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Di nuovo Casa Nostra. A Felina incontro :”Chiamarlo amore non si può”

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Di nuovo Casa Nostra.
Casa Nostra, la Casa di Don Artemio, tornerà ad essere viva, abitata e soprattutto luogo di speranza. Questo è quanto la Fondazione si propone. E di cui tutta la comunità di Felina, ma non solo, potrà essere orgogliosa. Ora però- affermano i promotori- dobbiamo cominciare a chiederci cosa vogliamo fare.Di cosa può fare la comunità. E del perché si è scelto di occuparsi di donne e minori. Raccontano di un incontro “illuminante” in una visita alle case d’accoglienza della Cooperativa Madre Teresa, e da lì il desiderio di credere che il sogno di Don Zanni possa tornare a vivere. Il progetto prevede la possibilità di creare una struttura, o meglio una casa, non di prima accoglienza,un luogo per aiutare donne e bambini a ricostruirsi, a credere di nuovo nel futuro.
Per farlo ha bisogno di tutta la comunità parrocchiale e non, di persone che possano contribuire e partecipare. Intanto è importante cominciare a parlarne. Concretamente. Anche del perché la violenza non ha confini, né passaporti ed è presente anche nei nostri luoghi tranquilli. Solo che rimane nascosta. Se ne parla, si sussurra, e a volte la si giustifica. Oppure si sa ma si preferisce guardare da un'altra parte. Tanto sono fatti degli altri. Per non continuare a fare finta e per cominciare a distinguere è davvero importante partecipare all’incontro – dibattito con la Dott.sa Maria Stella D’Andrea che si terrà il 20 maggio ore 21 nella Cappella di Casa Nostra a Felina che verrà riaperta per l’occasione.
Luogo di radici e ricordi di casa.

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