Al Teatro Bismantova mostra del pittore Cesare Calvi

Si terrà al Teatro Bismantova di Castelnovo ne' Monti una mostra del celebre pittore Cesare Calvi, in memoria di Don Vittorio Chiari che verrà inaugurata ufficialmente il 16 dicembre alle ore 18,30 alla presenza dell'artista, di personaggi del mondo della cultura e delle autorità civili e religiose.  Saranno esposti quadri in tema con la vita ed il messaggio del sacerdote salesiano, i cui i proventi andranno per il costruendo nuovo oratorio della Pieve del capoluogo montano, che sarà  intitolato alla sua memoria. La mostra sarà aperta fino all'11 febbraio 2012, Madonna di Lourdes, giorno anniversario della sua morte. 

Si avvicina il primo anniversario della scomparsa di Don Vittorio Chiari, 11 febbraio, Madonna di Lourdes, e l’oratorio Don Bosco della Parrocchia di Santa Maria Assunta in Castelnovo ne’ Monti, con il patrocinio del Comune di Castelnovo ne’ Monti,  della  Sottosezione Unitalsi di Castelnovo ne’ Monti, del Gaom, della Comunità montana dell’Appennino reggiano, dell'Ufficio di pastorale giovanile della Diocesi di Reggio Emilia e del Teatro Bismantova, ha pensato di onorarne la memoria con un' iniziativa artistica e nel contempo benefica: una mostra di opere dell'artista Cesare Calvi, che si terrà al Teatro Bismantova di Castelnovo ne' Monti dal 16 dicembre 2011 all'11 febbraio 2012: quadri originalissimi denominati "contenitori  d' anime", con frasi e pensieri del sacerdote salesiano, i cui proventi andranno per il nuovo costruendo oratorio della Pieve.

"A quasi un anno dall'improvvisa scomparsa di don Vittorio" - dicono gli organizzatori della mostra -  "la mente è ancora attraversata da ricordi vividi e gioiosi, mentre nel cuore la ferita del repentino distacco continua a sanguinare. Ci manca il suo sorriso, la sua semplicità, la sua energia la forza delle sue parole. Troppo grande il dono di averlo conosciuto, di aver sognato insieme, di saperci amati dal suo grande cuore. L'amore per la bellezza, la fiducia nell'amicizia e la passione educativa per i ragazzi (soprattutto quelli 'guasti'), sono doni che don Vittorio ci ha trasmesso con insolita semplicità e che non possiamo lasciar cadere. Questa mostra, frutto di mesi di generoso lavoro dell'amico Cesare Calvi,  che ringraziamo col cuore per questo dono, ci ripropone in modo vivo e plastico la memoria che dobbiamo custodire.  In questi 'contenitori d'anima' non c'è solo la cura dell'espressione estetica che si libra nell'oggettualità degli elementi, ma trovano posto il mistero della vita e l'enigma della sofferenza che l'accompagna. E nei giorni cupi della croce, quante volte don Vittorio ci è venuto accanto, come il Cireneo, per portarla con noi".

"Don Vittorio – è detto nella prefazione di presentazione della mostra -  era rapito dall'estasi della bellezza; si sentiva contagiato dalla sua efficacia medicinale nel lenire la sofferenza. Era cosciente della forza interpretativa che l'arte sprigiona di fronte alle pagine oscure e indecifrabili dell'esistenza. Nessuno può testimoniarlo quanto Cesare, che ha accompagnato con il suo genio artistico molti giorni della vita di don Vittorio e ha contrassegnato con il suo tratto originale i libri, gli oratori, gli spettacoli e le chiese dove l'amico salesiano è passato. Per don Vittorio la bellezza è il balsamo di Dio sulle ferite dell'umanità e proprio dal suo servizio educativo ai ragazzi difficili è scaturita una intensa ricerca di oasi di bellezza in cui Dio stesso, supremo artista della creazione, si prendesse cura dei pellegrini stanchi dalle prove del cammino".

"Don Vittorio  - proseguono gli organizzatori - amava l'amicizia: quante serate passate attorno alla tavola a condire di belle ristate momenti di intensa comunione! Le sue amicizie costituiscono una rete amplissima e diversificata, che si ramifica in anfratti inaspettati, stringendo legami tra persone umili e modeste e grandi personaggi della vita pubblica e sociale. Una rete straordinaria e indecifrabile, che non ha mai tenuto per sé, ma di cui ci ha sempre reso partecipi. Da strade diverse ci ha fatti incontrare, arricchendoci dei doni gli uni degli altri, componendo le differenze con l'abilità di un saggio amministratore che conosceva più la generosità che la matematica, più la fiducia che il calcolo. Ecco perché non è insolita la mostra di un artista bergamasco all'ombra della Pietra di Bismantova e ci appare un fatto naturale, quasi 'di famiglia'. Da Treviglio a Sondrio, da Arese a Reggio, da Castelnovo Monti alla val Formazza, don Vittorio ha saputo fondere strade diverse in un solo cammino. E glie ne siamo grati. La passione per i giovani era il tratto che più di ogni altro lo trasfigurava: ormai più che settantenne, riusciva ancora a vibrare intensamente di fronte al tumulto di passioni che abitano il cuore dei giovani. Gli oratori, le case, le comunità in cui è passato portano impressi i segni di questa energia e di tanta passione educativa. Nella sua camera d'ospedale, l'ultimo pulpito da cui ci ha lasciato l'omelia più impegnativa, sul comodino teneva il progetto del nuovo oratorio di Castelnovo ne' Monti. Lo mostrava a tutti con orgoglio e abbiamo fatto grandi sogni su quel disegno nell'ultima visita a pochi giorni dalla morte. Grazie ancora a Calvi per questa mostra e a tutti quelli che stanno lavorando perché quel sogno diventi realtà. Siamo certi che qualcuno lassù non ha smesso di darsi da fare".

Alcune brevi note riguardo all'artista Cesare Calvi tratte da un scritto di Don Chiari: “Cesare Calvi è un solitario: non solo per il rigore della vita, l’onestà degli intenti, ma per l’amore che porta alla materia, per la voglia di profondo, che non lo fa mai sentire tranquillo in superficie, più torrente che lago alpino… Non vi è opera d’arte che non viva di pianti, che non sappia di sudore e tali sono quelle uscite dalle mani, dal cuore e dalla fantasia di Calvi”.

Sempre riguardo a Calvi, ecco un commento di critica d'arte di Rino Bertini: "In questi ultimi lavori, creati appositamente per ricordare Don Vittorio a pochi mesi dalla sua 'uscita di scena', Cesare è particolarmente ispirato, sembra non voler riposare, tanta è la necessità di trasferire nei poveri materiali che utilizza tutti i personaggi che hanno popolato la vita di Don Chiari. Naturalmente c’è la donna a cui Vittorio ha dedicato pagine bellissime e che sempre ha messo al centro del suo messaggio  evangelico, sottolineando come “senza la donna, sembra che anche Dio sia triste”. Cesare Calvi ha voluto, nei suoi pacchi di cartone, “i piccoli contenitori d’anima, mettere accanto alle immagini dolcissime delle madri i pensieri di Vittorio, non è solo un omaggio all’amico sacerdote, ma il desiderio di trattenerlo ancora per un po’ lì, nel suo studio, a consigliarlo, a ispirarlo, a dargli coraggio per dare voce a cose inanimate, cavando da esse quel tanto di mistero e di magia che  esse racchiudono: “All’origine del prete c’è sempre una donna, una madre; un solo segreto, l’amore… L’amore è la vocazione della donna, chiamata a esistere per essere amata e ad amare… L’uomo solo attraverso l’amore potrà conoscere il mistero che Dio ha posto nel cuore della donna… L’ immagine dolcissima della madre che accoglie tra le sue braccia il  bimbo è l’immagine di Dio che è padre e madre”.  Le parole di Vittorio stanno ovunque e ci ricordano quanto bene ci ha voluto, ma non meno importante è stato per l’artista metterli nelle sue opere perché tutti possano farne tesoro".

Orari di apertura della mostra: nel giorno dell'inaugurazione, venerdì 16 dicembre, dalle ore 18,30. Poi tutte le sere dalle ore 20 alle ore  23 - nei giorni in cui il teatro è aperto per cinema o teatro - e nei  giorni festivi e prefestivi dalle ore 16 alle ore 19.

 (Lorenzo Calabrese)

 

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