Le classi di esercizi bioenergetici: una strategia del benessere

Se rispettiamo il nostro corpo,rispettiamo Il corpo dell’altro. Se sentiamo ciò che accade nel nostro corpo, sentiamo anche ciò avviene nel corpo della persona alla quale siamo vicini. Se siamo in contatto con i desideri e i bisogni del nostro corpo,conosciamo i bisogni e i desideri altrui e, al contrario, se non siamo in contatto con il nostro corpo, non siamo nemmeno in contatto con la vita.

ALEXANDER LOWEN

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Potremmo dire che una delle caratteristiche della nostra cultura occidentale sia sicuramente la tendenza a dicotomizzare, piuttosto che integrare e raggiungere l’armonia. In questo senso possiamo considerarci a pieno titolo figli del cogito ergo sum Cartesiano. Per noi, infatti, è assolutamente normale ragionare con la logica degli opposti: mente-corpo, anima-cervello, dovere-piacere, amore-sesso.

Le classi di esercizi bioenergetici, in questo specifico panorama, offrono un valido strumento per andare oltre la dualità e la dissociazione, proponendosi come obiettivi l’integrazione e l’equilibrio tra l’aspetto corporeo, quello emotivo e quello relazionale.
In un’epoca fortemente narcisistica come la nostra, in cui l’attenzione al fisico è finalizzata per lo più al raggiungimento della performance, del successo, della bellezza e della perfezione fisica, spesso ci si dimentica di cosa voglia dire prendersi veramente cura di sé stessi e si finisce per oscurare l’aspetto sano e positivo dell'attenzione al corpo.

Le classi bioenergetiche, introdotte dal Dott. Alexander Lowen, hanno lo scopo di promuovere e favorire una maggiore salute psicofisica delle persone, di prevenire malattie e disagi e soprattutto di creare un contesto sicuro in cui poter eseguire gli esercizi insieme ad altre persone e poter crescere insieme in termini di autoconsapevolezza e benessere.

Per queste ragioni le classi bioenergetiche non possono considerarsi una ginnastica o un’attività di fitness, basate cioè sul raggiungimento della “buona” forma fisica o della “scarica”, ma devono essere viste come esercizi volti al “sentire” e non al fare, attraverso il contatto con sé, prendendo coscienza dei propri blocchi corporei ed emotivi.

Per comprendere meglio il significato della teoria e della pratica bioenergetica è forse opportuno vedere in modo più approfondito quali sono gli obiettivi concreti di una classe bioenergetica, quali finalità si pone e quali sono i principi cardine di tale tecnica.

Le classi di bioenergetica

La bioenergetica è un modo di comprendere la personalità in termini dei suoi processi energetici, poiché, secondo tale prospettiva, la quantità e la qualità di energia di cui si dispone determinano il modo in cui si risponde alle situazioni della vita. Una tesi fondamentale della bioenergetica è, appunto, che corpo e mente sono influenzati reciprocamente, sono cioè funzionalmente identici. E’ infatti evidente a tutti che mente e corpo si possano influenzare reciprocamente e che ciò che si pensa può influenzare il modo in cui ci si sente. Tuttavia questa reciprocità è limitata solo agli aspetti consapevoli e superficiali della personalità. A livello più profondo (inconscio) sia il pensare che il sentire sono condizionati da livelli energetici. Aumentare il livello energetico e liberare il corpo dalle sue tensioni, determinate da stress momentanei o cronici che siano, aiuta le persone a ritrovare benessere e vitalità e a raggiungere un maggiore stato di armonia.

Le “classi di esercizi” sono una speciale “formula” che è stata messa a punto da Lowen in molti anni di lavoro con la terapia bioenergetica. Esse sono nate, racconta Lowen, come una serie di esercizi muscolari, posturali ed espressivi da svolgere a casa con regolarità per favorire la psicoterapia. Nel corso degli anni si sono poi dimostrati molto efficaci come lavoro di gruppo a sé stante, per il raggiungimento/mantenimento di un diffuso benessere psico-fisico.

Le classi sono, appunto, gruppi di persone che, con la guida di un conduttore bioenergetico, eseguono specifici esercizi, volti a sciogliere tensioni e blocchi muscolari nei diversi distretti corporei, liberando così l’energia intrappolata nei muscoli contratti che può così riprendere a circolare, permettendo alle persone di rientrare in contatto con le parti di sé che si erano chiuse alla loro percezione, ritrovando il piacere di sentire il corpo vivo ed armonico. La vera armonia, infatti, non può essere appresa e l’unico modo per raggiungerla consiste nell'aumentare la motilità del corpo integrandola con l’autoconsapevolezza. L’autoconsapevolezza, ovvero la percezione corporea, è l’altro importante obiettivo che il lavoro bioenergetico propone. Nelle classi, infatti, non avviene solo un lavoro di scarica energetica o di distensione muscolare, obiettivo peraltro raggiungibile con esercizi di ginnastica, di stretching o con qualsiasi altra attività sportiva, ma si impara gradatamente a “sentire” il proprio corpo, a percepirne i segnali e, dunque, ad entrare in contatto con Sé. Le persone generalmente preferiscono identificarsi con un’immagine ideale di sé, costruita sulla base di “ideali dell’io”, o “illusioni dell’io”; il lavoro delle classi ha lo scopo di farne prendere consapevolezza e di potersi ricongiungere con la propria realtà fisica ed emotiva.

Per questo motivo le classi bioenergetiche vanno, innanzitutto, comprese. Se vengono svolte meccanicamente, come si può svolgere un esercizio in palestra, porteranno ben pochi risultati, forse una semplice scarica energetica; un atteggiamento troppo controllato e attento porterà a pochi risultati, poiché diminuirà la spontaneità del corpo e un approccio competitivo annullerà ogni sensazione. Per arrivare dunque a percepire e a comprendere il corpo e i suoi segnali, c’è bisogno di tempo e impegno. Solo svolgendo correttamente gli esercizi e prestando ascolto al proprio corpo è possibile, grazie al radicamento nelle gambe, l’approfondimento della respirazione e al raggiungimento dello stato di vibrazione, una volta alleggerito il corpo dalle tensioni e dalla rigidità,raggiungere uno stato di sorprendente vitalità.

1. Il gruonding

Il termine grounding significa “radicamento” ed in bioenergetica rappresenta uno degli obiettivi più importanti da raggiungere. Il lavoro di grounding consiste nel tirare giù un individuo sulla terra ferma, ovvero far sì che l’energia dall’alto scenda verso il basso, verso i piedi, le gambe e il ventre. Essere in grounding significa avere i piedi saldamente piantati per terra, in un contatto che non è solamente meccanico, ma percepito nello scambio energetico tra piedi, gambe e terreno. In termini più allargati, la posizione di grounding rappresenta la posizione dell’adulto responsabile, colui che sa stare sulle proprie gambe come un albero con le sue radici. Essere “integrati” è l’opposto che essere “appesi” o “fissati”, cioè essere nella mente. Lowen definisce la fissazione come un conflitto emotivo irrisolto che immobilizza la persona e le impedisce di trovare soluzioni adeguate ad uscire dalle situazioni. Spesso tale conflitto può essere causa di sofferenza nella vita, perché non sempre ci si rende ben conto che l’illusione blocca la persona e la inchioda ad un conflitto insolubile tra le esigenze della realtà e il tentativo di realizzare l’illusione. Ciò accade perché spesso le fissazioni sono inconsce e si sono definite nei primi anni di vita, nei primi rapporti più o meno frustranti con le figure genitoriali, ad esempio; tali fissazioni rimangono da adulti come traccia inconscia che possono determinare i comportamenti e le scelte di vita delle persone, limitandone la libertà di movimento. Sia le fissazioni coscienti che quelle inconsce ( anche se in misura minore) si manifestano nel corpo sotto forma di tensioni muscolari croniche. Il lavoro sul gruonding ha dunque lo scopo di sciogliere queste tensioni, che sono blocchi energetici, e farli scendere verso il basso, a terra appunto. In tal modo si riporta l’energia nelle gambe e nei piedi, che generalmente sono sotto caricati nelle persone, e si libera la parte alta del corpo, solitamente sovraccaricata e senza un adeguato appoggio a terra. Lowen descrive il sistema energetico di un organismo con l’immagine del circuito elettrico ad alta tensione: energeticamente parlando, l’essere ben radicati ha la stessa funzione che svolge la terra per un circuito elettrico, cioè fornisce una valvola di sicurezza per il circuito in caso di sovraccaricamento, evitando così che vada a fuoco o si danneggi. La stessa cosa può avvenire nella personalità umana, se la base non è ben salda: in caso di sovraccarico potrebbe andare in crisi,in ansia, riempirsi di pensieri negativi o peggio ancora andare in pezzi. Tanto più i piedi e le gambe di un individuo sono cariche e lui può sentirsi in contatto con il suolo, tanto più potrà mantenere la sua posizione, sopportare un sovraccarico di tensione e affrontare le sensazioni.

Ogni classe di esercizi parte dalla posizione di grounding, affinché le persone possano iniziare il lavoro radicandosi a terra per portare l’energia in basso;la consegna è di “lasciarsi scendere”, cioè di abbassare il loro centro di gravità. Nella posizione base di grounding si sta in piedi, con le gambe divaricate quanto l’ampiezza del bacino, i piedi paralleli, e le ginocchia leggermente flesse. Questa e altre posizioni o esercizi hanno lo scopo di sciogliere le tensioni e di caricare energicamente i piedi e le gambe. Quando il processo di scioglimento ha inizio si avverte una vibrazione che può arrivare a coinvolgere il bacino e a questo punto si può procedere con il lavoro sugli altri distretti corporei, a salire.

2. contrazione ed espansione

Ogni classe bioenergetica si articola secondo una sequenza di esercizi che segue un ciclo di contrazione ed espansione, che è il ciclo naturale dell’energia.

Nel corso di una classe, che dura circa un’ora e mezza, vengono sollecitati tutti i distretti corporei attraverso esercizi di caricamento e tensione (contrazione) per poi rilasciare la carica energetica del corpo in tal modo aumentata, con esercizi di scarica e rilassamento (espansione).

Nella fase di contrazione, il corpo viene caricato con esercizi in cui si aumenta la tensione muscolare sui vari distretti corporei, preferibilmente dal basso verso l’alto, con particolare attenzione al caricamento dei piedi e delle gambe. Sovrapponendo ad una tensione involontaria (già preesistente e magari cronica) una ulteriore tensione volontaria, si stimola il corpo a reagire e a rilasciare lo stress contenuto in quell’area attraverso movimenti liberatori più o meno forti. Sia la fase di carica che quella di scarica è sempre eseguita con tempi piuttosto lunghi e intensi, poiché l’obiettivo ultimo delle classi non è solamente una scarica energetica del corpo, che pur avviene, bensì “sentire” il proprio corpo e i propri punti di tensione; por mente al corpo sempre e percepire cosa cambia (scioglimento). Quando i muscoli raggiungono il loro massimo livello di tensione, la liberazione della carica avviene in modo involontario attraverso movimenti vibratori che possono essere stimolati da movimenti espressivi più o meno forti e che possono coinvolgere anche la voce.

Dopo la scarica, che può arrivare ad avere una risonanza emotiva anche molto forte se sollecitata da adeguati esercizi espressivi, segue la fase di rilassamento. In una classe di esercizi l’obiettivo è di consentire alle tensioni muscolari di scaricarsi e quindi al corpo di rilassarsi. In questo modo tutti i fluidi riprendono a circolare e l’energia a fluire, con il risultato di mettere le persone in contatto col loro corpo vivo e con le loro emozioni.

3. La mobilitazione energetica

Le classi di esercizi mobilitano il corpo attraverso esercizi corporei ed espressivi. La sollecitazione corporea, dunque, avviene ad un livello muscolare, tuttavia l’obiettivo ultimo non è il movimento corporeo, bensì la mobilitazione plasmatica, lo scioglimento delle tensioni energetiche che si avvertono nel corpo sotto forma di tensioni muscolari al livello delle articolazioni. Il nostro corpo, infatti, è costituito prevalentemente da fluidi (sangue, fluidi interstiziali, fluidi intracellulari), e il flusso energetico viaggia attraverso tutti questi fluidi corporei. Le emozioni e le sensazioni vengono trasportate da questo flusso eccitatorio (ad esempio, tutti noi abbiamo provato un’ondata di rabbia nella parte superiore del corpo che carica testa, braccia e mani). Si può dunque correttamente descrivere le emozioni, le sensazioni e i sentimenti come correnti o onde che scorrono nel nostro corpo liquido. In tutti i movimenti volontari è presente anche una componente involontaria, che rappresenta la motilità cellulare e plasmatica del nostro organismo, determinandone la nostra spontaneità e vivacità. Quando questa motilità è ridotta o assente i movimenti del corpo sono meccanici e disarmonici e non suscitano sensazioni. Il lavoro bioenergetico, e le classi di esercizi in particolar modo, sono rivolte a far percepire questi “blocchi”, a farne prendere coscienza e lentamente a scioglierli per permettere all’energia e alle emozioni lì congelate di riprendere a fluire e consentire alla persona di rientrare in pieno contatto con la piena vitalità del suo corpo e con la sua vita emotiva.

4. Il setting

Le classi di esercizi sono innanzi tutto un’esperienza di gruppo, quindi non è possibile definire delle linee guida di conduzione uguali per tutti. Molto dipende dall’età dei partecipanti, dalle loro caratteristiche personali, dalla qualità energetica complessiva e da tante altre variabili. Idealmente si può pensare che, quanto più omogeneo è il gruppo, tanto più sarà possibile un lavoro efficace e intenso.

Tuttavia alcune “regole” per una buona conduzione sono state poste: il numero ottimale dei partecipanti dovrebbe variare da un minimo di 8-10 persone ad un massimo di 14-16 persone. E’ importante che il luogo sia luminoso, essenziale e insonorizzato, al fine di non connotare troppo l’ambiente e di permettere ai partecipanti di entrare meglio in contatto con il proprio Sé corporeo e la propria voce. Va da sé che non può esistere uno spazio privo di qualità e di tonalità espressiva, poiché esso è sempre una realtà fisica. E’ però essenziale che lo spazio fisico in cui si svolgono le classi permetta il più possibile di “rappresentare” un contenitore “simbolico”, in cui si possa entrare in contatto con sé e con il proprio tempo.

Il concetto di “tempo” è molto importante nelle classi: esso dovrebbe variare dai 75 ai 90 minuti ma ciò che si intende raggiungere è una percezione temporale propria, personale, una qualità temporale che permetta il contatto con la memoria del corpo e con i personali bisogni e piaceri. Non si tratta, dunque, di eseguire meccanicamente una serie di esercizi secondo un criterio che ha un tempo di inizio e uno di conclusione, ma di permettere alle persone di percepire gli aspetti qualitativi della loro espressione corporea e di trovare il loro personale tempo. Questa conquista personale si raggiunge, ovviamente, con l’esecuzione di particolari movimenti ed esercizi che il conduttore propone e imparando a far proprie le basi della bioenergetica: la concentrazione sul radicamento, la respirazione, la ripetizione ciclica di movimenti che seguono un processo determinato di contrazione ed espansione. Ma l’efficacia, o meglio, l’utilità ed il senso delle sequenze di esercizi è determinata sempre dalla valutazione soggettiva dei singoli partecipanti e ogni manifestazione di auto espressione è benvenuta.

Per questo motivo i partecipanti sono invitati ad accompagnare i movimenti con la loro voce, perché possano imparare a prendersi cura del proprio corpo e a porvi ascolto attraverso il sentire, compresa la propria voce e i propri suoni. Da un semplice suono urlato o emesso in modo volontario, non ancora integrato con la consapevolezza del vissuto, è infatti possibile, nel tempo e con la costanza del lavoro, integrare la qualità del suono con l’espressione emotiva sottostante e questo determinerà il vero piacere di un corpo libero.

Lo scopo delle classi di esercizi è, infatti, quello di aiutare la persona ad “arrendersi” al corpo, quindi al piacere di “esserci” ed il piacere è una risposta corporea.

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BIBLIOGRAFIA

• A.LOWEN, L.LOWEN, Espansione e integrazione del corpo in bioenergetica-manuale di esercizi pratici, Astrolabio – Ubaldini editore, Roma, 1979.
• A.LOWEN, Bioenergetica, Feltrinelli, Milano, 1975.
• L.MARCHINO, M.MIZRAHIL, Il corpo non mente, Frassinelli, 2004.
• M. STALLONE ALBORGHETTI, Bioenergetica per tutti,Universo Editore, 2007.

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