Home Società E’ fornaia, ma organizza lo Scusìn di Vetto

E’ fornaia, ma organizza lo Scusìn di Vetto

10
2
Scusìn d'antan, sulla destra un "vettese tipico" alla prese con lo Scusìn (foto Benito Vanicelli - Tuttomontagna)

Non paga di aver vinto il premio per il presepe più bello, Clarice Mabilli punta anche alla Pasqua e, naturalmente, lo fa con un altro simbolo della tradizione: lo Scusìn. Che, per sabato 7 aprile, organizza nella sua Vetto dalle ore 10 presso il largo Canova.

Una giornata davvero particolare (salendo da Reggio il primo suggestivo slargo sulla sinistra) nello spazio della Canova, perché oltre ad ospitare il tradizionale scoccino per grandi e piccini proporrà una sfiziosa giornata gastronomica. Da un lato gnocco fritto, frittelle di mele, bevande e musica, dall’altro la proposta di prodotti tipici del luogo, dal Parmigiano Reggiano al Pecorino dell’Appennino Reggiano sino ai prodotti di panetteria.

Le regole, conosciute ai più, prevedono che due concorrenti facciano picchiare l’uno contro l’altro le punte di uova sode colorate, rigorosamente di gallina, anche se in passato le uova di faraona “cammuffate” erano motivo di accese dispute. Se si gioca in più di due ci si dispone in cerchio: chi rompe l’uovo dell’altro, oltre ad accaparrarsi l’uovo rotto, ha il privilegio di colpire anche il concorrente successivo dall’alto e il “nemico” terrà l’altro uovo immobile di sotto. Vietatissimo provare a colpire l’avversario di lato, pena la perdita dell’uovo campione. “Un gioco semplicissimo ma che ha dell’irresistibile” commenta chi lo ha provato. Sarà anche per tutte quelle uova sode sono rigorosamente colorate (ora di blu, di rosso, ma anche di verde o arancione), preferibilmente con colori naturali, derivati da erbe o sostanze aromatiche.

Con una curiosità: l’organizzazione, per una volta, è fatta esclusivamente da un privato. “Era una iniziativa iniziata quasi per scherzo – racconta Clarice – e che oggi mi è stata chiesta di fare diventare lo Scoccino del paese. Ho accettato volentieri, credo che non possa mancare questa tradizione nel mio comune”. Da non perdere.


2 COMMENTS

  1. Ma come vi permettete di definire l’autore di “da Curbelì quel dal vin… touch in piasà a far scusin” un vettese…?? L’Artista è castelnovese!!! Peraltro intento a gestire “il giro” in “piazza di sotto” di fronte alla “bottega del vino” e al Bar di “Rigo” con la macelleria di “Nino Redeghieri” sullo sfondo… (mi sembra che il signore alla sua destra sia il Signor Paglia, con cravatta sulla sinistra l’eroico Tacito “Tarzan” Bagnoli e la signora in mezzo la mia “Gippa”)… Chiaramente “il vettese tipico” è una battuta ma troppo ghiotta l’occasione per ricordare con il sorriso…
    Augurando buon divertimento a tutti i vettesi…..

    (Un castelnovese)