Bergogno fa il pieno, di presenze e di stile… medievale

CASINA (19 giugno 2012) – La soddisfazione sta nelle piccole cose. Come, ad esempio, rinunciare agli europei per dedicarsi, per il terzo anno, a organizzare un appuntamento che ha i colori, la suggestione e, pure, il gusto del medioevo. Accade, così, che alla terza rappresentazione di Bergogno Medievale “Il Pane di Matilde” il pubblico sia letteralmente raddoppiato, al pari dell’offerta.

Alcune immagini della giornata nel fotoservizio di Loretta Amorini

Un paese dove, sia chiaro, il cellulare non serve. Anzi, lasciatelo a casa. Qui si è a un tiro di voce dal dirimpettaio maniero di Canossa e, per altro, gli abitanti non si sono mai preoccupati di curare la telefonia mobile. Si usa il telefono fisso, come un tempo, al più gli sms (questi arrivano), ma soprattutto si fa tesoro del piacere di incontrarsi e del parlarsi a voce.

Anche l’acqua, a suo modo, è monarchica: si usa quella di un acquedotto rurale. E Matilde, impersonata come sempre da Elisa Montruccoli, domenica in corteo per il borgo ha gradito quanto si è trovata dinnanzi. Forte del suo corteo di damigelle, conti, religiosi con il Papa, armigeri, falconieri (del Secchia), sbandieratori e musici (Maestà della battaglia), giullari e molto altro. Nel suo discorso alle popolazioni dei monti “un pensiero alle persone delle zone qui vicine colpite dal terremoto”.


Alle volte, se il buon giorno si vede dal mattino, può capitare anche di pensare male. La sera, del venerdì, infatti, prendeva il via la festa con un impegnativo convivio storico, su un tema ardito. Il naturalista reggiano Villiam Morelli doveva relazionare al pubblico, per un’ora e mezza, della flora nelle terre canossane (in quelle stesse ore si Ibrahimovic, con la nazionale svedese, sfidava le stelle inglesi). Eppure ha vinto la sfida, raccontando di erbe con proprietà emostatiche note agli sfalciatori d’un tempo o del prezzemolo che oltre l’impiego culinario sa essere tossico.
Il “Quartetto Matilde” ha dolcemente effuso di melodie la serata del sabato e, così, il meteo di domenica ha regalato la prima giornata tipicamente estiva. Parcheggi raddoppiati, al pari delle auto (pazienza se ancora la gente non si rimessa a usare muli o cavalli). Per il paese, oltre al corteo, i banchetti del mercato medievale, antichi prodotti come il Pecorino dell’Appennino Reggiano o il Savurett (per la regia del Consorzio Conva, assieme a Bergogno Medievale cooautore dell’iniziativa), la tradizionale molitura e, in particolare, il pane volutamente citato da Matilde, quello ottenuto da antiche qualità di grano recuperate dal borgognese Maurizio Fontanili.

Bergogno Medievale, il Pane di Matilde (Foto Loretta Amorini)

Tra la gente che cena ci son un guelfo e un ghibellino che se le danno di santa ragione. E’ bello, tra le tante immagini che una simile festa può offrire, cogliere la soddisfazione dei borghigiani nel poter avere una foto accanto a lei, Matilde. Ma, ancora di più, è singolare ed educato l’inchino delle bambine alla Gran Contessa e, loro, pensano sia lei davvero. Due falchi dei falconieri, intanto, decidono di scappare e di provare la brezza della libertà, li chiameranno a lungo mentre sul borgo si affacciano le tenebre al pari di un piacevole senso di pace.


Può essere soddisfatta la bella e brava Luana Pili, nuova presidente dell’associazione Bergogno Medievale, alla sua prima uscita in grande stile nel nuovo ruolo.
Ubaldo Montruccoli, istrionico regista dell’iniziativa, sa motivare, come suo solito, tutti e, per l’occasione, cura ancora di più il dettaglio e i segni della modernità che si possono leggere in questo paese secolare sono opportunamente celati da teli di yuta. Un unico neo: i troppi fili delle illuminazioni e telefono che, sinceramente, richiederebbero un progetto mirato per essere interrati. Perché da queste parti, se vi sbagliate e parlate a voce un po’ più alta, rischiate di essere sentiti là di fronte. A Canossa, dove a un tiro d’archibugio Matilde veglia ancora sulle sue terre e sulla serenità delle sue genti. (G.A.)

 

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3 Commenti

  1. …e a tutti quelli che hanno lavorato dietro le quinte e che è sopratutto grazie a loro la riuscita di questa bellissima III edizione! Vi vorrei nominare tutti ma rischierei di dimenticare qualcuno… ma voi sapete che io so..! Grazie di cuore a tutti!!! Siete Grandi, siete Fantastici e siete decisamente fuori di testa, giusto il tanto per regalare un emozionante Week End di festa e personalmente tante ma tante soddisfazioni!!

    (Luana Pili)

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  2. Abbiamo saputo per caso della cena organizzata per il 23 marzo. Avevamo visto solo di sfuggita Bergogno di giorno e ci era piaciuto tantissimo. Abbiamo deciso così di prenotare per vedere l’atmosfera del paese di sera. Quando ci siamo seduti ci siamo sentiti un po’ ospiti, però graditi. Ci siamo resi conto che tutti i commensali si conoscevano ed a unirli un solo motivo… il recupero dello splendido borgo. La serata è stata piacevole e la cena curata nei minimi particolari. Un grazie di cuore e buon lavoro a tutti.

    (Ettore e Liliana)

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  3. Splendide iniziative.

    (Liliana Iori)

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