Home Economia Tre soluzioni per investire

Tre soluzioni per investire

1
0

Tutti i giorni i media ci tormentano con notizie allarmanti. Veniamo da un decennio estremamente difficile per gli investitori e negli ultimi anni i commenti di borsa sembrano più bollettini di guerra che notizie economiche.

Per non farci travolgere da questi eventi, spesso alimentati anche dalla speculazione abbiamo cercato anche nel precedente articolo di richiamare la vostra attenzione sui grandi trend che caratterizzeranno i prossimi decenni per orientare gli investimenti tenendo conto delle prospettive future e del già citato orizzonte temporale.
Oggi in particolare porremo l’attenzione a tre strategie di investimento specifiche che se correttamente utilizzate possono esserci di aiuto nel pianificare con efficacia i nostri investimenti.

Vediamo la prima:

- I piani di accumulo

Se non disponiamo di grosse somme, quantomeno nell’immediato, ma anche se come in questo periodo possiamo essere attratti da prezzi di titoli apparentemente interessanti visti i forti cali di questi anni ma abbiamo paura di sbagliare il timing di ingresso, i piani di accumulo nella loro semplicità rappresentano un efficace strumento di pianificazione.
In pratica con una piccola somma (normalmente il minimo è 50 euro) si può costruire nel tempo un capitale importante. Di fatto si tratta di un programma di investimento flessibile che permette all’investitore di accedere ai mercati finanziari investendo periodicamente ed in modo automatico somme piccole o più importanti diluendo nel tempo l’ingresso sui mercati ed attenuando i possibili rischi connessi all’ingresso in una unica soluzione. Praticamente le oscillazioni dei mercati possono trasformarsi in opportunità di investimento dal momento che un calo degli stessi ci consentirà con la stessa cifra di acquistare maggiori quantità di quote e quindi di mediare il prezzo.
Somma e periodicità (mensile, bimestrale, trimestrale, semestrale, annuale), sarà scelta liberamente dall’investitore senza vincoli come la possibilità di sospendere e riprendere i versamenti e/o modificare la tipologia dell’investimento (esempio variazione fondo o sicav).
Se colleghiamo il piano di accumulo ad una delle aree o dei settori di investimento che abbiamo identificato come trend di lungo periodo è ragionevole aspettarsi nel tempo quella generazione di valore e crescita del capitale che auspichiamo e senza l’assillo di tormentarci giorno per giorno per le eventuali “solite” cattive notizie che ascoltiamo.

 

- I fondi a distribuzione dei proventi

Un’altra strategia di investimento che sta conoscendo sempre maggiore interesse fra gli investitori è quella di sottoscrivere i cosiddetti fondi a cedola. Sia fra i fondi azionari che in particolare per i fondi obbligazionari, molte case di investimento mettono oggi a disposizione dei propri clienti una tipologia di fondi che prevede la distribuzione dei proventi derivanti o dai dividendi delle azioni sottostanti o dalle cedole staccate dalle obbligazioni contenute nel fondo.
In particolare sono i fondi obbligazionari a cedola a riscuotere il maggiore interesse anche per la maggiore stabilità dimostrata.
In pratica il cliente anziché comprare un singolo titolo (ad esempio un Btp) sottoscrive un fondo obbligazionario a cedola (mensile, trimestrale, semestrale, annuale). Il vantaggio sta nel fatto che il rischio emittente viene estremamente diluito (se compro un singolo titolo e mi va in default rischio tutto il capitale mentre nel fondo se ci sono 100 emittenti e ne va in default 1 metto a rischio una quota minima del mio capitale con una perdita che può essere del tutto compensata dalle cedole degli altri titoli). Inoltre rispetto al singolo titolo il fondo è normalmente più liquido ed offre la possibilità di smobilizzare tutto od in parte l’investimento con la massima semplicità, mentre il singolo titolo, specie se non quotato o con scadenza lunga può creare dei problemi sia sulla liquidità giornaliera (perché poco trattato) o sul prezzo (per le oscillazioni legate all’andamento dell’emittente o per i movimenti sui tassi che vengono accentuati nel caso di scadenze lunghe.
Una buona strategia, se la cifra a disposizione c’e lo consente è quella di abbinare i fondi obbligazionari a cedola con i piani di accumulo.
Ad esempio se posso investire 100.000 euro ed ho delle cedole medie del 4% posso investire il capitale nei fondi obbligazionari dove ho una buona stabilità del capitale e le cedole veicolarle su un piano di accumulo su uno o più fondi azionari per assicurarmi un capitale più importante nel tempo ed alimentando l’aspettiva di un maggiore ritorno economico.

Come ultima strategia di investimento che prendiamo in considerazione in questo articolo i:

- I fondi target date

Si tratta di una tipologia di fondi relativamente recente che offre al cliente la possibilità di sottoscrivere un fondo obbligazionario con un rendimento pressoché predefinito ad una certa scadenza. In pratica il gestore seleziona un adeguato numero di titoli che assicureranno se portati a scadenza ed in mancanza di default un certo rendimento alla stregua della sottoscrizione di un singolo titolo.
Se compro un BTP a 5 anni ed alla scadenza mi viene rimborsato regolarmente, il mio rendimento sarà dato dalle cedole del Btp staccate nel periodo che è stato in mio possesso. In modo analogo se prendo un fondo target date il gestore è in grado di fornirmi per la data target (che potrebbe essere a 3/4/5 anni) quello che sarà il rendimento YTM (years to maturity) ovvero il rendimento cumulato dal fondo ed annualizzato tenendo conto della sommatoria fra le cedole staccate dai titoli sottostanti, la differenza fra il prezzo di acquisto e quello di scadenza al netto delle commissioni e della fiscalità.
Anche in questo caso il grande vantaggio è dato dalla possibilità pur con una cifra modesta di crearmi un giardinetto importante di titoli, avere la massima liquidità ed un ottimale diversificazione. Sul mercato ci sono emissioni obbligazionarie di un certo interesse ma con taglio minimo di 50/100.000 euro. E’ evidente che o si dispone di cifre veramente importanti o diventa impossibile crearsi un giardinetto importante e ben diversificato mentre con il fondo possono bastare anche poche migliaia di euro di fatto per essere diversificati anche in oltre 100 emittenti.

Queste tre strategie abbinate fra di loro possono, in un momento di criticità ed incertezze come quello attuale , assicurarci una certa tranquillità e discrete soddisfazioni. Nel prossimo capitolo andremo anche ad analizzare strategie di investimento rivolte alla pianificazione di lungo periodo andando ad esplorare il mondo della previdenza complementare.

 

Articolo precedenteDeceduto il padre di Sonia Masini
Articolo successivoC’è chi dice che si stava meglio con la lira…

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.