Orari notturni liberi?

Prendiamo spunto dal contributo che ci invia un lettore, Joppa, dj professionista ben conosciuto in Appennino, che si riferisce ad una festa che si è svolta ieri sera/stanotte a Castelnovo ne' Monti, per riproporre, in chiave possibilmente costruttiva e non solo a livello di mera critica a chi non la pensa così e "rompe le scatole", un argomento ricorrente e abbastanza spinoso: le feste con musica ad alto (quanto basta) volume. E' possibile contemperare il diritto di organizzare feste - rumorose e in aree residenziali - che si prolungano fino a notte fonda con il diritto, oltre un certo orario, al riposo? Premettiamo che eventuali commenti dei lettori saranno accettati e pubblicati a condizione che siano costruttivi e argomentati. Sarebbe bello, dopo tanto parlare, arrivare ad un punto d'incontro accettato da tutti. Vale a dire: è possibile divertirsi anche in paese, senza dover "emigrare", ma, anche, si fissano (e si rispettano) i necessari limiti che impone la convivenza.

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Ciao... Volelo solo farvi sapere che ieri sera ho suonato all'"Onda" a "Remember Edelweiss" per la Fondazione Don Zanni. Quindi una festa di beneficenza. Il Comune ci ha dato il permesso fino alle 3... Ma è possibile che all'una certa gente si è cominciata a lamentare???? Punto 1: la serata era benefica, quindi non a base di lucro... e con il denaro che va a buon fine... Punto 2: abbiamo dato da lavorare a un locale del nostro comune... vista la crisi... Punto 3: i giovani, assieme a gente un po' più grande erano lì a ballare e divertirsi... con i loro genitori o zii... o amici... Nonostante tutto si continua a non accettare la festa e l'allegria delle persone... E' ora di smetterla e di sopportare un po' di più... e di far vivere un po' il nostro paese...

(Joppa)

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20 Commenti

  1. Scusate ma non sarebbe sufficiente tenere il volume un po’ più basso per salvare capra e cavoli??

    (Commento firmato)

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  2. Io abito al Peep e devo dire che queste discussioni sono veramente assurde, ieri sera non si sentiva nulla e poi è estate, dopo per nove mesi siamo chiusi in casa, un po’ di svago e di musica penso non faccia male a nessuno…. anzi……

    (Andrea Zini)

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  3. Serata bellissima!! Pensate che dopo la fiera di San Michele tutti in casa, quindi cerchiamo di essere tutti più tolleranti, abbiamo un paese e delle attività da sostenere.

    (Bini)

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  4. Io ero presente alla festa. Musica bella, scopo della serata ancor meglio (pro Fondazione Don Zanni). Ho accompagnato mia figlia. Non mi sembrava musica ad alto volume, o forse saranno i miei 48 anni a farmi indurire le orecchie? Dai, non sono poi tante sere all’anno… Ma non sarà che all’origine c’è un po’ d’invidia per chi giovane non lo e più o voleva mettere su l’attività vicino a casa e non gli è stato concesso? JOPPA FOREVER!!! MITICO!!!

    (Mariapia)

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  5. Premetto che chi vi scrive e giovane. Come in tutte le questioni la ragione sta nel mezzo. Si deve capire che a volte ci sono persone che anche d’estate lavorano e magari si devono svegliare al mattino presto e credo abbiano il diritto al riposo. Anche se secondo me queste sono le ultime a lamentarsi… Forse potremmo iniziare a concepire il divertimento in modo diverso, magari iniziare una festa alle 9 e chiuderla alle 2, sarebbe sufficiente, x forza si devono fare le ore piccole? Io vivo con i miei figli vicino a dove si tiene una famosa festa d’estate. Vi assicuro che mi sono ritrovata, x piu anni, persone ubriache in giardino che suonavano i campanelli, vetri e bottiglie rotte davanti a casa… Non mi sono lamentata Xchè si tratta di una sera. Ma quest’anno la sera della festa me ne vado via da casa! Se non impariamo a venirci incontro non andremo da nessuna parte.

    (Commento firmato)

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  6. Discussione interessante, problema di non facile soluzione, mettere d’accordo chi “vuole” musica e chi vuole riposare non è semplice. Speravo che la discussione fosse argomentata, ma vedo che nessuno si sbilancia a trovare la motivazione del perchè in questi anni sono nate le fazioni PRO o CONTRO le feste “musicali”. Chiedo ai lettori uno sforzo mentale e di fantasia! Provate a far lievitare tutto ciò che è SPORTIVO e Benessere del PEEP, posizionatelo a mezz’aria, ora dirigetevi al centro FIERA, fate lievitare:
    – Quartiere giardini di Bismantova;
    – Quartiere la Betulla;
    – Villa Paolo Casoli;
    – Comunità montana.
    Fate atterrare il tutto al PEEP, posizionatelo a vostro piacimento.
    Ora torniamo al centro Fiera, intubate il Dorgola, riqualificate l’area e fate atterrare tutto quello che che vi era al centro Coni. Ora su di corsa alla sommità della Pietra di Bismantova, guardate giù, verso la Pieve, un quartiere residenziale, tranquillo (senza variante di Ponte Rosso). Poi dirigete gli occhi verso sinistra (zona ex Bocciodromo): potrete ammirare una zona sportiva con ogni ben di Dio:
    – campi da tennis;
    – campo sportivo;
    – pista di atletica;
    – Centro benessere;
    – bocciodromo;
    – Centro Fiera con relativo capannone per esposizioni.
    L’esempio mi è servito per far capire che il nostro paese ha vissuto uno stato di trasformazione URBANISTICA disordinata, mischiando residenziale a sportico, ricreativo, ecc. ecc. Oramai la frittata è fatta, il Centro fiera è stato snaturato dall’esigenza di monetizzare l’area per sostenere il Teatro. L’area del vecchio campeggio monetizzata. Il bocciodromo e la vecchia piscina venduti, per investire nel Centro benessere!!!
    Ma se questa era la visione della Pignedoli e Marconi, perchè non si è pensato di centralizzare le strutture E NON MISCHIARLE!!! Ritengo che quasi 20 anni di legislature potevano permettere una visione a lungo termine!!! Questo non è accaduto….. e questo errore ha generato il PRIMO motivo di attrito tra chi sostiene il riposo e chi invece vorrebbe le feste tutto l’anno.
    Concludo dicendo che un paese VIVO ha bisogno di gente, di spazi divertimento, di cultura, ma anche di rispetto altrui!!! Non è facile far coesistere una bella dormita con i decibel di una bella canzone!!!
    Grazie come sempre.

    (Roberto Malvolti)

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  7. Rispetto l’opinione di tutti, capisco il disagio dei residenti ed il diritto al riposo dopo una settimana di lavoro, ammetto la difficoltà nel mettere tutti d’accordo su tale tema. Rinuncio alle ferie estive perchè in questo periodo è doveroso contribuire allo sviluppo della comunità, sia partecipando agli eventi organizzati o collaborare attivamente nello staff, onde evitare il declino completo. Nella serata della “Notte Rosa” ho incontrato decine e decine di persone provenienti da Parma e dalla Provincia di Parma, non tutto è circoscritto ai nostri comuni. Tempo per riposare ne avremo verso la vecchiaia, oggi dedichiamo le risorse a mantenere viva la Montagna e creare opportunità di svago e divertimento per i giovani e meno giovani. Anche a costo di perdere qualche ora di sonno e “sopportare” nella breve estate.
    Saluti.

    (Luciano Francesconi)

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  8. Siamo sempre alle solite, il weekend e l’estate dovrebbero creare situazioni divertenti e mettere il sorriso anche alle persone più “pignole” anche se questo termine non rende giustizia. Una volta appurato il fatto che questa gente non riesce ad accettare la comunità a 360 gradi, l’unico modo è proseguire su questa strada perché è e rimane solamente un problema loro. Coloro che si lamentano sono nettamente meno di quelli che a queste feste si divertono, tipo 5 a 500, quindi penso abbiano già avuto un’eccessiva voce in capitolo. Non possiamo continuare a lottare per risolvere l’infelicità altrui se questa viene da dentro e non è realmente provocata da fattori esterni.

    (Manuel Iori)

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    • Chi li ha contati? 5 a 500? Mi sembra un tantino leggermente esagerato. Si potrebbe tentare un referendum almeno sugli orari? Per risolvere il problema, propongo il divertimento tutte le sere dalle 20 alle 24, quattro ore sono sufficienti?

      (Elio Bellocchi)

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      • Per calcolare la mia stima basta contare quante persone sono in giro a divertirsi e quante chiamano i carabinieri per lamentarsi. Siamo nel 2012, si sa che prima delle 23, se non si va a cena fuori, non si esce di casa, non è detto sia giusto o sbagliato, è semplicemente diverso e questo è il progresso. Tempo fa lessi che Einstein sosteneva che il saper sfruttare le ore notturne è sintomo di evoluzione della specie ossia, nel tempo, l’essere umano ha capito che ciò che è fattibile durante il giorno lo è anche negli orari notturni (escludendo l’abbronzarsi!!!), avendo più tempo in qualità di vita a disposizione.

        (Manuel Iori)

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        • Vorrei solo chiedere a M. Iori quante sono le ore che dedica al sonno, in che fascia oraria le medesime si collocano e se durante tali fasce orarie apprezzerebbe che qualcuno, appena fuori da casa sua, lo rintronasse con musica e decibel a palla. Tanto da impedirgli il meritato riposo e presentarsi alla festa della notte seguente che non si regge in piedi; e così la notte seguente, ecc. ecc. Siamo tutti molto lesti a dare del rompiscatole al prossimo; pochi sono coloro che cercano di mettersi nel suoi panni valutando se le richieste hanno fondamento e a immaginare una buona soluzione di compromesso. Ma per fare questo serve un minimo di sensibilità e non aggiungo altro. Non è roba di tutti, a quanto pare (e anche gli amministratori mi paiono piuttosto assenti, lasciando che le cose “si governino da sè”). Ma questo è il progresso, dice lei. I dj lavorano, i locali anche… girano i soldi. Al solito: ubi maior (i soldi), minor (necessità delle persone) cessat. E’ tanto semplice…

          (GO)

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          • Hanno di recente sistemato un’abitazione, ed io, lavorando di notte, dormo di giorno. Dalle 7 del mattino o forse prima si sentiva martellare, il discorso non è lo stesso? Parliamo di tutti i giorni per oltre un mese, non una mattina ogni tanto. In questa situazione il pensiero è stato: “Non la ristruttureranno mica per sempre”. Secondo il vostro punto di vista i muratori passano le ore diurne a rompersi i timpani con rumori assordanti e lo fanno nel non rispetto altrui, giusto? O solo perché sono muratori sono più rispettabili di dj, baristi, buttafuori e quant’altro? Sono un po’ antichi questi pensieri, mi sa. In caso di chiamata i carabinieri sono obbligati ad uscire ma se é tutto a norma con chi ce la prendiamo? Da giovane farei in modo ci fosse casino ogni sera d’estate, non si può, prendiamo quello che viene ma non lamentatevi troppo della vacca grassa.

            (Manuel Iori)

  9. Pensare che non volevo intervenire… Mi dispiace, ma non concordo su queste medie del tipo che in 500 si divertono e in 5 vanno dai Carabinieri a lamentarsi. I Carabinieri poi che fanno, risolvono qualcosa? Non possono intervenire, perciò tanto vale non andarci nemmeno e non chiamarli.
    Ma poi, se io organizzo tutte le sere una festa della birra nella piazzetta davanti a casa tua, proprio sotto le tue finestre… chi si lamenta sarai solo tu e chi si diverte, in barba alla tua pazienza, a centinaia! Inoltre, non mi sembra che Einstein sfruttasse le ore notturne per rompersi i timpani o per disturbare i vicini…
    Manuel, solo per chiarire e mettere le medie a posto.

    (Elio Bellocchi)

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  10. Sempre per Manuel Iori. Per fargli notare che gli orari di rispetto esistono pure in certe fasce diurne e che, stando così le cose, ciò vale anche (e a maggior ragione) per la notte. I dj hanno diritto di lavorare, ma, come tutte le altre categorie di lavoratori, nel rispetto delle regole e non nella “deregulation”. E così difficile?

    (GO)

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  11. Il dj infatti si attiene agli orari del locale quindi rilasciati da chi di dovere mentre il muratore se inizia prima prima finisce! Allora perchè per le categorie dei lavoratori diurni non c’è lo stesso atteggiamento? Perché la maggior parte delle persone lavora di giorno (quindi prevale la maggioranza) la stessa maggioranza che prevale quando le persone che si divertono in un locale sono di numero superiore rispetto a quelle che di fianco al locale vogliono dormire! Una volta alla settimana nel weekend già è ammissibile, non fanno nemmeno quelle, fatevela andare bene, se no al Cerreto qualcosa in vendita dovreste trovare. Vi piace avere l’abitazione dove fa “bello” ossia di fianco alle attività di punta poi non vi piace che esse lavorino per tutti (essendo pubbliche), non è che perchè di fianco ci sono abitazioni significa che nell’attività gli abitanti circostanti debbano avere più voce in capitolo degli altri clienti, se invece gliel’hanno venduta così e ci sono cascati non possono prendersela con gli altri a caso se tutto è in regola, altrimenti in società rilevano le attività in discussione poi possono anche farci un pollaio. Ribadisco che secondo me il problema non è la musica, il fatto è che sarebbe ora di integrare i “giovani” (trentenni e quaranteni) nella gestione del paese se non vogliamo diventi un grande ricovero, sarebbe ora di passare il testimone a chi crede realmente in un’evoluzione eventuale del paese, stare seduti a guardare evidentemente inizia a stare stretto. Naturalmente quando c’è aria di rivoluzione, agli abitudinari da sempre un po da fare. Il futuro si crea con le Novità non con le abitudini (non è sinonimo ne di usanze ne di valori), non si parla di feste deliranti, semplicemente di feste divertenti, le lamentele facciamo in modo di lasciarle per dottore al lunedì mattina.

    (Manuel Iori)

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  12. Come sempre non si vuole capire la questione, che ho cercato di spiegare anche ai gestori di Onda della Pietra. Non ė una questione di feste, MA DI VOLUME. Anche noi abbiamo avuto 20 anni, anche noi abbiamo fatto feste fino al mattino, ma non ci siamo mai sognati di tenere svegli interi quartieri (nel mio caso PEEP e via Vivaldi) fino a orari assurdi (1, 2 di notte) specie quando il giorno dopo ci si alza alle 7 e non si può chiudere vetri e imposte per proteggersi dal rumore e se non si vuole moririre soffocati dal caldo. Concludendo, abbassate il volume e vedrete che nessuno sarà invidioso della vostra vitale voglia di vivere…

    (Aldo Manfredi, via Vivaldi, Castelnovo ne’ Monti)

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  13. A volume basso la musica del 2012 (come del resto ogni musica) non si riesce a ballare. Quando fanno le feste di liscio il volume è alto tanto uguale ma per il fatto che i presenti sono per la maggior parte anziani, nessuno si lamenta. L’una o le due del sabato sera sarebbero orari assurdi? Mi viene da ridere pensare che nell’Europa del nord, ossia nei paesi più evoluti, si balli fino alle 7 del mattino se non oltre in alcune occasioni e con il volume di gran lunga superiore a quelli che si tengono normalmente da noi e da voi reputati eccessivi. Mi spiace per lei se alla domenica si alza alle 7 del mattino ma non è un caso molto diffuso. Ringraziate se i vostri figli e nipoti fanno baraonda sotto i vostri balconi altrimenti, quando succederà il contrario a causa vostra (spero vivamente di no), non lamentatevi per il fatto che il paese è morto, che servono più soldi e tempo per spostarsi e che non riuscite a dormire comunque perché a causa di tutto ciò siete in preda all’ansia.

    (Manuel Iori)

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  14. Alla faccia di Einstein. Il suono come arma.
    “Il suono come arma: L’uso militare e poliziesco dello spazio acustico. È possibile usare il suono come un’arma? Stando a ciò che è accaduto sul piano militare e poliziesco negli ultimi vent’anni, la risposta è sì. Dai bombardamenti di rock compiuti dall’esercito americano in Iraq all’heavy metal a tutto volume usato come strumento di tortura a Guantanamo, la funzione del suono per usi militari e di ordine pubblico è sempre più importante. Rap, metal e persino canzoni per bambini diventano armi utilizzabili a scopo repressivo, segnale della continuità tra industria del divertimento e industria militare. Questo libro è una genealogia delle armi acustiche per come si sono sviluppate nel corso del XX secolo, tanto nella loro progettualità riuscita quanto in quella fallita. Ma, soprattutto, vuole essere l’occasione per pensare a come sottrarre lo spazio sonoro dall’inesorabile appropriazione commerciale e securitaria”.
    Ancora: “Considerato dal punto di vista bellico, l’orecchio è un bersaglio semplice: non si può chiudere, non si sceglie cosa sentire, e i suoni che lo raggiungono possono modificare profondamente il nostro stato psicologico o fisico. A partire dalla seconda metà del XX secolo, si sviluppa la ricerca scientifica sugli usi militari e polizieschi del suono: non semplicemente per rilevare, avvertire, intimidire il nemico o galvanizzare le proprie truppe, ma per sfruttarne gli effetti biologici, poiché, a certe frequenze e intensità, le onde sonore che non sono né più né meno che vibrazioni meccaniche, possono avere un effetto nocivo sull’orecchio e su tutto il corpo. L’uso del suono offre un notevole vantaggio al potere, poiché permette di ottenere gli stessi risultati di altre armi definite «non letali», disarmando le critiche e confondendo le acque del dibattito. Il rapido sviluppo di armi o dispositivi sonori, a partire dal 2000, testimonia un cambiamento dei metodi di mantenimento dell’ordine, della concezione di spazio pubblico e del nostro rapporto con l’altro”.
    Juliette Volcler

    (mv)

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  15. Caro Manuel Iori, io non la conosco ma vorrei dirle che nei paesi del nord, da me visitati per anni (ultime le città di Bristol e Berlino, che musicalmente non mi sembrano le ultime arrivate), nei quali ho anche abitato (Irlanda), ballerai anche fino alle 7 del mattino, nessuno lo nega, ma in locali chiusi e ben sigillati. Se si riferisce ai rave party, nati alla fine degli anni ’80, avvenivano in luoghi lontani dai centri abitati, largamente illegali e in disuso da almeno 3 lustri. Provi a tenere un volume alto (che non ė quello delle orchestre di liscio, cerchiamo di non fare della demagogia) in un qualunque paese del nord Europa e poi mi faccia sapere: in Europa l’inquinamento acustico è una cosa seria, regolamentata e sanzionata duramente, non con sanzioni di facciata come da noi. Concerti e eventi vari iniziano REALMENTE all’orario indicato che, se avviene all’aperto, non supera di solito le 21,30-22 e con volumi accettabili. Anche in Italia le cose cominciano a cambiare: a Lucca il concerto dei Kasabian è iniziato alle 21,30: tutti repressi i tanti giovani presenti?
    Inoltre – nota che vorrei chiarire – gli eventi ai quali mi riferivo non si svolgono di sabato ma di domenica sera e nei giorni feriali, non facciamo giochini, per favore, al sabato siamo tutti più tolleranti…
    Che poi non si riesca a ballare a volume non dico basso, ma almeno non sparato a volume alto è una grossa panzana, infatti spesso anche lontano dai palchi, in questo genere di eventi in montagna, non si e riesce a scambiare due parole seduti a tavolino e per ascoltare un po’ di musica facendo due chiacchiere bisogna allontanarsi di parecchio… Tra “basso” e “alto” mi sembra ci siano migliaia di gradazioni: vogliamo parlare per ore del sesso degli angeli o ci siamo capiti che “non alto” non significa per forza “basso”?
    Concludendo, come non si può piú guidare bevuti o fumare in un locale pubblico semplicemente perché sei un pericolo pubblico o mi obblighi a respirare il tuo fumo, presto spero non si potrà più disturbare la gente che, dopo le 11-12 di sera, vuole semplicemente stare in pace.
    Saremo superati, vecchi, parrucconi, fuori moda ma esistiamo e non potete farci ingoiare 2-3 volte alla settimana (intendo nel periodo estivo, meglio essere chiari) i vostri watussi, tributi a Ligabue, ecc… Noi non vi facciamo ascoltare Ligeti, Schonberg o i Tuxedomoon a tutto volume, dubito resistereste, anche se, meglio specificare, non é di certo una questione di gusti musicali…
    Cordiali saluti.

    (Aldo Manfredi)

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  16. @Manuel Iori, scommetto che questa notiziola proveniente dalla incivilissima Londra le era sfuggita, non è vero…? http://goo.gl/BtVoz

    (Commento firmato)

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