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Quali aspetti considerare per investire?

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Il percorso fatto insieme su queste colonne ci ha portato ad evidenziare una serie di regole di base che devono guidare il nostro approccio agli investimenti, ma quali sono i trend di lungo periodo, i grandi cambiamenti che segneranno il prossimo decennio?
Se sapremo individuarli ed orientare le nostre scelte di investimento coerentemente con gli sviluppi in corso e futuri avremo gettato le basi per solidi e soddisfacenti ritorni.
Certo non è facile prevedere il futuro, ma se analizziamo quanto successo nell’ultimo decennio e lo integriamo con le stime di crescita di autorevoli organi quali ad esempio il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) ricaviamo degli interessanti spunti di riflessione e possiamo focalizzare la nostra attenzione su un primo trend: crescita dei mercati emergenti.
Secondo le stime del Fmi il prodotto interno lordo (Pil) dei mercati emergenti crescerà al doppio della velocità dei mercati sviluppati e questa crescita rappresenterà una grande opportunità di investimento in questa area.

Pil, il grafico sui paesi emergenti

 

Cina, India e Brasile non sono più oggi mercati di nicchia di piccole dimensioni, ma a tutti gli effetti economie globali di primaria importanza in pieno boom economico. Un decennio fa, la lista delle prime 10 economie mondiali era dominata dai paesi sviluppati. Nel prossimo decennio si stima che cinque delle prime dieci economie mondiali saranno rappresentate dai mercati emergenti con la previsione che la Cina sostituirà nel giro di qualche anno gli Usa nel ruolo di maggiore economia globale.

La crescita dei mercati emergenti sta alimentando un altro grande trend globale: crescita della classe media. Nel passato, gran parte della popolazione mondiale aveva difficoltà a soddisfare bisogni primari (acqua, cibo, riparo). Già nel 2006 oltre metà della popolazione mondiale è stata classificata dal The Economist come appartenente alla classe media e, specie nell’area emergente assistiamo ad un forte e costante incremento dei consumi interni. Si stima che oltre l’80% dell’aumento della domanda globale proverrà dall’Asia.

Secondo una stima dell’Osservatorio internazionale del lavoro (Oil) l’Asia ha più consumatori dell’Europa, del Nord America, dell’America Latina e dell’Africa messe insieme.
Nei mercati sviluppati c’è una saturazione dei prodotti che alimenta una ricerca continua del nuovo per sostenere la domanda. Circa l’80% degli americani possiedono già un auto e il 90% un cellulare. E’ chiaro che su questi livelli il tasso di domanda fa fatica a crescere. Questo non significa che non si possa investire in America e/o in Europa ma certo è probabile che le aziende europee ed americane che avranno una maggiore crescita sono e saranno quelle fortemente orientate all’export nelle aree emergenti piuttosto che rivolte al mercato interno.
Sia a livello di stock picking che di fund picking, cioè nella selezione dei prodotti di investimento che andremo ad inserire nei nostri portafogli sarà opportuno tenere conto di questi aspetti.
Ma abbiamo una altro grande trend globale da tenere in considerazione: allungamento della vita.
L’accresciuta prosperità ed una migliore qualità della vita stanno contribuendo significativamente anche ad allungare l’aspettativa di vita in linea con l’aumento delle spese nel settore salute.
La crescita di beni e servizi nel settore sanitario la possiamo riscontrare nella nostra quotidianità ma rappresenta un tema globale che alimenterà interessanti investimenti nel settore.
Infine una altro tema che merita la nostra attenzione è l’incremento dell’urbanizzazione.
Come è successo anche in Italia con il progressivo abbandono della montagna verso la città, questo fenomeno si sta diffondendo a livello globale e le stime dello State of the World’s Cities ci dicono che quasi il 70% della popolazione mondiale vivrà in aree urbane entro il 2050.
L’urbanizzazione globale comporterà l’aumento della domanda in diverse aree: trasporti, edilizia, servizi, commodity e tecnologia. Secondo McKinsey Quaterly la domanda di risorse naturali salirà almeno di un terzo del prossimo decennio.
In sostanza, la crescita della produzione e dei consumi nelle nuove economie emergenti creerà delle opportunità di investimento particolarmente appetibili che dovremo cercare di cogliere affidandoci nella scelta a quelle professionalità che hanno dimostrato adeguate competenze nelle aree specifiche.
La globalizzazione guiderà i mercati e sempre di più sarà necessario diversificare i nostri investimenti ampliando i confini e ricercando le opportunità in quelle aree geografiche e settori che di volta in volta alimenteranno i maggiori tassi di crescita.
A fronte di una maggiore correlazione fra le imprese e le economie di tutto il mondo, dovremo muoverci diversificando aree, settori e stili di gestione ricercando sempre la migliore qualità ed efficienza e pianificando le nostre scelte il più possibile in linea con i trend globali per far si che la crescita globale possa tradursi anche nella crescita del nostro capitale investito.
Coerentemente con questa visione e viste le molte incertezze che i mercati attuali alimentano nella prossima puntata a focalizzare la nostra attenzione su strategie di investimento a cedola ed attraverso piani di accumulo che rappresentano un efficace sistema di controllo e stabilizzazione dei nostri flussi finanziari e possono esserci di aiuto per gestire i rischi dettati dall’emotività.