiano scomparso ultraottantenne nel 1999, allievo di Ottorino Davoli che, sempre fedele alla tecnica della pittura ad olio, ha ripreso per molti decenni e nelle diverse stagioni i paesaggi dell’appennino reggiano e di altri luoghi d’affezione della provincia.

La selezione dei quaranta dipinti presenti in mostra circoscrive l’ambito temporale ad una serie di vedute invernali nelle quali il bianco della neve è il silenzioso protagonista del paesaggio.

Nella geografia dei paesaggi innevati di Bizzarri c’è quasi sempre una strada, un viottolo, un sentiero, la traccia di un itinerario fisico che è anche la testimonianza di un percorso mentale ed emotivo, alla ricerca di luoghi che nell’interpretazione dell’artista recano in sé echi di tipo impressionista, sia nel modo di stendere e tirare il colore che di tratteggiare gli equilibri della composizione.

L’equilibrio dei dipinti è dato dall’intreccio di luci ed ombre e da pochi ed essenziali elementi di paesaggio, in genere volutamente poco scenografici, all’apparenza quasi banali, “antieroici” e quasi domestici, o da piccoli nuclei di case rurali, che testimoniano l’amore dell’artista per la civiltà contadina del nostro territorio: non presenze paesaggistiche monumentali (che pure sarebbero giustificate dalla bellezza del paesaggio montano), ma piuttosto una lettura intima dei luoghi che si trasforma in interpretazione e introspezione, e rivela l’animo dell’autore più di quanto non informi lo spettatore sulle caratteristiche del paesaggio stesso. La delicatezza e la morbidezza delle campiture di colore lasciano trasparire una adesione quasi romantica ad una poetica della natura che si rivela attraverso atmosfere ovattate che evocano silenzio e quiete: una tranquilla immobilità, una conquistata serenità, quasi una pace.

Completa infine la proposta del Natale castelnovese la grande scena della Natività all’ombra della Pietra di Bismantova realizzata nel 2007 da Antonio Pigozzi su commissione della Parrocchia di Santa Maria Assunta di Castelnovo ne’ Monti, già presentata a Palazzo Ducale, e che da quest’anno viene allestita presso la locale Chiesa della Resurrezione (dove è visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 18,30).

La mostra Il presepe e la neve si inserisce nel più ampio progetto La via dei presepi, la rassegna promossa dalla Comunità montana dell’Appennino reggiano che, partendo da Reggio Emilia e fino al crinale appenninico, ha progressivamente “svalicato”, estendendo le diramazioni di questo lungo itinerario nel versante toscano del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano e in Liguria, con un ampio panorama di rappresentazioni presepistiche e con una grande varietà di sguardi e sensibilità che arricchiscono e ampliano i nostri orizzonti.

La mostra Il presepe e la neve si inaugura a Palazzo Ducale sabato 20 dicembre 2008 alle ore 17 e prosegue fino a domenica 1° febbraio 2009. Sarà aperta tutti i giorni (tranne nelle festività di Natale e Capodanno) dalle 15 alle 18. L’ingresso è gratuito.

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Mostra a cura di Paolo Ielli

Sede della mostra: Palazzo Ducale, via Roma, 12/B –

Castelnovo ne’ Monti (Reggio Emilia)

Periodo: dal 20 dicembre 2008 al 1° febbraio 2009

Inaugurazione: sabato 20 dicembre 2007 – ore 17

Orari: tutti i giorni, ore 15 – 18 (chiuso Natale e Capodanno)

Visite delle scuole su prenotazione: tel. 0522 610204-273.

Ingresso gratuito

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Un Commento

  1. Il presepe
    Mi complimento con l’Amministrazione comunale di Castelnovo ne’ Monti e in particolare con l’assessorato alla cultura per l’impegno dimostrato in questi anni nella realizazione delle mostre dedicate ai presepi: da quelli dell’artista Antonio Pigozzi a quelli napoletani del Settecento a quelli presentati in questo anno 2008. Mi auguro che questa iniziativa sia portata avanti anche negli anni a venire.
    L’unica nota un po’ stonata (se me lo concedete) è stata la “riflessione collettiva sui diversi Punti di vista sul Natale”, perchè, a mio modesto parere, Santo Natale non significa panettone, spumante, regali, neve ma semplicemente “Natività, nascita di Nostro Signore Gesù Cristo” (perfettamente rappresentata dal presepe). Niente di più, niente di meno… E’ una tradizione presente da tempo sul nostro territorio e penso che non si debba rinunciare ad essa per preservare la nostra dignità, senza voler troppo compiacere chi, “religiosamente parlando”, non la pensa come noi.

    (Commento firmato)

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