“Si doveva fare di più”

Continua il dibattito attorno all'appalto relativo alla sistemazione del vecchio campo sportivo comunale di Castelnovo ne' Monti. Riceviamo e di nuovo pubblichiamo dal capogruppo di "Persone e montagna" Federico Tamburini.

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Il sindaco Marconi continua a stupirsi che ci si possa interessare alle gare d’appalto, che si chieda trasparenza e che si possano criticare le scelte politiche alla base di ogni iter tecnico legato ai lavori pubblici di cui detiene la delega. Proviamo a spiegarci meglio dicendo che la richiesta di accesso agli atti si deve leggere a compendio di un ragionamento più ampio che risiede nella responsabilità politica delle scelte. Quando si profila  la possibilità di appaltare un'opera pubblica significativa (circa 400.000 euro) crediamo che la prima preoccupazione dell’Amministrazione del comune capofila della montagna reggiana  sia quella di coniugare l’esigenza del rispetto del Codice degli appalti con la necessità fisiologica di favorire, nel profondo rispetto delle norme, l’accesso alla gara di quante più aziende del territoriosia possibile.

Questo non  è avvenuto perché  sono mancate la volontà e la capacità politica di qualificare ed indirizzare  il percorso tecnico tarandolo su modalità che aprissero le porte alle aziende montane. Di fatto la scelta di indicare nel bando la categoria prevalente SOA “OS6” (finiture di opere generali in materiali lignei, plastici,metallici e vetrosi) ha chiuso le porte ai montanari.

Sarebbe stato sufficiente indicare la categoria prevalente OG1 (edifici civili ed industriali) e scorporabile la categoria“0S6” per includere le medie e piccole imprese della montagna che avrebbero potuto associarsi temporaneamente (ATI) e partecipare alla gara. Va da sé che la specificità della categoria SOA “OS6” avrebbe trovato riscontro nell’istituto dell’avvalimento che consente al concorrente di una gara d’appalto di attestare il possesso dei requisiti di qualificazione richiesta facendo riferimento ai requisiti stessi inerenti la sfera giuridica di un  altro soggetto purchè associato anche solo temporaneamente.

Purtroppo così non è stato e la critica all’amministrazione non è indirizzata ai tecnici che hanno sicuramente operato nel pieno rispetto delle istruzioni ricevute e dei dettami sugli appalti, ma è politica, al sindaco con delega ai lavori pubblici e alla giunta, per non aver saputo creare i giusti presupposti perché il lavoro rimanesse in montagna. Di questi tempi non è poco.

A conclusione del ragionamento, in palese contrasto con l’intervento del sindaco Marconi caratterizzato da genericità, superficialità ed approssimazione, riportiamo di seguito dati certi sui quali ognuno saprà valutare e considerare.

Gara: 34284098  GRADUATORIA – OFFERTA VINCENTE

1) C.M.E. Consorzio Imprenditori Edili, ribasso 25,28%;

2) VENTURELLO ROMOLO SRL, ribasso 16,10%;

3) BI SPORT SPA, ribasso 11,00%;

4) UNIECO SPORT SPA, ribasso 3,05%;

5) C.M.B. Soc. Coop., ribasso 2,20%;

6) NECTON Soc. Coop., ribasso 1,80%;

7) TECTON Soc. Coop., non presentata

8) COOPSETTE Soc. Coop., non presentata.

(Fonte SITAR)

(Federico Tamburini, "Persone e montagna")

 

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2 Commenti

  1. Io invece mi stupisco per il fatto che nessuno si ponga questa elementare domanda: “Nella situazione data è logico spendere 400.000 euro per costruire un campo di calcio sintetico a Castelnovo ne’ Monti?”.

    (Armido Malvolti)

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  2. Certo, è vero. Per favorire potevano porre come obbligatoria l’appartenenza alla categoria “caseifici”, così magari facevamo il primo campo al mondo in tosone.

    (Commento firmato)

    Rispondi

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