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La crisi picchia duro, anche in agricoltura

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La crisi picchia duro, anche in agricoltura. Per capire quanto, e soprattutto come uscirne, questa mattina la Provincia, in collaborazione con la Camera di commercio, ha incontrato le rappresentanze agricole per individuare le prime strategie anti-crisi. Il momento, infatti, è difficile anche per le circa 7.800 aziende agricole reggiane, in particolare per quelle della montagna e del comparto della zootecnica (che, grazie anche al Parmigiano-Reggiano, da sola rappresenta più della metà della produzione lorda vendibile), costrette a fare i conti con costi di produzione sempre più elevati e consumi in calo. Per non parlare dei problemi legati all'indebitamento, che anche in questo settore registra livelli elevati.

"Si è dunque deciso di agire soprattutto realizzando in tempi brevi un monitoraggio della situazione dell'agricoltura per identificare bene il livello, in quantità e qualità, della crisi, immaginare cosa potrebbe accadere nel breve-medio periodo e soprattutto capire in quale modo questo settore potrà avere un futuro a prescindere dalla difficoltà del momento, perché è a tutti evidente che l'attuale modello di agricoltura, pur avendo dato risultati gloriosi a livello mondiale, oggi non è più in grado di sostenere il confronto sui mercati globali", spiega l'assessore provinciale all'agricoltura, Roberta Rivi.

"E' una sfida che dobbiamo assolutamente raccogliere e vincere, perché Reggio Emilia senza l'agricoltura non sarebbe più Reggio Emilia, e la si vincerà solamente se, oltre alle economicità, si comprenderà il valore aggiunto di un mondo agricolo al quale è legata la tenuta del nostro paesaggio e del nostro territorio", ha aggiunto la presidente Sonia Masini, sottolineando comunque come "la Provincia, in questa situazione di grande difficoltà, oltre a sostenere le imprese, si stia impegnando a fondo anche per aiutare famiglie e persone, perché non intendiamo lasciare indietro nessuno".

E in questa sfida vuole giocare il proprio ruolo fino in fondo anche la Camera di commercio, che con il presidente Enrico Bini ha condiviso questa mattina l'importanza di "un monitoraggio puntuale della situazione, in quanto una crisi come quella attuale esige concretezza e non permette analisi vaghe".

Oltre a ciò, la Provincia intende promuovere tre distinti gruppi di lavoro (latte, vino e suini) per meglio individuare le priorità dei singoli comparti e le possibili innovazioni in grado di garantire un futuro alle aziende agricole anche oltre la crisi. Per quanto riguarda i problemi legati all'indebitamento, infine, nei prossimi giorni Provincia e Camera di commercio incontreranno i principali gruppi di credito presenti sul territorio, mentre ai parlamentari reggiani sarà chiesto di intercedere con il il Governo perché, così come avventuo in passato per altri settori, siano messe a disposizione del mondo agricolo risorse specifiche.