“Poste italiane, non penalizzare i piccoli comuni”

“La Regione Emilia-Romagna condivide l’allarme lanciato da sindaci e da molte parti sociali per i possibili problemi per cittadini, imprese e territori derivanti da una riduzione dell’offerta nei servizi gestiti da Poste italiane, specie nei comuni di montagna. Una ulteriore riduzione dell’offerta del servizio peserebbe infatti sulla vita di persone che già vivono in situazioni di fragilità e precarietà, soprattutto nelle zone colpite dal terremoto del 20 e 29 maggio scorsi”. Simonetta Saliera, vicepresidente e assessore al bilancio della Regione Emilia-Romagna, interviene sul tema della riorganizzazione degli uffici postali, tema ancora più all’ordine del giorno soprattutto alla luce delle ipotesi circolate proprio oggi di una severa riduzione degli uffici nei comuni della regione.

Già il 20 marzo scorso, la Saliera aveva inviato una lettera a Poste italiane in cui, citando le tantissime segnalazioni arrivate da sindaci e cittadini, chiedeva “di conoscere la strategia che la stessa Posta italiane intende praticare nei piccoli comuni e nelle zone di montagna nella speranza che si possano trovare da parte delle poste delle soluzioni che non penalizzino i cittadini e le imprese operanti in suddette zone”.

Sollecitazione a trovare una soluzione che è stata ribadita ancora oggi con una nuova lettera a Poste Italiane. Sortirà qualche effetto?

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La presa di posizione del Movimento 5 Stelle

Il piano di tagli annunciato da Poste italiane desta forte preoccupazione, soprattutto per quanto riguarda i paesini più isolati e le zone di montagna. La "razionalizzazione" nelle città può anche essere comprensibile, ma sguarnire un paese isolato dell’ufficio postale può essere davvero la morte della frazione abitata. Specialmente in montagna l’ufficio postale rappresenta un presidio fondamentale. Garantisce comunicazione, aiuto nel rapporto con l’ufficio tributi e, in qualche modo, è quasi una rappresentanza istituzionale. La Regione non ha veri e propri poteri diretti, ma credo dovrebbe cercare di convocare un tavolo con gli enti locali e Poste italiane per trovare una mediazione: la logica del profitto è ovvia in un’azienda privata, ma Poste italiane è detenuta dal Ministero dell’economia, dallo Stato. E lo Stato non può abbandonare i propri cittadini, come già ha fatto in parte con le linee ferroviarie e sta facendo con i tribunali, le scuole e i servizi sanitari. Chiediamo alla Regione che, almeno una volta, dia seguito alle numerose promesse di "aiuto alla montagna", di "valorizzazione" e di parole simili, con le quali sistematicamente, a partire dalla vicepresidente Simonetta Saliera, la nostra giunta si riempie la bocca.

(Andrea Defranceschi, capogruppo gruppo assembleare Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it Emilia-Romagna)

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