A Busana, il Maggio, 35 anni dopo

Trentacinque anni dopo il comune di Busana, luogo che vanta un’intensa tradizione "maggerina", ripropone occasioni di incontro, di memoria, di bellezza cantata e dispiegata.

Gli esperti, gli appassionati, gli amici che nell’estate del 1977 avevano partecipato alla rappresentazione de "Il ponte dei sospiri" da parte della compagnia Monte Cusna nel parco dei Canevari, in collaborazione col Museo del Maggio di Villa Minozzo gestito dall’associazione "Villacultura", promuovono tre giorni di mostre, parole, letture, campetti e spettacoli di Maggio, “felici tutti quanti, chi è rimasto e chi non c’è più, di ritrovarlo vivo e di sentirlo cantare”.

“A Busana - spiega Benedetto Valdesalici, promotore della rassegna e vicepresidente di Villacultura - fino al primo dopoguerra erano attive diverse compagnie e Domenico Notari, nativo di Marmoreto, componeva e metteva in campo Maggi dei quali ancora oggi si tramanda il ricordo. La rassegna è dedicata al grande maggiarino Bruno Zambonini nel ventennale della scomparsa”.

* * *

Il programma degli appuntamenti:

- mostra fotografica "Il ponte dei sospiri" (Compagnia Monte Cusna, Parco Canevari, agosto 1977) - Busana, Centro Culturale, 9-11 agosto, dalle ore 21 alle 23;

- tavola rotonda “La tradizione del Maggio in Appennino”, con esperti, protagonisti ed estimatori - Busana, Centro culturale, sabato 11 agosto, ore 21;

- rappresentazione del Maggio “Il ponte dei sospiri” di Domenico Zannini da parte della Compagnia Monte Cusna - Busana, Parco Canevari, domenica 12 agosto, ore 15.

 

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2 Commenti

  1. La tre giorni dedicata al Maggio è realizzata in collaborazione con il Comune di Busana.

    (Ornella Coli, assessore alla cultura)

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  2. Voglio ringraziare tutti coloro che in vario modo sono stati coinvolti nell’ideare, organizzare e sostenere questa rassegna, in particolare Benedetto Valdesalici, anche per il regalo che mi ha fatto… Un ringraziamento a tutti quelli che il “Maggio” se lo portano nel cuore e che ancora oggi, giovani e meno giovani, con impegno e passione portano avanti questa importante tradizione. “Scalabrino”, ovvero mio padre Bruno Zambonini, ne “Il Ponte dei Sospiri” al quale è stata dedicata questa rassegna, ne sarà fiero, come lo sono io e tutta la mia famiglia.
    Grazie di cuore a tutti!!!

    (Luana Zambonini)

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