Home Cronaca Una ricercatrice brasiliana studia il caso di Succiso

Una ricercatrice brasiliana studia il caso di Succiso

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SUCCISO DI RAMISETO (29 giugno 2010) – Sotto l’Alpe di Succiso, sentire l’accento brasiliano non è cosa da tutti i giorni. Ma nemmeno casuale perché Maristela Stock, 43 anni, tre lauree, specializzazione in Marketing del turismo e dell´ospitalità, MBA in Gestione Strategica e Agri-Business, Membro del Corpo Volontari della OMT (Organizzazione Mondiale del Turismo – un´Agenzia delle Nazioni Unite) originaria di San Paolo, e attualmente un dottorato di specializzazione in turismo alla Universidad Antonio de Nebrija di Madrid, sta indagando nel mondo il tema del turismo cooperativo nelle comunità.

“E a Succiso – spiega Giuseppe Vignali, direttore del Parco Nazionale dell’Appennino tosco-emiliano – c’è l’esperienza della cooperativa Valle dei Cavalieri, che ha saputo fare della proprio attività il fulcro per il presidio e la vita di un paese che, diversamente, sarebbe scomparso. E, invece, questa forma imprenditoriale garantisce servizi fondamentali e, anche per questo, ospita uno dei centri visita del Parco Nazionale”.
“Il tema delle cooperative di paese legate al turismo – spiega Maristela Stock – lo sto comparando in Brasile, Messico e Italia”.

L’obiettivo di questo studio che ha intrapreso nel 2005?
“E’ una ricerca che ancora non era stata fatta prima d’ora. L’obiettivo dei miei studi è , oltre ad analizzare la gestione delle cooperative di turismo, è di proporre un modello che può essere replicable in più Paesi e, quindi, nel mondo”.
Quali esperienze ha già indagato?
“Una ventina in Brasile, nazione da cui provengo, ma sono stata molto anche nel Chiapas, in Messico, dove queste tipo di cooperative godono del sostegno dello Stato principalmente per le attività di promozione. Ne ho incontrate una quarantina in una zona ricchissima di parchi naturali. Ho intervistato cooperative nella selva e ora sono in Italia, in Emilia, a Ferrara, in Sicilia, nel Trentino…”.

L’incontro con l’Italia è avvenuto tramite l’´Università di Bologna – Campus di Rimini. Come ha conosciuto il caso di Succiso e perché questo tema è oggetto oggi di interesse?
“Maurizio Davolio, Associazione Italiana Turismo responsabile, mi ha presentato questo caso, suscitando il mio interesse, perché questo tipo di turismo (responsabile), a livello mondiale, è un tema che l’OMT affronta ai fini della riduzione della povertà”.
Quali requisiti deve avere?
“Deve essere un turismo responsabile, comunitario, sostenibile e sociale. In questo modo coinvolge la comunità locale e, possibilmente, le istituzioni (stakeholders). E’ questo il percorso attraverso il quale alcune, davvero, possono apportare migliorie al contesto dove sono inserite. L’America Latina in tal senso ha molte esperienze, in particolare e sopratutto quelle relative alle popolazioni indigene”.
Il Parco Nazionale ha rilanciato, dopo il convegno di Succiso, la proposta di una legge per favorire le cooperative paese, affiancandole alle cooperative sociali… per l’aggiudicazione diretta di servizi.

“Sicuramente una legge che favorisca la loro nascita sarebbe di grande supporto.
Quali i vantaggi di questo tipo di cooperative in Appennino?
“Beh i casi come quelli che incontro qui dimostrano che uno dei vantaggi è di combattere lo spopolamento, facendo rientrare i giovani nei propri luoghi di origine, aumentando l´offerta di opportunità di lavoro, e logicamente, generando nuovi impieghi e guadagni. E poi la cooperativa divenendo obiettivo condiviso di molte persone diventa strumento per lo sviluppo locale attraverso il turismo”.
Cosa la ha colpito di queste zone?
“Extasiada: ¡que bonito! Sono paesaggi meravigliosi, mi piacerebbe vivere qui. La tranquillità è incredibile e spettacolare. Per non parlare del cibo”.
Eppure di qui, alle volte, la gente fugge… “Sono problemi comuni a Brasile, Messico e tanti altri Paesi,… è per questo che occorre trovare una compensazione tra comunità che permangono e Stato per lo sviluppo”.