Per la Provincia “Emilia”: a Reggio nasce comitato

Nasce a Reggio Emilia il comitato di sostegno al progetto "Emilia", l'aggregazione amministrativa che dovrebbe riunire con pari dignità Modena, Reggio, Parma e Piacenza. E' al via una raccolta di firme per sostenere questo progetto che sarà presentato nel corso di una conferenza stampa in programma nella mattinata di domani, martedì 4 settembre, nella sala giunta di Palazzo Allende, a Reggio Emilia.

Vi parteciperanno la presidente della Provincia Sonia Masini, il sindaco Graziano Delrio, Mauro Severi (architetto), Maurizio Zamboni (ingegnere), Celestina Tinelli (avvocato già componente del Csm), Claudio Pedrazzoli (medico, primario della chirurgia 1 del S. Maria Nuova), Fulvia Salvarani (titolare del ristorante Rigoletto di Reggiolo), Francesca Mattioli (esperta d'economia), Daniele Franci (attore, regista e direttore Centro Etoile), Andrea Davoli (libero professionista), Maria Paola Ruggieri (data manager di Radioterapia al S. Maria Nuova).

"Il progetto - come informa una nota della Provincia - ha già trovato numerose adesioni, come quelle del dottor Giuliano Bedogni (medico, ex primario dell'unitá operativa di endoscopia digestiva all'arcispedale S. Maria Nuova) e della dottoressa Cinzia Iotti (primario di Radioterapia allo stesso nosocomio cittadino)".

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Aggiornamento 4 settembre ore 23,30

Si è formalmente costituito in questi giorni il "comitato per Emilia". Si tratta di una associazione a sostegno del progetto d'aggregazione amministrativa per unire con pari dignità Modena, Reggio, Parma e Piacenza. Avviata anche una raccolta di firme - alcune migliaia quelle già raccolte - per sostenere il progetto che è stato presentato questa mattina a palazzo Allende alla presenza della presidente della Provincia Sonia Masini e del sindaco Graziano Delrio. Il comitato è presieduto da Daniele Franci (attore, regista e direttore Centro Etoile).

"La gente sente già l'Emilia, il mondo conosce e apprezza questo territorio. E' il punto da cui partiamo - ha affermato la presidente Sonia Masini -. Come si fa in un Paese che ha bisogno di novità a non valorizzare i beni preziosi che abbiamo? Ci sarà maggior possibilità per l'economia di attrarre finanziamenti, ci saranno nuovi posti di lavoro, ci saranno meno spese perché si andrà a razionalizzare quello che viene duplicato nelle diverse Province. Emilia è un progetto grande per il futuro che coglie le necessità della globalizzazione, che supera gli anacronismi e le divisioni".

"Con questa iniziativa cerchiamo di rilanciare un grande progetto per un miglior funzionamento del territorio, di adeguamento a nuove competenze. Ci sarà il ripensamento di un nuovo ente che dovrà essere il più possibile al servizio dei cittadini. Questa è la discussione che abbiamo avviato ed è importante che i cittadini inizino a pronunciarsi su questo grande processo di trasformazione", ha spiegato il sindaco Graziano Delrio.

"Abbiamo già raccolto tantissime adesioni da parte dei cittadini che credono in Emilia. Si tratta di un progetto positivo che vuole unire e sottolineare le peculiarità dei territori", ha fatto sapere Daniele Franci.

Il Comitato è costituito quale organizzazione non lucrativa di utilità sociale ed è una iniziativa autonoma, pluralista, apartitica, volontaria, democratica. Ha lo scopo di unire con pari dignità le province di Reggio Emilia, Modena, Parma, Piacenza e dare vita ad Emilia, all’interno della Regione Emilia-Romagna. Tra gli obiettivi quello di produrre risparmi nell’organizzazione della nuova area, superare sovrapposizioni e sprechi nell’erogazione dei servizi e nella programmazione delle infrastrutture e continuare ad assicurare che gli amministratori rispondano ai cittadini. "Emilia ha già una reputazione fortissima nel mondo per il carattere e la laboriosità degli abitanti, per la capacità di accoglienza, per l’eccellenza delle scuole e dei servizi e per la qualità delle imprese, il senso civico e l’amore per il buon vivere - si legge nel documento stilato dai sostenitori del progetto -. Emilia, se sarà unita, potrà migliorare il reddito dei propri abitanti, valorizzare le imprese, creare nuovi posti di lavoro. Emilia, potrà essere un nuovo volano per la regione Emilia-Romagna e per l’Italia se saprà superare i campanilismi e mettere in valore i saperi e le conquiste acquisiti per proporsi in modo nuovo e coraggioso, sapendo cogliere le sfide del cambiamento".

"Siamo tutti volontari del pensiero convinti che occorra cominciare a pensare in grande. L'ottica con la quale si guarda ai fenomeni territoriali è diventata troppo ristretta. Il riordino delle Province è l'occasione per superare quest'ottica", ha affermato Maurizio Zamboni. Per Mauro Severi si tratta di "un cambiamento vero e di mettere insieme identità simili, raggiungibili in tempi brevissimi". Il primario della chirurgia 1 del S. Maria Nuova Claudio Pedrazzoli ha portato l'esempio dell'area vasta sperimentata nel campo della sanità con il sistema di approvvigionamento di materiale sanitario che coinvolge già le quattro province: "Ha consentito un risparmio importante nella spesa sanitaria".

 

 

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4 Commenti

  1. Fino a poco fa si diceva che le Provincie non potevano essere abolite; ora in un colpo solo Reggio Emilia propone di abolirne quattro; creando una provincia di dimensioni superiori ad alcune Regioni. Come al solito da un’estremo all’altro.

    (Davide)

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  2. Faccio alcune considerazioni fra il serio e il faceto. Premesso che sono d’accordo su questa idea di Provincia Emilia, trovo interessante comunque osservare le reazioni della gente reggiana: c’è ancora chi inorridirebbe a unirsi a Modena e chi invece a unirsi a Parma. Secondo me riemergeranno pregiudizi centenari. Io per esempio preferirei di gran lunga far parte del parmense che del modenese…, ma spero che la maggioranza colga il senso emiliano che ci unisce un po’ tutti. Qualche dubbio l’avrei per una parte del piacentino, di fatto parimenti coinvolta con il genovesato e col Piemonte. Ma se considerassimo i nostri pregiudizi non ci si salterebbe più fuori: ricordo che in città a Reggio si percepivano differenze già all’interno della Circonvallazione (ex mura) con scarse frequentazioni fra quelli di S. Stefano e quelli di S. Pietro, per non parlare di S. Croce che sembrava quasi ai confini del mondo. Comunque sull’Emilia è facile decidere: ci sono dei fiumi ortogonali a 2 linee parallele costituite dall’Appennino e dal Po. Tutt’al più si può limitare l’Emilia a Ovest al F. Trebbia e a Est al Panaro o al Reno: in quest’ultimo caso si otterrebbero 2 vantaggi, uno di inglobare Ferrara che è molto “emiliana” e di avere un affaccio sul mare nella zona di Comacchio. Tutto ciò lasciando Bologna alla sua bella Romagna, mezza marchigiana, ex Stato Pontificio. Tra l’altro forse riconquisteremmo una maggiore indipendenza e peso rispetto a Bologna, che con la creazione delle Regioni è diventata una Roma 2…
    Infine: il capoluogo di questa futuribile “Emilia” quale potrà essere? Non penso a un quadriumvirato di capoluoghi, sennò addio risparmi, e quindi è automatico pensare a Parma: visibilità internazionale già presente.

    (Emilio)

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  3. Sono veramente amareggiato e deluso da questa iniziativa. Solo una domanda: ma il debito pubblico, ormai oltre i 2000 miliardi (ancora in aumento) come faremo a diminuirlo? Che futuro lasceremo ai nostri nipoti? Possibile che in Italia non si riesca fare alcuna riforma? Poi ci lamentiamo noi della sinistra per la deriva populista di Grillo e C. Dobbiamo avere più coraggio: le Provincie sono da abolire TUTTE come pure sono da accorpare i Comuni, eliminare gli Statuti speciali, ecc… Che disastro, non ci si salta fuori!

    (Filippi Ivano)

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  4. Dispiace che il sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio pensi di tratteggiare a colpi di righello il riordino istituzionale delle province, deciso a suo tempo dal CdM del Governo Monti. Premesso che l’entità geografica nota con il nome di “Emilia” in realtà non è presente nella storia dal periodo romano in poi, anzi Reggio Emilia era anche nota come Reggio in Lombardia. Storicamente i territori di: “Parma – Piacenza”, “Modena – Reggio Emilia – Ferrara”, la “Romagna” rappresentano per la loro storia aree geografiche ben definite. Talvolta si pensa a Ferrara come a zona geografica della Romagna, in realtà non vi appartiene pur affacciandosi sull’Adriatico.
    Tra Modena, Reggio Emilia, Ferrara è presente una comune identità, rappresentata dal legame storico con la Casa d’Este durato più di 500 anni. Gli Este furono signori di Modena dal 1336, all’epoca la capitale Estense era Ferrara, che sarà perduta nel 1598. Il Ducato d’Este cessò di esistere nel 1859, quando l’Italia grazie alla II guerra d’indipendenza raggiunse l’Unità.
    Ritengo quest’operazione di riordino una grande opportunità per dare il giusto risalto storico al Ducato Estense, a ciò che ha rappresentato per la cultura e tradizioni del nostro territorio, senza farne questioni politiche o di ridicole mire revanscistiche nonché nostalgiche.
    Proposta coerente sarebbe di formare un’unica provincia comprensiva dei territori di Reggio Emilia, Modena, e Ferrara. Propongo di denominarla “Provincia Estense”.
    Cordialità.

    (Tullio Marra)

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