Castelnovo ne’ Monti / La chiesa parrocchiale della Pieve riaccoglie il suo Crocifisso restaurato

Un momento della serata di benedizione e presentazione del restaurato Crocifisso (Foto Redacon)

Don Evangelista Margini, Laura Bedini, Corrado Giansoldati e Maura Favali. Queste, in ordine di “apparizione”, le persone che ieri sera sono intervenute, nella parrocchiale della Pieve di Castelnovo ne’ Monti, al momento di reingresso del Crocifisso in terracotta policroma, oggetto di culto e d’arte del ‘500, opera di Antonio Begarelli, dopo un paio d’anni di lavori di restauro, effettuati dalla Favali. La Bedini, funzionario della Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici di Modena e Reggio Emilia, ha tra l’altro fatto i complimenti per come è mantenuta la chiesa. Che, come ha ricordato poco dopo Giansoldati, qualche secolo fa, al tempo dei parroci Ambrogio Iattici e Domenico Manini, tra ‘500 e ‘600, era invece in condizioni tutt’altro che buone. Fino a che, nel 1713, per opera di don Giovanni Paolo dalla Palude, con grandi lavori che si protrassero per circa un quindicennio per renderla di nuovo fruibile (ma per tutto il secolo proseguirono perfezionamenti e rifiniture), essa venne radicalmente trasformata dal primitivo impianto romanico a quello attuale, riducendone nell’occasione le navate da tre ad una.

Serata interessante, anche tecnicamente, quando cioè è intervenuta Maura Favali ad illustrare i vari passaggi che ha comportato l’impegnativo restauro.

Da sinistra: Giansoldati, Favali, Bedini e don Margini

Condividiamo con Giansoldati il rammarico di non poter più vedere com’era una volta, nelle sue forme originarie, questo millenario tempio cristiano.

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2 Commenti

  1. Veramente una bellissima notizia dalla lontana Bolivia, complimenti a tutti quelli che hanno fatto possibile questo restauro. In questa meravigliosa Chiesa molti hanni indietro ho ricevuto la Prima Comunione e anche la Cresima, ancora auguri e spero di poterlo vedere in breve tempo.

    (Enzo Bagnoli)

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  2. Grazie a Don Geli e alla sua determinazione il Crocifisso è ritornato alla “sua” naturale dimora. Sicuramente l’opera della brava restauratrice Maura Favali è stata determinante affinchè si potessero realizzare tali condizioni. Non ultima la collaborazione della dott.ssa Bedini della Soprintendenza dei Beni culturali di Modena che nel suo utile intervento ha illustrato l’opera del Begarelli ed in particolare ne ha confermato sia la reggianità dell’autore che la paternità del manufatto della Pieve.
    Grazie a tutti gli attori di questa bellissima storia.

    (Sergio Tagliati)

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