Don Giordano 34 / Anche senza la bici il pellegrinaggio mantiene lo stesso “ritmo”

E’ stata una giornata intensa quella vissuta ieri dai tre “pellegrini castelnovesi” ed anche senza la bicicletta don Giordano (e company) hanno dato fondo alle loro energie. Sveglia alle 6 del mattino e dopo un’abbondante colazione la visita ai luoghi sacri della città (naturalmente a piedi). Dopo una camminata di 3 chilometri l’arrivo al Getsemani, il giardino dove Gesù intento nella preghiera venne arrestato dai romani. Subito dopo la salita al Monte degli Ulivi (compiuta da don Giordano in bicicletta il giorno del suo arrivo) ed al cimitero ebraico che costeggia il lato est del monte. Non soddisfatti della lunga salita, il pellegrinaggio è continuato salendo alla sommità del colle dove si ricorda l’ascensione di Gesù ed attualmente di proprietà dei musulmani che in passato lo trasformarono in moschea.

Ripresa la strada verso Gerusalemme, è stata d’obbligo la fermata al luogo evangelico dove Gesù pianse per la sua città, per giungere poi alla chiesa della dormizione di Maria (di culto greco-ortodosso) dove secondo la tradizione morì (in un sonno non terreno) la madre di Cristo. Nuova salita ed altri chilometri per raggiungere il famoso Muro del Pianto, dove erano in corso una serie di celebrazioni ebraiche (quasi) paragonabili alla nostra cresima. Canti e balli facevano da contrapposizione alle preghiere dei tanti fedeli che si accostavano all’imponente cinta muraria talvolta lasciando dei biglietti contenenti preghiere dentro le fessure delle pietre. Altra salita per raggiungere la chiesa del Gallicantu, nota perchè Pietro vi rinnegò Cristo per tre volte.

Terza salita (Gerusalemme è formata da diversi colli sui quali sorgono i vari quartieri ed anche i luoghi di riferimento cristiano) per raggiungere la sala che venne ricostruita per ricordare l’ultima cena (denominata Cenacolo). Giusto per rimanere allenati nella camminata, i nostri pellegrini hanno poi visitato i quattro quartieri di Gerusalemme (arabo, ebreo, cristiano e armeno). Dopo una simile faticata, per poter riprendere le energie, il pranzo non poteva che essere a base di… pizza (forse un poco diversa da quella che solitamente siamo abituati a mangiare). Nel pomeriggio, invece, il ritorno al Santo Sepolcro per pregare e riflettere su quanto vissuto.

Nella giornata di oggi avverrà il trasferimento a Betlemme per visitare la città ed in particolare la basilica della Natività (dove nacque Gesù) e quella di Santa Caterina.

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