Lavoro: stop a studenti e pensionati nei campi


Con la riforma dei voucher non sarà più possibile per pensionati, studenti e cassintegrati della nostra provincia e non solo arrotondare il proprio reddito con le campagne di raccolta di frutta, verdura o uva con i voucher, come hanno fatto fino ad ora dall’estate 2008. È l’allarme lanciato da Coldiretti Reggio Emilia in vista delle imminenti campagne di raccolta in agricoltura.

Sono almeno duecentomila i giovani che hanno trascorso la scorsa estate a lavorare nei campi per le attività di raccolta di frutta, verdura e nella vendemmia.

Nella stagione 2011 le aziende reggiane di Coldiretti hanno staccato oltre 14.000 voucher coinvolgendo 450 lavoratori per un valore complessivo di 140.000 euro. L’uso dei voucher rappresenta a Reggio Emilia circa il 60% delle assunzioni e sono utilizzati in media per un 75% nella vendemmia, 25% nella raccolta stagionale di frutta ed il restante 5% nella attività di campagna come la potatura. Dallo scorso anno si è conquistata una quota anche per le assunzioni di personale addetto alla vendita nei mercati contadini.

Ora l’emendamento presentato dai relatori al ddl di riforma del mercato del lavoro del Ministro Elsa Fornero cancella di fatto i voucher in agricoltura poiché limita l’uso dei buoni alle sole imprese di autoconsumo, senza contabilità, sotto i 7000 euro di fatturato. Secondo la Coldiretti sarebbe profondamente sbagliato e incomprensibile procedere a modifiche specifiche della normativa lavoristica del settore essendo le rappresentanze delle imprese agricole le uniche ad essere state escluse dal tavolo di confronto durante l’iter di definizione del disegno di legge sulla riforma sul lavoro.

«I voucher hanno rappresentato un’opportunità di integrazione del reddito – continua Marino Zani presidente della Coldiretti reggiana – per pensionati, casalinghe e lavoratori in cassa integrazione e mobilità in un momento di assoluta difficoltà e per gli studenti la possibilità di un primo impiego nella piena trasparenza del rapporto di lavoro. Hanno rappresentato un’opportunità sociale nella lotta al lavoro sommerso ed una occasione occupazionale per molti oltre che uno strumento di grande semplificazione burocratica, soprattutto in agricoltura».

«In un momento di difficoltà – continua Giovanni Pasquali direttore Coldiretti Reggio Emilia – riteniamo sia un atto di responsabilità difendere uno strumento che vede tra i maggiori utilizzatori proprio la nostra regione, che non merita provvedimenti che potrebbero compromettere il futuro della propria agricoltura. Oltremodo ora con la distruzione che ha subito in seguito al terremoto parte del territorio regionale, tra i maggiori utilizzatori dei voucher per la raccolta della frutta».

Nell’agricoltura emiliano romagnola – informa Coldiretti – vengono utilizzati circa 700 mila voucher su un totale di oltre 3 milioni utilizzati in tutta la regione.

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