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  1. Lascio a Savino la spiegazione più sicura, ma per quel che sapevo io, “scusin” non deriva da scuotere, ma da “coccia”, cioè “guscio”: coccio dal latino concha conchiglia cocceus, concheus, coccia. Guscio della lumaca e di altri testacei. Guscio dell’uovo. “Scusin” è rompere il guscio.

    (Normanna)

  2. Complimenti alla signora Marisa per la bella foto e a coloro che hanno dato voce alla sapiente discussione. E, visto che sono stato tirato per la giacca, provo a esprimere la mia opinione basata su quel poco di esperienza acquisita, grazie alla cocciutaggine che mi distingue. Intanto cominciamo male. Il vocabolo non viene riportato dagli etimologi che ho a disposizione: Devoto, Colonna, Rusconi, Bolelli, Pianigiani, Tommaseo. Non la cita neppure lo Zingarelli (edizione Mondolibri del 2003), mentre il Palazzi riporta Scoccina (proprio il gioco in questione) senza analizzarne l’etimologia. Questo si può spiegare solo in un modo: il termine non è nato in italiano ma è la traduzione a naso del dialettale Scusîn, fatta in un periodo in cui tutto veniva italianizzato all’incirca, un tanto al braccio. In dialetto quindi il termine può essere solo la trasformazione di un’analoga voce latina, popolare/popolana, avvenuta quassù, lontano da Roma, dove le parole perdevano la classicità ma acquisivano una grafia e soprattutto un suono locale caratteristico. Senza perdere d’occhio la versione che fa derivare il nostro termine da quello latino Concha = conchiglia, guscio di lumaca, ecc…, personalmente preferisco partire da excussus, participio passato di excùtere, che ha tra i significati anche quello di sbattuto, come capita nel gioco dello scoccino. In dialetto esiste poi un altro termine, scödre, che riguarda sempre l’uovo osservato nel momento di schiudersi, di aprirsi, e quindi di rompersi. E a questo punto l’uovo diventa scòs. Il nostro gioco, alla fine, ha lo stesso effetto.

    (Savino)