Storia assurda di “ordinaria immigrazione”

Riceviamo e pubblichiamo.

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Ieri l'altro, sabato 16  giugno, è  trascorso un anno esatto  dall’arrivo dei primi migranti giunti sul territorio dell’Unione dei Comuni a seguito della crisi umanitaria connessa agli eventi sociali ed economici del nord Africa e della rivoluzione libica che si è conclusa con l’esecuzione di Gheddafi e di alcuni dei  suoi figli.

Le storie  di questi ragazzi sono terribili: fuggiti dal Ghana e dal Mali, da guerre civili e povertà , ed entrati clandestinamente in Libia attraverso l’Algeria come lavoratori a basso costo del regime libico,  sono stati costretti a salire (senza documenti e depredati di tutto il poco denaro di cui disponevano) sui barconi che il regime di Gheddafi “inviava”  a mo’ di ritorsione verso l’Europa e le coste di Lampedusa.

In questi mesi è stato fatto il possibile per favorire l’integrazione di questi ragazzi. Sono stati organizzati corsi di italiano, sono state raccolte e censite (con l’aiuto di mediatori culturali) le loro storie e si è cercato di fornire loro (oltre il vitto e l’alloggio) il minimo indispensabile per condurre una vita dignitosa partendo dai loro bisogni basilari (un telefono e una scheda per telefonare alle rispettive famiglie, capi di vestiario, medicine, biglietti dell’autobus, ecc.).

Lo status giuridico di questi ragazzi rasenta l’assurdo e la follia.  Nel mese di  maggio hanno ritirato i permessi di soggiorno con scadenza  21 ottobre 2012 in attesa di conoscere se lo Stato italiano attribuirà  loro lo status di rifugiati e profughi politici. C’e la concreta possibilità che questo non avvenga e che questi ragazzi si trovino in una situazione di clandestinità dopo che l’Italia li ha accolti  ed ospitati a spese dello Stato  per  un anno e mezzo ( l’emergenza umanitaria è stata prorogata per decreto fino alla fine del 2012).

Oggi i profughi sono  ospitati presso la struttura ricettiva Sport Hotel di Cervarezza (5 ragazzi,  di cui 3 provenienti dal Mali e 2 provenienti dal Ghana).  Altri 4 profughi ghanesi, da alcune settimane,  sono ospitati in un appartamento di Ramiseto in convenzione con la Cooperativa "L’Ovile".

L’esperienza e la disponibilità che questi ragazzi hanno avuto con l’Unione dei comuni è stata esemplare. Si sono resi disponibili a svolgere attività di volontariato (l’Unione ha attivato una copertura assicurativa a tale scopo) e da mesi collaborano,  di fatto gratuitamente, con le squadre esterne dei cantonieri dei comuni di Busana e Ramiseto. Grazie al loro impegno i parchi, le strade e le borgate dei nostri comuni da anni non erano così in ordine e ben mantenuti. I ragazzi immigrati sono stati disponibili per tinteggiare staccionate, panchine delle aree pubbliche, pulizie dei castagneti, delle cunette, degli impianti sportivi, spazzamento delle strade, sfalcio dell’erba e altri lavori di piccola manutenzione.  Nella situazione nella quale si trovano credo sia una piccola cosa, ma penso non sia inutile esprimere un segno di  gratitudine e comprensione  a questi ragazzi.

(Alessandro Govi)

 

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25 Commenti

  1. Gentile sindaco Govi, ho letto con piacere il suo comunicato, anche perchè nei giorni scorsi mi hanno detto che questi profughi vengono alloggiati a spese dello Stato e che la spesa è di 40-50 euro al giorno. Un leghista della montagna ha scritto su Prima Pagina che i profughi costano 1240 euro al mese mentre i terremotati emiliani solo cento euro. A lei risulta, vero? Beh, meno male che lavorano, però a quella cifra lavorerebbero anche i nostri giovani disoccupati, non le pare?

    (Chiara Benassi)

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  2. D’accordo con la signora Chiara!!!!

    (F.M.)

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  3. Visto che ora, con l’emergenza terremoto, pare che si sia smesso di guardare in alto, che ci si sia dimenticati delle varie “caste” che vantano fior di stipendi pagati inutilmente (da come vanno le cose) dalla comunità, e si guarda, invece, “di lato”, fomentando guerre tra poveri, vorrei sommessamente ricordare che l’accoglienza di chi ha cercato scampo alla violenza della guerra E’ UN OBBLIGO SANCITO DA LEGGI INTERNAZIONALI e che i costi dell’assistenza sono a carico del Fondo europeo per i rifugiati e del Governo nazionale. Questi sono scappati, tra l’altro, dalle “nostre” bombe, perchè c’eravamo anche noi a bombardare la Libia. Per non entrare nel discorso, un po’ complicato per chi non s’informa, delle guerre scatenate per il petrolio che, se continueranno, porteranno ancor più profughi sulle nostre coste. Chi scappa da una guerra non fa parte dell'”ordinaria immigrazione”, è un immigrato forzato. Ma già: qui solo i novantenni possono ricordarsi cos’è una guerra…
    (Normanna Albertini)

    Dal sito del Ministero dell’Interno:
    Fondo Europeo per i Rifugiati
    Promuove le migliori prassi degli Stati membri nelle politiche dell’Asilo con l’obiettivo di creare un sistema unico
    Il Fondo Europeo per i Rifugiati riguarda le politiche e i sistemi dell’Asilo degli Stati membri e promuove le migliori prassi in tale ambito.
    Obiettivo finale è quello di creare un sistema unico di asilo, improntato al principio della parità di trattamento, che garantisca alle persone effettivamente bisognose un livello elevato di protezione, alle stesse condizioni in tutti gli Stati membri.
    Più in particolare i finanziamenti del Fondo possono integrare, stimolare e fungere da catalizzatori per la realizzazione degli obiettivi.

    In linea con l’obiettivo del Programma dell’Aja di costituire un sistema di Asilo unico europeo, il Fondo mira a finanziare progetti di capacity building creando situazioni di accoglienza durevoli per i beneficiari.

    Obiettivi generali del Fondo Europeo per i Rifugiati
    •Sostenere e promuovere gli sforzi compiuti dagli Stati membri per accogliere rifugiati o destinatari di protezione internazionale
    •Rafforzare, sviluppare, monitorare e valutare le politiche di Asilo dei singoli Stati membri
    •Favorire il reinsediamento, ovvero il processo mediante il quale cittadini di Paesi terzi o apolidi, su richiesta dell’Acnur, motivata dal loro bisogno di protezione internazionale, siano trasferiti da un Paese terzo a uno Stato membro
    •Supportare le conseguenze di tale accoglienza attraverso il cofinanziamento di specifiche azioni.
    Le fasi precedenti del Fondo Europeo per i Rifugiati
    A differenza degli altri fondi, il Fondo Europeo per i Rifugiati aveva già vissuto due precedenti fasi con il FER I dal 2001 al 2004 e con il FER II dal 2005 al 2007.

    In tali fasi i contributi Fer assegnati all’Italia sono stati: (FERr I) periodo 2000-2004 Euro 11.000.000, (FER II) periodo 2005-2007 Euro 6.500.000. Complessivamente Euro 17.500.000
    Nei predetti periodi, i Fondi europei sono confluiti sul capitolo destinato al Fondo Nazionale per i Servizi e le Politiche dell’Asilo fondendosi con i finanziamenti destinati ai progetti territoriali dello Sprar.
    Nel 2006 e nel 2007, i finanziamenti del Fondo Europeo Rifugiati, pur sempre nell’ambito dello Sprar, sono stati specificamente destinati ai progetti territoriali per le categorie vulnerabili.

    Il FER III, per il periodo 2008-2013 istituito con la Decisione 573/2007/CE, invece, ha assunto una destinazione del tutto autonoma rispetto al Fondo nazionale per l’Asilo.
    I contributi che ne deriveranno saranno, infatti, destinati non più all’attività istituzionale per l’accoglienza, realizzata con lo Sprar sulla base della legge 189/2002, ma saranno destinati ad azioni complementari, integrative e rafforzative di essa.
    Il FER III consentirà di fruire per il periodo 2008-2013 di complessivi Euro 21.016.926,30 (stima indicata nella decisione istitutiva).

    Sono stati assegnati:

    •per il 2008 Euro 2.821.520,30 (per misure d’urgenza sono stati assegnati Euro 7.088.000,00)
    •per il 2009 Euro 4.470.815,00
    •per il 2010 Euro 7.202.618,28
    •per il 2011 Euro 7.740.535,42 (per misure d’urgenza sono stati assegnati Euro 6.850.000,00)
    Di seguito è indicata la previsione di assegnazione che dovrà trovare una conferma definitiva con successive determinazioni della Commissione Europea:

    •per il 2012 di Euro 6.234.384,00
    •per il 2013 di Euro 4.127.000,00
    La Gestione dei Fondi Europei
    Il contributo finanziario offerto dal Fondo assume la forma di sovvenzione e prevede il co-finanziamento da parte dello Stato membro che ne fruisce.
    Sulla scorta dei Fondi strutturali la gestione dei Fondi si impernia su due punti fondamentali:

    1.la programmazione annuale e pluriennale con la quale si prospettano le azioni che ci si propone di realizzare e i relativi costi
    2.la predisposizione di un’organizzazione amministrativa ad hoc rispondente, secondo i dettami europei, ad uno specifico ‘Sistema di Gestione e di Controllo’ rigidamente sorretto dai princìpi di definizione delle funzioni e dei compiti degli organismi coinvolti nella gestione e nel controllo; di separazione delle funzioni; di dotazione di risorse adeguate; di sistemi di contabilità affidabili; di sistemi di informazione e monitoraggio.
    Autorità responsabile, nell’ambito del Ministero dell’Interno, è il Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, Direzione Centrale per i Servizi Civili per l’Immigrazione e l’Asilo.

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  4. Caro Sig. sindaco, era ora, bravo! Altrimenti che messaggi diamo a tutti questi stranieri che sono “ospitati” da noi senza dare nulla in cambio? Essere buoni e solidali va bene, ma se non facciamo capire a questi nostri fratelli che occorre dare per avere, si abitueranno a pretendere, quindi solo diritti e “non doveri”. Io sono fermamente convinto che questi ragazzi debbano lavorare e sentirsi utili alla nostra polazione montanara, alle istituzioni (vedi Provincia e comuni) ed alla nazione, dove ora anche loro vivono. Buon lavoro quindi a lei e soprattutto a questi ragazzi.
    Saluti.

    (Enrico Ferretti, Collagna)

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  5. Mi risulta che alcuni di questi ragazzi siano dello stato del Ghana, nazione che negli ultimi anni ha raggiunto un assetto istituzionale stabile. E’ vero che lavoravano in Libia quando è scoppiata la rivoluzione, ma non ho ancora capito come possono essere definiti profughi. Qualcuno che abbia le idee più chiare di me potrebbe spiegarmelo?

    (L.D.)

    Rispondi
  6. Quei ragazzi hanno dimostrato voglia di lavorare e correttezza civile. Faccio una proposta… perchè non mandiamo in qualche paese del terzo mondo a patire la fame certi italiani e ci teniamo loro?

    (AG)

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  7. Però un grande intervento del sindaco di Busana, che emozione! Giovani ragazzi che vivono in albergo con vitto e alloggio che per qualche ora fanno dei lavoretti… propongo un monumento per ciascuno di questi ragazzi!

    (Fernando)

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  8. Grazie signor sindaco!!!
    A mia figlia (residente a S. Felice sul Panaro e a tutti gli effetti terremotata) farò leggere le sue parole.

    (Luca Bertolini, fiero contribuente italiano)

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  9. Ai leghisti “duri e puri”: guardate che a promulgare il decreto di accogliemza e sostentamento, con tanto di fondi dedicati, per questi profughi fu, in veste di ministro dell’Interno, il “buon” Bobo Maroni. Solo che la vostra prima prerogativa è da sempre il non sapere – non conoscere…

    (Commento firmato)

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  10. Cosa vedono i miei occhi??? I leghisti che chiamano fratelli gli extracomunitari? Il mondo sta cambiando… e meno male…

    (c.m.)

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  11. Sì, il piano è di Maroni: era lui ministro degli interni.

    (regioni.it) Libia: Piano per profughi pronto
    Maroni, il 28 marzo lo invio ad Errani
    Il piano per accogliere eventuali 50mila profughi in fuga dalla Libia “è pronto e lunedì (28 marzo, ndr) lo consegneremo al Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. Lo ha detto il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, in visita a Tunisi insieme al Ministro degli Esteri, Franco Frattini. “Non ci sono – ha sottolineato Maroni – Regioni esentate, anche se nessuno vuole i profughi. Solo l’Abruzzo, alle prese con il post-terremoto, non parteciperà al piano. La distribuzione dei migranti sarà equa”.

    Il piano messo a punto dal Viminale prevede l’accoglienza fino ad un massimo di 50mila profughi da distribuire tra le regioni italiane, se dovesse aprirsi un flusso imponente dalla Libia. Il principio adottato sarà quello di distribuire i migranti in base al criterio mille ogni milione di abitanti. Le regioni più popolose (Lombardia in testa, con quasi 10 milioni di abitanti, seguita da Campania, Lazio, Sicilia e Veneto, tutte attorno ai 5) accoglieranno dunque un numero maggiore di migranti.
    I prefetti dei capoluoghi di regione hanno raccolto nelle ultime settimane le disponibilità delle strutture che possono essere adibite all’accoglienza: edifici pubblici, ex caserme, alberghi, istituti religiosi. Ci sono state quindi altre scremature fino ad arrivare all’elenco finale che, come si è detto, lunedì 28 marzo sarà consegnato ad Errani.
    Quanto alle polemiche sviluppatesi in alune territori, il presidente della Conferenza delle regioni è categorico: “Io sto alle decisioni prese ufficialmente. Capisco tutte le difficoltà nel gestire una partita così complicata, ma tutti capiranno che non ci si può astrattamente chiamare fuori”. Così, Vasco Errani, intervenuto a “24 Mattino” su Radio 24. Di fronte ai dubbi avanzati da qualcuno Errani ha detto: “Al tavolo con il ministro Maroni le Regioni, i Comuni e le Province hanno preso una decisione: proporzionalmente, in uno sforzo di solidarietà nell’emergenza umanitaria, ciascuno farà la propria parte. E’ l’unica strada seria e responsabile per il Paese. Abbiamo fatto queste straordinarie giornate per i 150 anni dell’Unità d’Italia, ora dobbiamo essere coerenti. Attendiamo il piano di Maroni e sulla base di questo ciascuno si assumerà le proprie responsabilità”.Insomma, conclude Errani, “una decisione è già stata presa”.
    (25.03.11)

    (Commento firmato)

    Rispondi
  12. Sig. Bertolini, mi spiace sinceramente per le sofferenze, i disagi e i grossi problemi che stanno purtroppo affrontando coloro che vivono nelle zone terremotate. Penso però che non sia necessario togliere a quei poveri disgraziati provenienti dal Terzo mondo e criticare qualche aiuto che a loro viene dato. Penso che sarebbe sufficiente togliere a quelli del Quarto mondo (lascio intuire cosa intendo con questo termine) che stanno con tutti gli onori in Italia a mangiare soldi pubblici per i loro affari personali, che siano trote, squali o quant’altro di rapaci predatori.

    (AG)

    Rispondi
  13. Non entro nel merito della legge e nemmeno voglio valutare se sia giusto oppure no che questi ragazzi siano qui. Ciò che conta, però, è che certo non per loro volontà sono arrivati da noi e ci vivono a fianco. Sono persone e non una” categoria di persone”. Ognuno di loro ha un nome che forse pochi hanno cercato di conoscere. Si chiamano Omar, Assan, Maka del Mali, Giasi, Thomas, Emanuel, Steve, Simon e Kalee del Ghana. Ognuno di loro ha una storia. A qualcuno interessa conoscerla? Ognuno di essi ha lasciato nel proprio paese genitori, fratelli, mogli, figli che non vivono nel lusso e nella tranquillità. Il pensiero nei loro confronti è costante e il desiderio di aiutarli e di rivederli è continuo. Certamente sono qui e il vedere e provare una vita più facile fa desiderare loro di restare: penso che sia umano. Alcune famiglie del crinale, assieme ai parroci, alle suore e agli ospiti della Casa della carità di Busana hanno voluto conoscerli e sono sei mesi che questa amicizia va avanti con un arricchimento per tutti. Alcuni potrebbero essere i nostri figli ed è una gioia vederli scoprire i luoghi del nostro territorio, i cibi, le parole di una lingua che si sforzano di imparare. Come gli italiani hanno pregi e difetti, hanno caratteri diversi: c’è chi è molto esuberante e chi è troppo timido, chi ha più facilità di parola e di approccio all’altro e chi sta sulle sue, chi è più disponibile e chi lo è meno. Conoscerli, partendo da un naturale timore, è stato comunque un dono. Posso assicurare che lavorano con soddisfazione e che cercano così di ricambiare quello che stanno ricevendo. Desiderano solo essere salutati, quando li si incontra, essere considerati persone che meritano rispetto perchè portatori come tutti di dignità. Vorrebbero trovare un lavoro per non pesare su nessuno e poter provvedere alle loro famiglie e non è facile far loro capire la difficoltà di questo sogno. Il mio sogno è che le nostre comunità possano considerarli come nostri ragazzi, accogliendoli e sostenendoli nel momento del bisogno e pretendendo da loro onestà, serietà e impegno come è giusto che sia.
    Credo che questo non sia in contrasto con la giusta richiesta di lavoro per i disoccupati del nostro territorio e nemmeno con un interesse vero e solidale per i terremotati. La giustizia non deve esssere per uno a scapito di un altro, ma per tutti in egual misura. Vorrei che non si parlasse di loro, ma con loro per trovare insieme un percorso da seguire.

    (Daniela Venturi)

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  14. Una semplice domanda: ma i nostri giovani disoccupati avrebbero veramente piegato la schiena e svolto il lavoro fatto da questi ragazzi???? Sinceramente ne dubito molto.

    (Michela)

    Rispondi
  15. A commento firmato e c.m.!!!! Se il riferimento sono io, Enrico Ferretti… a Collagna siamo in diversi che abbiamo lo stesso nome… Almeno abbiate il coraggio di firmarvi prima di sparare ca…te… Bisogna smettere di pensare che i leghisti sono ignoranti, cattivi e razzisti perchè io non mi reputo tale… Anzi… se vi fa piacere posso dirvi che ho adottato a distanza 2 bimbi africani da circa 13 anni…
    Tornando alle vostre sparate… Questi ragazzi extracomunitari sono persone con una dignità e stanno dimostrando buona volontà nel volersi integrare… Più volte li ho visti impegnati a pulire, verniciare e quant’altro… Bene ha fatto il sindaco Govi nel cercare di coinvolgerli a favore delle comunità di Busana… Sicuramente meglio che vederli seduti sulla nuova fontana di Cervarezza… dove forse per troppo tempo sono rimasti!!! Ma prendiamo il positivo della cosa meglio tardi che mai… anche se sarebbe meglio fossero altre persone, magari artigiani di Busana, a fare queste manutenzioni, soprattutto in un momentaccio come questo e vista la carenza di lavoro… Ma le amministrazioni sono con l’acqua alla gola e purtroppo si fa come si può!!!!! Sicuramente il vostro caro Monti ci aiuterà!!!!!!!! Tra alcuni anni lo capirete… magari sarà tardi… però anche gli USA in un articolo sul 24ore di alcuni giorni fa prendono in considerazione e come riferimento statistico il NORD ITALY e non più l’Italia… per cui mai dire mai!!!!!

    (Enrico Ferretti, Chicco di Cerreto, piccola frazione di Collagna)

    Rispondi
  16. Ho lavorato in paesi del terzo mondo e ne conosco la situazione spesso precaria, sia a livello politico che a livello sociale. Ci sono povertà che, vi assicuro, ma chiaramente è un’opinione molto personale, viste in televisione sono quasi asettiche e viste dal vero colpiscono come un pugno allo stomaco. Per non parlare di situazioni instabili, viste con occhi di un occidentale “protetto” da addetti alla sicurezza, che incutono timore e fanno pensare a come vive il quotidiano chi è al di la del doppio vetro del mezzo che ti trasporta. Poi si può discutere dei problemi che abbiamo qui in Italia, che non sono certo banali o secondari e vanno comunque risolti. Mi trovo però in pieno accordo con quanto scritto da Daniela Venturi.

    (Maurizio)

    Rispondi
  17. Bravo Chicco e che c.m. esca allo scoperto senza paura, visto che si sta dialogando in modo civile su un tema molto delicato ed importante per tutti. In effetti per noi credenti siamo tutti fratelli ed anche questi poveri ragazzi lo sono. Aggiungo che anche io ho adottato (da circa 3 anni) a distanza un bimbo di Haiti, devastata da un tremendo terremoto.

    (L’altro Enrico Ferretti di Collagna)

    Rispondi
  18. Signora Chiara, chieda a quel leghista della montagna quanto abbiamo speso per mantenere il trota e i suoi fratelli in questi anni.

    (Silvia)

    Rispondi
  19. Credo che la situazione che riguarda questi ragazzi sia stata affrontata in modo approssimativo dalle autorità e che la cosa non sia passata inosservata. Si parla di attesa dello stato di rifugiati ma a volte si sente parlare di profughi o di asilo politico richiesto da queste persone. Bisognerebbe chiarire le idee definitivamente per potere affrontare un dialogo equo e anche per prendere le giuste decisioni. Il sindaco Govi afferma che a ottobre scade il loro permesso di soggiorno e si tratta di vedere “se lo Stato italiano attribuirà loro lo status di rifugiati e profughi politici. C’è la concreta possibilità che questo non avvenga e che questi ragazzi si trovino in una situazione di clandestinità”.
    Se a questi ragazzi non verrà attribuito “lo stato di rifugiati” un motivo ci potrebbe essere e allora perché spingere per volerglielo attribuire? C’è qualcosa che noi comuni cittadini non sappiamo? La Convenzione di Ginevra del 1951 definisce giuridicamente chi è rifugiato, che diritti ha e quali sono gli obblighi degli stati nei suoi confronti.
    «Colui che (…) temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese: oppure che, non avendo la cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di tali avvenimenti non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra” (Convenzione sullo status dei rifugiati, Cap. 1, Art. 1 “Definizione del termine di “rifugiato”, Ginevra, 28 luglio 1951).
    Ma almeno nel Ghana la situazione politica è stabile ora, e allora perché decidere di firmare chiedendo lo stato di rifugiato facendo sfumare ogni prospettiva di ritorno a casa, dalle proprie famiglie e dai propri figli? Non vorrete farci credere che questi ragazzi siano perseguitati per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per determinate opinioni politiche temano per la propria incolumità!
    Non sarà che questi ragazzi come molti altri siano arrivati in Italia e ora cerchino di rimanere per mera semplificazione della loro esistenza? Forse, Sig.ra Venturi, è umano pensarla così e provare ad avere una vita migliore ma non è umanamente pensabile, almeno per me, sapere di avere i miei figli o la mia famiglia lontana chilometri e decidere spontaneamente di rimanere per “rifarmi una vita”. Questa per me è un’azione da pusillanime e da egoista. Cristianamente parlando, non mi sento in dovere di avallare un’azione tale e non reputo un aiuto consigliarli di rimanere; anzi, il miglior aiuto sarebbe quello di consigliarli di tornare a casa! Chi ha famiglia dovrebbe essere spronato al ricongiungimento e bisognerebbe fare loro capire che un padre di famiglia ha anche doveri verso i propri figli e i propri genitori.

    (L.D.)

    Rispondi
  20. Fernando, la tua arroganza è da terzo mondo!!! Che pena, un commento del genere può essere fatto solo da una persona priva di ogni sentimento.

    (L.C.)

    Rispondi
  21. “Bisognerebbe fare loro capire che un padre di famiglia ha anche doveri verso i propri figli e i propri genitori”. Questa frase dice tanto. Invito tutti a rifletterci su. E invito il signor (o signora) L.D. a fermarsi un attimo a parlare con i profughi (chiamiamoli così, per ora). Quando si è partiti dal proprio paese a meno di vent’anni per lavorare e mandare i soldi a casa non solo a mogli e figli, ma anche a madri, padri, fratelli e sorelle, poi ci si è trovati nel mezzo di una guerra e si è stati sbattuti a forza in un altro paese (di cui non si conosce la lingua, in cui non si capisce bene cosa stia succedendo), mentre il pensiero va a chi, a casa, aspetta il sostentamento economico, non si ha bisogno di maestri che spieghino quali sono i doveri nei confronti della famiglia. La famiglia, le famiglie, sono il primo loro pensiero. Conosco bene queste persone perchè sono venute da me al corso di italiano a Cervarezza, come conosco benissimo gli altri africani di Felina, di cui ho scritto su Tuttomontagna. Ho visto almeno due di loro piangere dopo aver parlato con la madre che diceva di non avere di cosa mangiare. Forse, anzi, sicuramente, il decreto Maroni che li ha “costretti” a restare qui senza sapere se la loro richiesta di asilo politico avrà risposta positiva ha prodotto una burocrazia affrettata, raffazzonata, confusa, che ha messo in difficoltà sia chi li doveva gestire sia, soprattutto, loro stessi. Ma questa è l’Italia, signor (o signora) L.D. Non è l’Italia di “sinistra” o di “destra”, è l’Italia che spesso mette in difficoltà anche noi autoctoni. Non scarichiamo su questa gente colpe che non hanno. E non strumentalizziamo la loro presenza per sterili diatribe a sfondo politico. Sono qui da un anno. Invece di parlare “di loro” davanti ai bar o sulle panchine delle piazze, invece di protestare senza sapere bene di cosa si tratta, andateli a trovare, conversate con loro, ascoltateli. Dopo ne riparliamo. Per i ghanesi, sono quasi d’accordo con lei: rimpatriarli, forse, sarebbe stato meglio, ma credo, da quel che ho capito (se dico una fesseria, correggetemi), che Maroni abbia tolto i soldi per il rimpatrio in uno dei suoi ultimi decreti. E mica possono tornare in Ghana se non ci sono i documenti per poterlo fare e pagarsi il volo con i 2,50 euro di pocket money che ricevono al giorno e che usano (da quel che ho visto) per comunicare con le famiglie in Africa. Invito tutti a guardarsi il film del regista Andrea Segre “Come un uomo sulla terra” che spiega bene dove, invece, davvero l’Italia ha seppellito inutilmente un sacco di soldi per chiedere a Gheddafi di fermare l’emigrazione africana. La prigione di Kufra, da cui sono passati tutti quelli di Felina, un vero e proprio lager. Vedere per credere.

    (Normanna Albertini)

    Rispondi
  22. Ag, spiacente, ma o mi sono spiegato male o non ha capito. E’ più facile la prima… Farò leggere le parole di Govi a mia figlia perchè mi sembrano un grande esempio di civiltà, anche in un momento difficile… per tanti motivi.

    (Luca Bertolini)

    Rispondi
  23. Signora Michela, conosco ragazzi della nostra montagna che piegherebbero volentieri la schiena, ma nessuno gli da una mano a trovare lavoro, si pensa solo ad aiutare là dove mettersi in mostra è al primo posto; quanta ipocrisia c’è in Italia, mio marito, chiusa l’attività individuale circa due anni fa, è partito questa mattina per andare in Germania da amici nella speranza di trovare lavoro là. Anche per lui questo vuole dire allontanarsi dalla famiglia, ma dopo tanti tentativi fatti di richiesta di lavoro questa sembra forse l’unica via d’uscita. E poi siamo italiani, che vergogna!!!!!!!

    (Cinzia)

    Rispondi
    • Gentile Signora Cinzia, conosco anche io i ragazzi della montagna e so come lei che la schiena la piegherebbero volentieri. Il problema non è quello. Il problema vero è che in questo momento di crisi, costruita in ambienti molto lontani dalle nostre realtà, nessuno può dare una mano a risolvere i problemi del lavoro, e parlo di lavoro serio, soprattutto da noi. Faccio i miei migliori auguri a suo marito; lo capisco. Anch’io sono lontano dalla mia famiglia, che sta sul crinale, ormai da anni. Oggi purtroppo il lavoro dobbiamo andare a prenderlo dove sta. E dobbiamo abituarci a questo.

      (Maurizio)

      Rispondi
  24. Signora Cinzia, sono solidale con lei! Abbiamo dato aiuto al mondo intero (e continuiamo a darglielo), ma non vediamo i bisogni dei nostri italiani. Anche questo è razzismo!

    (L.D.)

    Rispondi

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