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Collagna: estorsione ad imprenditore edile, arrestato un 43enne abitante a Castelnovo ne’ Monti

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Il mancato pagamento di due cambiali lo ha trasformato in estorsore pretendendo però interessi usurari rispetto all’importo complessivo delle due cambiali scadute: sarebbero questi i probabili motivi che hanno trasformato un 43enne calabrese, abitante a Castelnovo ne’ Monti, in un incubo per un imprenditore edile di Collagna portandolo a macchiarsi di una serie di gravi condotte delittuose per le quali al termine delle indagini i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Castelnovo ne’ Monti l’hanno dapprima denunciato alla Procura reggiana e poi arrestato in esecuzione ad un provvedimento restrittivo di natura cautelare emesso dal Tribunale della Libertà di Bologna che accoglieva l’appello promosso dalla Dott.ssa Maria Rita Pantani, titolare dell’inchiesta, che ha condiviso con le risultanze investigative dei Carabinieri castelnovesi.

Tentata estorsione questa l’accusa indicata nel capo d’imputazione del provvedimento restrittivo di natura cautelare che nel tardo pomeriggio di ieri, 3 marzo, veniva eseguito dai Carabinieri del Nucleo operativo di Castelnovo ne’ Monti che procedevano all’arresto.

In carcere è finito Antonio Loprete, 43enne, originario di Isola Capo Rizzuto (KR) e residente a Castelnovo ne’ Monti. Secondo il capo d’imputazione avrebbe in più occasioni, mediante violenza e minaccia, compiuto atti diretti in modo non equivoco a farsi consegnare 14.000 euro da un imprenditore edile di Collagna. Atti e minacce consistite nel presentarsi direttamente alla vittima dicendogli che non aveva scrupoli e che sapeva dove abitava, nel telefonargli ripetutamente per fissare gli appuntamenti per la consegna dei soldi, minacciandolo, qualora non vi avesse provveduto, di appropriarsi della sua autovettura nonché, da ultimo, minacciarlo pesantemente con frasi del tipo “Vengo su e ti metto su una sedia a rotelle”, “Ti spacco la faccia”, “Portami 14.000 euro o ti ammazzo come un cane”.

L'indagine che ha portato il Pm Maria Rita Pantani a richiedere la misura restrittiva in premessa ha avuto origine dalla denuncia presentata a fine giugno 2010 dalla vittima, denuncia peraltro che si è inserita in un quadro di precedenti indagini svolte dai Carabinieri del Nucleo operativo di Castelnovo ne' Monti relativamente a presunte attività illecite poste in essere anche dall’odierno indagato, consistenti in particolare in attività di usura ed estorsione ai danni di imprenditori edili del comprensorio montano.

La denuncia dell’imprenditore edile riassumeva la vicenda di cui era vittima che l’aveva visto nel gennaio del 2010 aver emesso varie cambiali a favore di un terzo artigiano a pagamento di alcuni lavori edili effettuati per suo conto. L’artigiano successivamente aveva ceduto due cambiali, ciascuna del valore di 5.000 euro, ad Antonio Loprete, quale pagamento di un proprio debito nei confronti di quest'ultimo. Nonostante alla scadenza delle cambiali, il 31 marzo 2010, chi le aveva emesse non era in grado di pagarle, l'indagato poneva all'incasso con conseguente protesto. Seguivano vari contatti telefonici e incontri tra debitore e creditore con quest’ultimo che tenendo un atteggiamento aggressivo non esitava a minacciare l’imprenditore. In particolare il Loprete, nonostante le cambiali avessero il valore complessivo, come detto, di 10.000 euro, in un incontro avvenuto il 7 giugno chiedeva il pagamento anche degli interessi che sarebbero maturati, quantificati in 4.000 euro.

All’ultima condotta intimidatoria (“…portami i 14.000 euro o ti ammazzo come un cane”) la vittima sebbene impaurita ha trovato la forza di rivolgersi ai militari di Castelnovo ne’ Monti, presso i quali ha formalizzato la denuncia. Seguivano indagini anche di natura tecnica in conseguenza delle quali i militari acquisivano incontrovertibili elementi di responsabilità in ordine al reato di tentata estorsione a carico di Loprete. Riscontri investigativi quelli raccolti dai Carabinieri di Castelnovo ne’ Monti, coordinati dalla D.ssa Maria Rita Pantani, sostituto presso la Procura reggiana, che hanno portato all’odierno provvedimento restrittivo. Nella giornata di ieri i Carabinieri di Castelnovo ne’ Monti, ricevuta l’ordinanza applicativa della misura cautelare restrittiva, vi davano esecuzione arrestando l’uomo che veniva condotto in carcere.

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2 Commenti

  1. Complimenti sia ai Carabinieri di Castelnovo ne’ Monti che alla dott.ssa Pantani che all’imprenditore che ha avuto il coraggio di denunciare. E’ ora di ripulirci da questi “re Mida” dell’edilizia.

    (M.M.)

  2. Mi associo ai complimenti sia all’imprenditore sia alle forze dell’ordine per aver parlato il primo e per l’azione intrapresa qualche mese fa dalle forze dell’ordine. Il problema usura è un problema difficile da mettere in evidenza ma è un problema che esiste. A mio avviso si può collegare ad altri fenomeni come spaccio, racket, prostituzione e infiltrazioni della malavita nel tessuto economico e sociale della nostra provincia. Dobbiamo reagire e aiutare chi ha intenzione di parlare. Qui da noi c’è troppa omertà, questo per paura di conseguenze forse non ci sentiamo tutelati abbastanza, forse c’è chi fa affari con queste persone. Tendiamo a dimenticare rapidamente questi fenomeni. Chi sa non parla, chi vede certe cose non prende le distanze. Chi fa affari con questa gente continua a farli. Forse sono considerazioni, le mie, che possono disturbare un po’, ma guardate che anche in montagna bisogna tenere gli occhi aperti, bisogna segnalare, bisogna tenere alta l’attenzione su tutto quello che succede. Grazie.

    (Enrico Bini)

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