Canile in montagna / “Amministratori, più memoria”

Riceviamo e pubblichiamo.

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• 16/12/2008: su segnalazione del sindaco di Castelnovo ne’ Monti Marconi la Comunità montana delibera l’acquisto del terreno in località Croce della signora Tagliati (pagamento del 50% del prezzo pari a 12.500 euro), terreno, a detta degli addetti ai lavori, perfetto per il canile.

• Il progetto del canile era già stato fatto dalla Bonifica Bentivoglio Enza due anni prima!

Da allora il caos! Tutti vogliono speculare su tutto… e la cronaca si trova sui quotidiani…

• Oggi la Signora Tagliati, pur di vedere costruire il canile, sarebbe disposta anche a rinunciare alla metà dovutagli.

Perché i nostri amministratori non la smettono di voler trovare luoghi diversi, trovare associazioni diverse per la gestione, addirittura ricercate nella bassa reggiana, progettisti diversi, pur di far guadagnare amici e conoscenti?

Sindaco Marconi, non pensa che costi un po’ troppo (più del doppio) alla collettività il suo cambio di opinione?

Non sarebbe più ONESTO mantenere gli impegni presi e creare, con il progetto della Bentivoglio e il terreno già acquistato, il canile intercomunale della montagna!

Un po’ di vergogna non c’è proprio per i nostri amministratori, un po’ di coscienza civile, no, nemmeno un po'?

(Anna Canovi, Reggio Emilia)

 

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8 Commenti

  1. Gentile Signora Canovi, lasciando da parte le sue volgari, strumentali ed inesatte affermazioni (al limite della querela, ma per il momento non ne vale proprio la pena), Le ribadisco con pacatezza e cortesia che non è possibile e non lo sarà mai costruire il canile comprensoriale alla Croce di Castelnovo ne’ Monti. Come Lei ben saprà tutta la popolazione della zona (Croce, Ca’ del Cavo, Campolungo, Noce, Berzana, ecc.) è fermamente contraria alla localizzazione del canile. A parte ciò non ci sono assolutamente le condizioni ambientali, paesaggistiche e tecnico-legali (problemi di distanza da abitazioni ed insediamenti produttivi; non ci sono i limiti acustici per i rumori prodotti dal canile, ecc.) per la sua realizzazione. Il Comune di Castelnovo ne’ Monti ha proposto altre localizzazioni (almeno altre 3) che purtroppo, come alla Croce, non hanno i requisiti necessari e previsti dalla normativa vigente per potere ospitare il canile.
    Cordiali saluti.

    (Gian Luca Marconi, sindaco)

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  2. Egregio Signor Sindaco, la sua risposta mi lascia perplesso! Avete firmato un compromesso per l’acquisto del terreno alla Croce, con relativo pagamento del 50% del prezzo pattuito, senza verificare preventivamente che avesse i requisiti richiesti dalla normativa? Non sono d’accordo nemmeno sul fatto che il parere della popolazione sia vincolante; vogliamo fare come a Napoli dove non si fanno gli impianti per lo smaltimento dei rifiuti perchè gli abitanti si oppongono? Penso che quando un provvedimento è necessario per motivi quali la salute pubblica e un comune senso civico vada anche imposto o in alternativa deve essere proposto e discusso da tutta la popolazione del territorio interessato (quindi tutta la montagna, non solo la Croce o Ramiseto, ecc.).

    (Luciano Franchini)

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  3. Purtroppo i cani abbandonati sono un grosso costo e un peso troppo rilevante per la società odierna. Molti proprietari di animali non hanno la coscienza di un comportamento civile nei riguardi del loro prossimo, sia per la frequente leggerezza nel lasciarli circolare senza protezione alcuna (mancanti di museruola e guinzaglio), su territorio pubblico o altrui, sia per la massima disinvoltura con cui spesso vengono abbandonati appena compaiono i primi segni di cedimento o di ingombro. Una raccomandazione a TUTTI! Mai regalare un cane o un gatto! Potrebbe, dopo poco, essere abbandonato in strada! I costi dei canili dovrebbero essere distribuiti equamente fra tutti i possessori di cani, e, visto che paghiamo sempre di più per lo smaltimento rifiuti, la nettezza urbana e l’acqua, anche i cani dovrebbero essere conteggiati nei relativi costi, in quanto facenti parte di questo sistema. Il sindaco dott. Marconi ha il mio pieno appoggio: visto che siamo ancora in democrazia, se la maggioranza dei suoi cittadini non vuole il canile è doveroso che lui si attenga al loro volere; così dovranno fare anche gli altri sindaci investiti di questa onerosa carica!

    (Commento firmato)

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  4. Gentile Signor Franchini non ho mai personalmente firmato alcun compromesso.Ho semplicemente segnalato su indicazione di un mio assessore e di alcuni volontari di aiut appennin alla comunità montana ,di cui allora non ero amministratore,la disponibilità(andava ovviamente verificata la fattibilità) di una cittadina del mio comune a vendere il suo terreno per fare il canile.Il progetto di massima , generico per qualsiasi luogo della bonifica, era antecedente alla disponibilità della signora di Castelnovo Monti. Venuto a conoscenza della firma del compromesso ho scritto lettera protocollata alla Comunità montana in cui manifestavo i dubbi sulla fattibilità (distanza dagli edifici esistenti e problemi acustici come poi è avvenuto) e quindi la contrarietà della amministrazione castelnovese.La Signora in oggetto poi ,visto che vendeva solo se si faceva il canile(sono sue ripetute affemazioni)preso atto che non si può fare non avrà problemi a rescindere coerentemente il compromesso e a restituire la somma ricevuta in acconto dalla Comunità montana .D’accordo con lei che il canile debba interessare a tutta la popolazione della montagna;le assicuro inoltre che le amministrazioni del nostro territorio, che spendono ogni anno 250.000 euro per i propri cani(ormai indipendentemente da dove sono “ricoverati”), hanno molto a cuore la salute pubblica dei propri cittadini e stanno lavorando per risolvere anche il problema del canile.
    Buon pomeriggio

    (Gian Luca Marconi)

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  5. La ringrazio per la Sua risposta chiara ed esauriente.

    (Luciano Franchini)

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  6. Per risolvere la problematica dei cani randagi, 250.000 euro sono moltissimi. Vorrei dare un suggerimento. Con questa cifra, se fossi nei panni del sindaco, assumerei un addetto al controllo delle realtà canine sul territorio, che imponga i microchip e che, sistematicamente, tenga controllata la situazione. Forse si spenderebbe meno e si risolverebbe di più.

    (F.G.)

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    • A me piace la sua proposta… Sarebbe un posto di lavoro fortunato… Con non moltissimo da fare… Io abito qui da 40 anni e i cani randagi che ho visto saranno… 10 al massimo.

      (MG)

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  7. Perchè spendere 2 milioni di euro e più, per costruire un canile, quando a detta di M.G. i cani randagi sono così pochi? Leggendo attentamente il commento di F.G. mi sembra di aver capito che si dovrebbero monitorare anche i cani di proprietà spalmati sul territorio, perchè, nell’eventualità un domani diventassero randagi, si potrebbe risalire subito al padrone… vero? Probabilmente la soluzione migliore è proprio questa! Complimenti! Se poi si aggiungesse una equa tassa su ogni cane posseduto sarebbe veramente una soluzione ad hoc.

    (Commento firmato)

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