“Troppi interventi sui nostri fiumi”

Riceviamo e pubblichiamo.

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Negli ultimi anni, la condizione del nostro fiume e dei nostri torrenti è drammaticamente peggiorata. Osservando il Secchia per un breve tratto, a partire dalla galleria di Casa Poggioli in comune di Prignano, provincia di Modena, fino ad arrivare a Cerredolo, in comune di Toano, su un totale di appena 4 km circa, si possono vedere tutta una serie di interventi che singolarmente analizzati potrebbero non essere valutati negativamente, ma considerandoli nel loro insieme, e cioè tutti concentrati in una manciata di chilometri, diventano inaccettabili per l'impatto che hanno sul territorio.

Come se non bastassero le due centrali idroelettriche già costruite (una sul confine di Cerredolo, l'altra a circa 1 km ma in provincia di Modena), un'altra in costruzione poco prima della galleria in località Debbia, una cava di ghiaia e sabbia a pochi metri da quest'ultima e una concessione settennale per l'asportazione di ghiaia nel tratto tra le due centrali già costruite, praticamente di fianco al viadotto...

Ora l'ultimo terrificante progetto: un'enorme centrale idroelettrica sul torrente Dolo in località Pioppeto (Cerredolo). Sarà un impianto per la realizzazione del quale possiamo tutti immaginare quale sarà l'impatto: verranno posti (probabilmente interrati) enormi tubi per una lunghezza di quasi 6 chilometri che imprigioneranno quasi tutta l'acqua che esce dalla centrale di Farneta  (6 km a monte) e che prima veniva liberata in Dolo fino al Pioppeto dove verrà costruita la struttura principale. Ovviamente in  tutto il percorso interessato dalla costruzione sarà necessario scavare, disboscare, spianare per rendere accessibile il sito ai mezzi impiegati nel cantiere...  Cosa rimarrà del tratto originale...?

Purtroppo ci sono molti altri siti minacciati dalla costruzione di centraline idroelettriche nella nostra montagna, siti importanti e quasi incontaminati che verranno deturpati a causa della facilità con cui, in base alle normative vigenti, vengono concessi incentivi ed autorizzazioni per la produzione di energia da fonti cosiddette rinnovabili (senza i quali probabilmente nessuno costruirebbe degli impianti che sono spesso fermi per mancanza di acqua..!).

Questo l'elenco dei siti interessati :
- torrente Liocca, Ramiseto (in corrispondenza dell'abitato di Cecciola all'altezza del ponte pedonale sotto il paese);
- mini centrali su affluenti del Secchia nei comuni di Busana e Collagna:
Rio Collagna (Collagna)
Rio Rondino (Busana)
Rio Acquabona (Collagna)
Rio Riccò (Busana)
- in comune di Villa Minozzo:
torrente Dolo località Mulino delle Volpi (briglie sotto il ponte di Gazzano)
sistema del torrente Secchiello (sotto il ponte di Governara)
Rio Macchia e fosso delle Tie che formano il torrente Secchiello (zona tra Riparotonda e Case Stantini)
nella zona di Civago il Rio Rumale affluente del torrente Dolo
è inoltre interessato anche il sistema di torrenti che alimentano le Fonti di Poiano (torrente Lucola e Rio Grande).

Viene da chiedersi se coloro che hanno il potere di decidere abbiano mai visto di persona questi luoghi o se si siano limitati a decidere "a tavolino" consultando semplicemente una cartina... E viene da riflettere sull'intervento dell'uomo che, senza buon senso e lungimiranza, infierisce sul territorio incurante delle conseguenze, distruggendo l'ambiente in cui egli stesso vive e del quale si sente padrone anzichè ospite... con una presunzione unica e tipicamente "umana"... come se, dopo di lui, nessun altro essere avesse più il diritto di godere di quanto la natura ci offre.

(Lorena Lugari)

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17 Commenti

  1. Invito tutti coloro che sono interessati a partecipare alla pubblica assemblea che si terrà lunedi’ 17 settembre alle ore 21 presso la palestra di Cerredolo di Toano, dove verrà presentato, per la prima volta, il progetto della centrale idroelettrica in previsione sul Fiume Dolo/Pioppeto. Condivido alcune considerazioni di Lorena Lugari: ogni intervento sull’ambiente va sempre valutato, ponderato, considerato in base agli impatti che può avere, ma anche ai benefici che può portare allo stesso ambiente. Nella assemblea del 17 verranno dettagliatamente illustrati gli impatti, le soluzioni, ma anche i benefici ambientali previsti da questo progetto, oltre agli aspetti positivi legati alla produzione di energia pulita (cosa, questa, che accomuna l’idroelettrico all’eolico e al fotovoltaico).

    (Michele Lombardi, sindaco di Toano)

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  2. Cara Lorena, immagino che tu alla sera ti goda sempre un buon libro alla luce di una candela, ma noi che non abbiamo il lavatoio davanti casa ma usiamo la lavatrice elettrica dove prendiamo la corrente? Se, secondo te, possiamo fare una bella centrale a carbone allora sono d’accordo: non produciamo energia idroelettrica. Che poi non capisco perchè si ostinano a fare questi impianti sotterranei che non riusciamo nemmeno a vederli passando per la strada. Il mondo è proprio strano!

    (mc)

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  3. Troppo bello parlare di indipendenza energetica però non volere niente per produrla; un’alternativa ci potrebbe essere: una centrale nucleare! Però mi sembra di ricordare che la cosa non si possa fare (vedi referendum). Parlare di carenza d’acqua per l’agricoltura e poi non volere la diga di Vetto o qualsiasi altro invaso per raccoglierla quando c’è in abbondanza, vedi questo periodo di piogge. Non so niente sulla centrale sul Dolo, ma di certo alcuni progetti qua sopra riportati non sono per nulla impattanti ma sono piccola cosa ed è chiaro che un privato che investe lo fa per un profitto, ma se non si fa saremo sempre dipendenti dalle altre nazioni a livello energetico.

    (Mauro Benassi)

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  4. Quello che sostiene la sig. ra LUGARI è assolutamente corretto e vero. Con questa “moda” delle mini centrali idroelettriche per la produzione di energia rinnovabile si sta devastando il territorio fluviale della nostra regione, in particolar modo della provincia REGGIO. Se si considera l’attuale portata del fiume SECCHIA e del fiume ENZA, solo per parlare dei nostri principali corsi d’acqua, l’investimento economico per costruire queste centrali non verrà MAI ripagato dai ricavi dati dall’energia elettrica prodotta e, come tutti sanno, ci stiamo avviando verso un futuro climatico tutt’altro che uggioso, ma al contrario particolarmente secco, con sporadici e violentissimi episodi temporaleschi che non servono al mantenimento delle centrali idroelettriche. Come è ben noto, queste centrali necessitano di un costante afflusso di acqua, in momenti diversi con portata maggiore, ma che mantengano operative le turbine di produzione. Ho sempre affermato che la vita dei nostri fiumi vada regolamentata in funzione delle necessità delle popolazioni, ma quella in atto sul fiume Secchia non sono necessità delle popolazioni ma solo di coloro che ricavano beneficio economico dalla costruzione e dal mantenimento in operatività delle stesse. Noi non siamo come il Trentino, come l’alta Lombardia dove la grande piovosità e la presenza di altissime montagne che conservano neve, ghiacciai e grossi torrenti possono giustamente permettersi la costruzione di centrali idroelettriche. Sono invece fortemente convinto che la nostra posizione geografica, per la vicinanza alle coste tirreniche e quindi al vento di maestrale, possa consigliare la costruzione di mini-medie pale eoliche che localizzate in posizioni strategiche come Pradarena, Lagastrello, Cerreto e al centro delle varie piccole gole tra le nostre montagne, possa fornire un più che buono contributo alla produzione di energia pulita. L’impatto ambientale sarebbe ridotto al minimo con le micro-pale e certamente ne trarrebbero beneficio i letti dei nostri splendidi torrenti. Anche “pannellare” il nostro territorio con campi fotovoltaici lo trovo ormai opsoleto. Credo invece possa essere utile rendere obbligatorio per ogni nuova costruzione civile e pubblica l’installazione di pannelli per la produzione di luce e calore di ultima generazione, quei pannelli che producono fino all’80% in più di energia, concentrati su una superfice di irradiazione ridotta del 40% rispetto a quelli attuali. La tecnologia è il nostro futuro, sfruttiamola al meglio con il minor impatto ambientale possibile. La signora LUGARI ha ragione: pensiamo anche a quelli che verranno dopo di noi. E’ nostro DOVERE.

    (Fabio Mammi)

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  5. Già signor Mammi, la mia proposta di legge prevede di abolire le auto di cilindrata superiore a 1300 in particolare se provengono dall’estero. Anzi torniamo ad andare in bicicletta, visto che io ho le gambe buone, chi non riesce, paienza… Inoltre ogni abitazione può avere al massimo 3 kwh così aboliamo anche tutte quelle luci che di notte inquinano il nostro cielo stellato. Sarei anche dell’opinione di installare una serie di pale eoliche in prossimità di Monte Castello per produrre l’elettricità necessaria ai lampioni della zona. Perchè al Laghestrello di corrente ne hanno a sufficienza e quindi produciamola dove serve. Comuque se si informa sull’eolico scoprirà che le nostre zone sono tra le meno vocate per questo uso, ma può sempre soffiarci sopra…. Come detto in altre occasioni servono proposte per consumare meno, non per produrre di più. Ma continuiamo con il festival della coerenza…

    (mc)

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  6. Una domanda per il sindaco di Toano, ma chi paga questa centrale?

    (Mauro Benassi)

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  7. Rispondo volentieri al signor mc, a noi tutti emerito sconosciuto, perchè mi tira in ballo in modo personale. Come al solito, nelle sue risposte, passa dalla padella alla brace senza seguire il filo logico con il quale si è impostato l’articolo. L’articolo in questione non trattava i consumi pro capite di energia elettrica e le candele per la lettura. Per paradossi lei non risponde all’argomento sollevato dalla signora Lugari, ma si limita a fare “baccano”. L’argomento verteva sul fatto che questi tipi di centrali fatte dove e come sono fatte, molto probabilmente non danno e non daranno i benefici sperati dal punto di vista produttivo. In merito all’eolico, gli studi fatti ai quali lei si riferisce erano applicati alle macro-pale, che hanno necessità e impatto ambientale totalmente diverso. In quanto ai consumi ho sempre detto che ognuno di noi è libero di gestire a suo piacimento l’energia elettrica che consuma per il proprio benessere o per il proprio piacere. E poi non penso possano essere affari suoi sul tipo di macchina che ognuno è libero di usare, perchè anche questo rientra nel libero arbitrio di ciascuno di noi e soprattutto, “che c’azzeccha” con l’argomento trattato? Ma comunque lei la pensi, permetta agli altri di pensarla in modo diverso, in modo da poter aprire e lasciar scorrere un vero dibattito su argomenti meno puerili di quelli da lei usati. Per inciso, ma non perchè lei meriti una risposta, sotto Monte Castello, nella mia proprietà, alla quale lei si riferisce nella sua scomposta risposta, sto facendo valutare 3 preventivi diversi per mini-eolico e fotovoltaico di ultima generazione con pannelli concavi a riflesso convogliato Sa, solo per coerenza…. e non solo per limitarsi a fare “baccano”. BUONA VITA anche a lei, sconosciuto ” mc “.

    (Fabio Mammi)

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  8. Salve signor Mauro, il costo di realizzazione dell’opera è a totale carico dell’impresa privata che ha chiesto di poterla realizzare. Si tratta di un investimento di diversi milioni di euro. Lunedì 17 a Cerredolo sarà presente anche l’impresa realizzatrice, alla quale potranno essere rivolte domande specifiche in merito al progetto.

    (Michele Lombardi)
    p.s.: se la direzione di Redacon me lo consente, pubblicherei volentieri, in estrema sintesi, i dati relativi alla centrale. Questo per informare anche tutti coloro che non potranno presenziare alla assemblea del 17, ma che sono interessati ad avere informazioni sull’opera.

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  9. Non discuto, circa l’utilità di costruire briglie e centrali ma ho notato alcuni punti non considerati:

    1) Sono stato recentemente al Lagastrello, ho notato che il deflusso minimo vitale per l’habitat del torrente Enza è ridotto ad un piccolo tubo che fornisce acqua che dopo alcune decine di metri sparisce sotto-terra, per poi ricomparire alcune centinaia di metri più avanti.

    2) Le briglie costruite sui nostri corsi d’acqua sono assenti delle scale di risalita utili per la riproduzione dei pesci, o si è pensato di fornire a questi ultimi un motore da posizionarsi nella coda? Altrimenti come fanno a superare pendenze quasi vertiicali? Pensateci e costruite con giudizio.

    (Il Grillo Parlante)

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  10. Business is business. Leggendo l’articolo mi è tornato in mente di come era il Secchia da Castellarano in giù, prima che venisse preso di mira dai moderni interessi umani… Correva tra anse ed insenature spostandosi dal reggiano al modenese… allora era un fiume… guardiamolo adesso e riflettiamo… Leggendo l’articolo ed i vari commenti credo che sia necessario porsi delle domande… Innanzi tutto se questi interventi così numerosi servono realmente oppure no e la prima cosa che viene da chiedersi è se davvero c’è bisogno di produrre tutta questa energia. Dai dati diffusi da TERNA (2009) la possibilità di produzione di energia delle centrali installate nel nostro paese è pari al doppio di quanto serve: oltre 101 GW contro i 57 GW del picco massimo di richiesta avvenuto nel 2007. Se questi dati sono esatti, considerando che dal 2009 in poi sono stati installati molti impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e che gli studi relativi al 31/12/2011 citano una quota di produzione da queste fonti pari al 24% del fabbisogno nazionale, considerando il calo dei consumi in atto, siamo proprio sicuri che ci sia bisogno di produrre energia? Sempre in considerazione di questo, non sarebbe più logico intervenire sugli impianti esistenti rimodernandoli, riconvertendoli invece di distruggere, come nel caso del Dolo, 6 km di fiume? Tanto lavoro così per utilizzare l’acqua che rilascia la centrale di Farneta…? Non sarebbe più semplice che fosse la centrale stessa ad usare l’acqua, il salto e tutto il resto che esiste già e lasciare in pace il fiume? Forse però l’obiettivo non è la costruzione della centrale, forse gli interessi sono altri… business is business… Proviamo a togliere i finanziamenti e vediamo quanti di questi progetti andranno avanti…!? E’ vero che i fiumi non sono più quelli di una volta… Ho sentito definirli atrofizzati ma questo non mi sembra un motivo sufficiente per distruggerli definitivamente… Perché non tentiamo invece di recuperarli? A me piacerebbe che l’acqua che c’è scorresse tra i sassi, senza sparire dentro ai tubi… e vorrei che la vedessero scorrere anche quelli che verranno dopo di noi… Vorrei che non dovessero immaginarla sentendola raccontare così, come ho fatto io col Secchia da Castellarano in giù…

    (Antonio Manini)

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  11. Con la desertificazione industriale che avanza non vedo quella grande necessità di energia, potrei anche sbagliare, ma mi pare che una valutazione sugli effettivi fabbisogni sia necessaria, e soprattutto ocorre considerare che non si può stoccare energia già prodotta. Manca pianificazione a livello nazionale e si viaggia su dati estemporanei o di business locali…. Una valutazione globale andrebbe realizzata, ma dato che siamo in Italia credo che sia una richiesta che cadrà nel vuoto.

    (Rossella Ognibene)

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  12. Le aziende produttrici sono contente perchè si intascano i finanziamenti pubblici e poco gli importa se gli impianti restano fermi per 3/4 mesi per mancanza d’acqua… Le amministrazioni comunali sono contente perchè incamerano per una qualche decina d’anni qualche decina di migliaia d’euro… Poi chi se ne frega se i nostri fiumi e torrenti si trasformano in poco più di fossi nauseabondi… Io sono un grande estimatore delle fonti rinnovabili ma dove ci sono le condizioni REALI per renderle efficienti, il Dolo, il Secchiello non sono l’Isarco o L’Adige, hanno portate d’acqua già insufficienti senza bisogno di ulteriori opere…. Il nostro territorio credo sia più adatto al minieolico e al solare se proprio c’è questa necessità di produrre energia elettrica.

    (commento firmato)

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  13. Credo che la lettera di Lorena Lugari ponga un problema dal quale non si può eludere con sarcasmo o sufficienza. Se per quanto riguarda il fotovoltaico si è arrivati ad una normativa che cerca di limitare il consumo di suolo, per l’energia prodotta con prelievi di acqua dai fiumi ancorchè poi rilasciata penso occorra al più presto giungere ad una regolamentazione che disciplini nel modo più corretto possibile un’attività che produce energia in modalità rinnovabile e quindi dovrebbe migliorare per un verso le condizioni ambientali (anche se occorre pure rilevare che le insensate liberalizzazioni non producono benefici ai cittadini in termini di abbassamento delle bollette ma solo assalto indiscriminato ai beni comuni e iperproduzione superflua); d’altra parte occorre preservare anche per le generazioni future un patrimonio che noi abbiamo ricevuto in prestito. Riuscire a far coniugare le due cose è compito di una “buona politica” al momento però quanto mai latitante.

    (Luigi Bizzarri)

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  14. Vorrei provare a rispondere (almeno in parte) ad alcuni dei quesiti formulati nei commenti precedenti, e porre ulteriori quesiti.
    1) Ci sono precise normative che gli impianti idroelettrici devono rispettare, tra cui quella sul DMV (Deflusso Minimo Vitale) citata in un commento precedente. E’ fondamentale che le normative vengano rispettate e fatte rispettare dalle autorità preposte.
    2) E’ importante, anche per il nostro Appennino, che le energie rinnovabili riescano a soddisfare una quota crescente dei nostri bisogni di energia. Continuiamo infatti ad importare quantitativi immani di petrolio e gas, che bruciamo a costi elevati e con forti impatti ambientali.
    3) La riduzione nei consumi di energia dovuta alla crisi economica è molto modesta, anche se naturalmente è un obiettivo da perseguire indipendentemente dalla crisi. Le nostre case in montagna usano grandi quantità di energia termica, mentre sono pochi ancora gli edifici che vengono ristrutturati con criteri di efficienza energetica ed isolamento moderni. Spero che le brave aziende edili montanare sappiano qualificarsi sempre di più in questa direzione. Dobbiamo lavorare di più sul risparmio energetico, ma continueremo comunque ad avere necessità di energia.
    4) I bacini idroelettrici tradizionalmente costituiscono la principale sede di accumulo del sistema energetico italiano. L’eccesso di energia viene utilizzato per pompare l’acqua nei bacini superiori. Con il crescere delle energie rinnovabili intermittenti, Terna utilizza alcune centrali turbogas a pronto utilizzo, per soddisfare la domanda. Le reti energetiche di nuova generazione (smart grid) su cui sta lavorando anche Terna si basano sulla presenza di nodi di accumulo, comandabili a distanza in base alle esigenze. Sul mercato negli ultimi due anni sono stati proposti prodotti per l’accumulo “familiare” di alcuni kWh. I costi sono ancora elevati (qualche migliaio di euro), ma in discesa. L’altro accumulo potrà essere costituito dalle auto elettriche. In ogni caso, si intravede in un futuro abbastanza prossimo la possibilità di utilizzare energia da fonti rinnovabili, se disponibile ed accumulata, al posto di petrolio e gas.
    5) In base alle mappe locali ci sono alcune zone dell’Appennino reggiano sufficientemente vocate all’eolico. Spesso però ricadono in quelle zone che vogliamo mantenere intatte. Io penso che laddove c’è un traliccio con ripetitori TV e telefonici ci potrebbe stare anche, senza troppi danni estetici, una media pala da qualche decina di kW, se sufficientemente lontana dagli edifici residenziali. Poichè una pala di questa taglia è comunque un oggetto impegnativo, sarebbe utile che fosse al servizio di un intero paese o comunità nei paraggi, piuttosto che essere a beneficio di un privato con danno per tutti gli altri. Per quanto riguarda il microeolico domestico (di dimensioni tali da non creare disturbi a vicini), attorno a 1-3 kW per chi ha un po’ di spazio, ci sono diverse zone compatibili in termini di ventosità, ma il mercato ha avuto per ora poco sviluppo e gli apparati sono un po’ costosi rispetto al ritorno energetico. Per il FV siamo quasi alla Grid Parity, e anche se gli incentivi del Conto Energia stanno per essere terminati, potranno essere installati per ridurre i prelievi delle nostre case e officine.
    5) E il Dolo?
    Pur con i vantaggi indiscussi delle energie rinnovabili, è importante che gli impianti vengano realizzati con equilibrio in relazione al territorio, rispettando rigorosamente le normative ed in piena trasparenza rispetto ai residenti e agli amministratori. Se gli impianti si avvalgono di un bene comune (come in questo caso: la bellezza del luogo, che appartiene a tutti), ci deve essere un ritorno condiviso dall’impianto a beneficio di tutta la comunità.
    Io vorrei che impianti di questo tipo (non solo idroelettrico, anche biomassa, eolico, etc.) venissero valutati ed eventualmente realizzati da una cooperativa costituita da tutti i residenti, se non direttemente dall’ente pubblico. In tal modo i benefici andrebbero a tutta la comunità, e la comunità stessa avrebbe la sensibilità per valutare se i benefici (condivisi) meritano il costo e l’impatto dell’impianto (certamente a carico della comunità). Infine, vorrei sempre quella trasparenza e quel monitoraggio che manca ad esempio nella gestione della discarica di Poiatica.

    (Stefano C.)

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  15. Solo due cose signor Stefano C. Sì… è vero che ci sono delle precise normative, ma il problema non è tanto questo, quanto negli organi che le dovrebbero far rispettare… Per esempio chi e come controllerebbe il DMV? I bacini idroelettrici, che nei migliori dei casi sono vecchi di decenni, non potrebbero rinnovarsi e produrre energia con mezzi più moderni? Invece di scavare ed intubare tutto perchè non sfruttare queste possibilità? Sul nostro Appennino vi sono alcuni impianti idroelettrici abbastanza importanti e si dice che nei periodi siccitosi siano fermi o quasi… In questi periodi però non funzioneranno nemmeno le altre mini-centrali… (vedi “la Fornace”) ed allora a cosa servirebbero? Mi trova d’accordo sui miglioramenti delle costruzioni di edifici e sulle ristrutturazioni, sull’eolico e sul fotovoltaico…. gli altri impianti che bruciano biomasse o cose del genere mi vedono molto molto scettico. Sono convinto che la prima cosa da fare sarebbe quella di consumare meno e meglio la nostra energia e qui la tecnologia e la scienza potrebbero aiutarci molto… Il problema è che da questo verrebbero intaccati altri oscuri interessi contro i quali non hanno la forza e nè la voglia di andare sia i nostri amministratori che i nostri politici…. anzi… e sempre per interessi più o meno grandi si autorizzano e passano opere assurde come questa sul Dolo.

    (Antonio Manini)

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  16. Sono fermamente convinta che questa corsa sfrenata alla costruzione delle centrali, come quella sul Dolo, porti alla futura autodistruzione, incombe su tutti noi, come giustamente è stato scritto in precedenza, l’obbligo di preservare tutto ciò di cui abbiamo goduto.. i fiumi le nostre splendide montagne d’Appennino, la vegetazione, la fauna in generale, ed il grado di vita di tutti noi, e di consegnarla alle generazioni future, perchè solo così saremo in grado di garantire un futuro al nostro pianeta. Se con il protocollo di Kyoto dobbiamo limitare l’inquinamento atmosferico e rientrare nei parametri, ditemi perchè allo stesso tempo dobbiamo distruggere il resto che serve obbligatoriamente all’equilibrio della nostra terra? Gli interessi sono enermi, in merito a queste costruzioni, sono così enormi da cancellare ed ignorare costantemente l’esistenza dell’uomo ed i diritti ed esso legati.
    Cerredolo, un concentrato di centrali idroelettriche che fra una decina di anni, finito questo business saranno da demolire, i nostri figli nipoti e pronipoti devono avere il diritto come scrive Manini, di potersi bagnare i piedi in un torrente, non di ritrovarsi fra piloni di cemento, ferraglie arruginite e turbine in disuso. I nostri amministratori devono soppesare e meditare profondamente… vale di più la serenità e la vivibilità di una popolazione o un contributo che comunque sarà limitato rispetto al disastro ambientale ed alle limitazioni di vita che dovranno subire gli abitanti? Sarebbe come mettere un bel merlo acquaiolo nel bel mezzo del deserto.

    (O. Schenetti)

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  17. Leggendo Tutto Montagna… la bella illustrazione del sindaco Michele Lombardi in merito alla costruzione della nuova centrale idroelettrica a Cerredolo… Noi del paese dobbiamo essere felici, veniamo beneficiati di questo bel monumento… perchè risaltano solo da quanto scritto, i benefici, benefici che poi nella realtà non esistono. Per l’ennesima volta vengono tralasciate le descrizioni della fase di costruzione della centrale… esempio l’intubamento di 6 km di torrente, e relativamente ciò che comporterà: scavi esagerati da Farneta di Montefiorino a Cerredolo di Toano, con relative costruzioni di strade sterrate per l’accesso ai nuovi cantieri, vegetazione e terreni devastati, ecosistema del fiume distrutto, ed in merito a questo riequilibrio delle acque, che menziona il nostro sindaco, rimaniamo titubanti… visto che la fauna ittica non subirà più lo stress del rilascio delle acque della centrale di Farneta, ma le stesse verranno intubate per km 6 fino a Cerredolo, dove verranno liberate nuovamente, perchè di questo si tratta, lo stress per la fauna ittica sarà allora devastante, tanto più che l’acqua dopo km e km di tubi sara’ così priva di vita da non consentire la stessa neppure ad un microbo. Le promesse poi per il ripristino di strutture lasciate a se stesse da anni ed anni, come mai d’improvviso è urgente ripristinarle? Nel nostro paese, il primo in tutta la montagna ad avere una sede di Protezione civile, sede costruita con il lavoro ed il sacrificio di tanti volontari quasi 30anni fa, lasciata crollare senza che nessuno intervenga in aiuto, dopo le innumerevoli richieste al nostro Comune, Protezione Civile, la prima in assoluto senza una sola stanza per riunioni, pioppeto di Cerredolo… Associazione Bocciofila Pioppeto, di punto in bianco cambia gestione diventano proprietari altri enti, senza che i soci e tutti coloro che hanno contribuito all’installazione delle struttre ed il relativo acquisto, comprensivo di vettovaglie, tavoli, sedie, cucine ed un’enorme quantità di materiale e 4 edifici, vengano chiamati ed informati con conti alla mano sulla variazione, si parla nell’intervista di Lombardi di contributi per il ripristino, ma con chi ha trattato l’Amministrazione comunale? Campo sportivo Cerredolo, da anni si aspetta un’intervento di ripristino degli spogliatoi, ora è nell’elenco delle PROMESSE, Polivalente di Cerredolo non è più adibita ad uso Pubblico… Un paese intero con varie associazioni di volontariato, culturali e sportive depredato delle sedi di cui ha diritto… Rialacciandomi al discorso iniziale, paese di confine a cui non è rimasto più niente, 2 torrenti, il Dolo ed il Dragone ed un fiume, il Secchia, devastati, nessun miglioramento esercitato, ma nuovamente penalizzato con la costruzione di questa Centrale, l’economia, il turismo, e ribadisco… le abitudini di vita di questa gente sono state prese in considerazione? o messe nel dimenticatoio come tante altre volte? Non c’interessano le promesse, vogliamo poter vivere in tranquillità le nostre terre. Altra cosa di primaria importanza che costantemente viene omessa: perchè non sono stati informati i Cittadini prima di firmare accordi con la ditta costruttrice?, ma con la riunione del 17/09/2012 a cosa già fatta, perchè ancora oggi tanti proprietari di terreni non sono al corrente che le tubazioni della nuova Centrale gli passeranno proprio vicino a casa? C’è veramente qualcosa di totalmente antidemocratico in tutto ciò. Siamo diventati cittadini di un paese dimenticato, spero non da Dio… ma dagli uomini sicuramente.

    (O. Schenetti)

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